13/02/2020
Sui social e troviamo spesso proposte di corsi per diventare accompagnatore o guida con la bicicletta per il turismo, realizzati e svolti da semplici associazioni sportive.
Ci sono alcune discrepanze, imprecisioni o addirittura false affermazioni.
Spero nella loro buona fede e che si verifichi ciò solo per poca informazione in materia.
Il termine “Accompagnatore” è proprio del turismo così come “Guida” ma, essendo molto generico, deve essere seguito da un sostantivo “turistica”, “naturalistica”, “alpina”, ecc. oppure dell’acronimo dell’ente professionale attestato, ad esempio i nostri professionisti sono “guide AIG2R” (non solamente guide per non essere fraintesi con altre professioni), come la relativa legge ha imposto ad ognuna di queste specifiche attività. La definizione o dell'acronimo è richiesta dal Ministro dello Sviluppo economico, per gli apparati regionali e dalle amministrazioni comunali che regolano, controllano le attività lavorative ed il turismo. tali indicazioni devono essere sempre esposte durante lo svolgimento della professione.
Questo termine “accompagnatore” o “guida XYZ” è il sinonimo di tutela della persona terza accompagnata o condotta, specifica la qualità e qualificazione professionale del professionista e soprattutto è sinonimo di di incremento della serietà turistica degli operatori turistici preparati ad accogliere il cliente.
Una associazione sportiva viene denominata “dilettantistica” (asd), dove non è in discussione la passione e dedizione alla disciplina sportiva dei partecipanti, ma la possibilità di presentarsi come un professionista.
Ok! Ma che cosa vuol dire quindi Professionista? “Attività economica con una specifica formazione volta alla prestazioni di servizi a favore di terzi”.
Ma a che scopo? Di lucro, di reddito, un lavoro!
Con il reddito segue doverosamente l’aspetto fiscale che, benché sia abbastanza pesante, è argomento delle attività lavorative, senza andare a disquisire sulle scelte o capacità dei nostri governi: è un altra partita.
Un professionista quindi per essere riconosciuto tale deve dimostrare di essere preparato e formato per questa attività. La leggi prevedono una serie di regole, limiti e possibilità per avere attestare la qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati, prime fra tutte il come, la costituzione di un’associazione professionale (non sportiva) che riconosca e formi il professionista appunto. Il Mise regola e indirizza al rispetto della legge per questa costituzione.
Perché avere una formazione specifica? Per essere esclusivi, tutelare o blindare la professione o essere “er mejo”? No, per tutelare il cliente.
Le leggi italiane sottendono in primis questo aspetto: un conduttore bike utilizza e consente di utilizzare un veicolo. Le conseguenze del danno al cliente procurato dalla guida per negligenza, imperizia o imprudenza si riducono se c’è una buona formazione (non solo nel saper guidare il veicolo).
Anche una Guida Turistica a Venezia è responsabile del gruppo che accompagna e ad esempio l’imprudenza di non controllare che il proprio cliente possa scivolare su i gradini umidi del ponte, perché è intenta a parlare con il trasmettitore audio, è comunque una sua responsabilità professionale, perché e lei/lui che li porta a camminare in quello specifico luogo e situazione che deve conoscere al meglio. L’assicurazione responsabilità professionale del professionista copre questo tipo di danno, che comunque è differente dal danno accidentale, spesso in capo ad altri.
Avete presente le istruzioni di apparecchiature elettriche americane che specificano di non inserire le dita nelle presa elettrica perché si prende la scossa? Si, ecco, per condurre un individuo devi ragionare in questi termini. La formazione prevede questo, non fare i salti con la bicicletta.
Perché quindi un socio di una asd non solo non è un professionista, ma non può neppure pretendere di diventarlo?
Perché una asd non può attestare una formazione professionale da svolgere verso terzi.
Dilettantistico è un aggettivo che dice molto, “attività svolta per diletto oppure senza una specifica competenza” e aggiungo che negli statuti standard delle asd vi è sempre imposto “senza scopo di lucro” in quanto attraverso il Coni tali attività volte a promuovere lo sport hanno enormi agevolazioni fiscali.
In caso di confronto con chi ha scelto la strada legale della professione si presenta come concorrenza scorretta e sleale.
