20/01/2026
SULLA STATUA DI SAN SEBASTIANO A MILITELLO IN VAL DI CATANIA
Elegante esempio di statua processionale in legno di cirmolo scolpito e dipinto, realizzata a metà del secolo scorso dallo scultore gardenese Johann Baptist Purger, Fornitore Pontificio di Ortisei, come lo stesso si definisce, apponendo la sua targa alla base dell’opera. A partire dal 1850 alcuni giovani gardenesi
avevano preso a studiare alla famosa Accademia d’Arte di Monaco di Baviera. Il capoluogo bavarese era allora il centro della pittura nazarena.
La trasmissione dell’estetica nazarena dal quadro bidimensionale alla Scultura tridimensionale divenne il dominio degli Scultori della valle.
Nel corso del XIX sec. la richiesta e la distribuzione dell’Arte Sacra in tutta l’Europa era peraltro divenuta sempre maggiore, crescendo in modo esponenziale. La conseguenza fu che quei giovani intraprendenti impararono
l’arte della scultura e nell’ultimo quarto di secolo sorsero diversi Istituti d’Arte, i quali commercializzarono abilmente le loro creazioni.
La destinazione prevalente fu l’Impero Austro-Ungarico ma anche oltre questo confine sino a raggiungere, come nel nostro caso, la Sicilia e Militello.
Si concludeva così la sequenza di negative vicissitudini che avevano colpito l’antico culto di San Sebastiano a Militello, iniziate con la distruzione dell’originaria statua perita durante il terremoto del 1693 e poi con la perdita d’una successiva statua(riprodotta in una antica foto in mostra), a causa di un incendio nel 1898.
Di quest’ultima si salvò solo parte della testa (che è possibile ammirare in mostra) oggetto di un tentativo volenteroso di reimpianto, modellando il corpo in un’altra opera, da parte dei fratelli Scaccianoce, sacrestani di S. Maria e scultori dilettanti (prof. G. Pagnano 1998).
- Braccio reliquario d’argento, datato 1578, appena dopo la cessazione della grande peste che incrementò in tutta l’isola il culto del Santo.
Per la ripresa, allentata e fraintesa, che esso fa del braccio di San Giorgio della Cattedrale di Catania, questo prezioso manufatto d’arte può certamente attribuirsi ad un seguace del catanese Paolo Guarra (Claudia Guastella
“Luoghi di Sicilia” suppl. al n. 6 della rivista Kalos, nov-dic. 1996, pag.34 ).
- Testa della settecentesca statua del Santo salvata dal rovinoso incendio del 1898.
Opere conservate nel Tesoro di Santa Maria La Stella di Militello.
(da: SAN SEBASTIANO, Arte, fede e Devozione in Sicilia. Mostra di statue lignee ideata e curata da Rita Di Trio)