Ma chi è e che scopo ha il Coni? E’ il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e “cura l'organizzazione e il potenziamento dello sport italiano attraverso le federazioni nazionali sportive e in particolare la preparazione degli atleti al fine di consentirne la partecipazione ai giochi olimpici”.
In questa sua importante attività, tutta sportiva, il Coni tutela i propri soci nello svolgimento delle attività sportive, cioè chi fa ne fa parte è socio e svolge attività di atleta o di istruttore sportivo. Le assicurazioni sportive del Coni, in questo specifico ambito, coprono danni sportivi di ogni genere.
Una bicicletta come si diceva sopra è un veicolo, raramente una “attrezzatura sportiva”. Anche una Pinarello da 12M€ è un veicolo durante un’escursione, un allenamento o una vacanza su strade aperte al pubblico e con esse dobbiamo rispettare il codice della strada. E’ considerata attrezzatura sportiva solo in allenamenti autorizzati o in gara su strade chiuse, autorizzate e controllate, dove la specifica attività agonistica non implica obbligo a rispettare il codice della strada.
Quindi l’utilizzo della bici, come veicolo o attrezzatura sportiva, è soggettivo ed a propria responsabilità. Quando consenti a terzi di utilizzare la bici come veicolo è la guida li conduce che si assume la totale responsabilità dell’individuo condotto.
Quindi l’aspetto fiscale e civilistico, quest’ultimo direttamente connesso alla tutela del cliente e coperture assicurative, sono totalmente differenti tra un atleta o istruttore sportivo e un professionista.
Ovvero, ad esempio: un istruttore di scialpinismo (ma anche bike) di una asd nell’ambito dell’associazione può insegnare la disciplina ad altri soci per poter, in seguito, frequentare insieme (non guidarli) le uscite sociali dividendo le relative spese. Una persona terza alla asd non potrà essere accompagnato da un socio dell'asd, serve un professionista cioè una guida alpina. Non ci sarà assicurazione che copre eventuali danni subiti dalla persona terza e il capogruppo della gita ne sarà responsabile in solido personalmente e oltre che all’eventuale risarcimento sarà responsabile anche penalmente (in caso di lesioni).
Vi è inoltre un ulteriore aspetto, prettamente turistico da non sottovalutare. Forse il più importante, perché non è direttamente correlato a chi si propone guida senza esserlo, ma anche alla immagine generale del turismo medesimo.
Specificato quindi ciò che comporta la latitanza della certificazione della professione di conduttore, vi è l’aspetto del tipo di proposta che si può o non può proporre.
Una escursione con indicati specifici servizi extra, non accessori alle attività della asd si incorre nel abuso di attività propria delle agenzie di viaggio e dei tour operator.
E’ totalmente differente proporre
A. Facciamo un tour in bici: ci troviamo in un punto, facciamo un giro ad anello, pranzo libero e ritorniamo – dividiamo le spese.
B. Facciamo un tour in bici: ti porto al punto di partenza con un minivan, pranzo in locale tipico, visita e degustazione ad una cantina, esperienze emozionali lungo il percorso, noleggio bici e casco, ecc. – tutto in un prezzo di acquisto.
Il punto A è proprio di attività di una asd per i soci, ma anche limite di una qualsiasi guida professionista.
Il punto B è proprio di un tour operator, che tuttavia si deve affidare ad una guida professionista (o anche viceversa) per realizzare questa proposta.
Morale della favola?
Oltre che essere in regola con le leggi, per non incappare in guai con guardia di finanza o con vigili urbani, diventare un professionista attestato nella qualità e qualificazione dei servizi prestati, è conveniente sicuramente per ottenere collaborazione con altre figure ufficiali del turismo come agenzie viaggi e tour operator italiani o esteri.
Tuttavia l’aspetto più importante che viene rilevato al vertice di questo problema da guide ufficiali e da operatori del turismo non è solo la concorrenza sleale di chi si spaccia per professionista, ma il contributo che essi danno a rendere insicura l’offerta turistica italiana nei confronti della domanda estera.
Proporsi per quello che non si è, con nozioni approssimative, non approfondite e poco specifiche, va a ledere l’immagine del turismo di bravi operatori che legalmente ci mettono l’anima per far risultare i propri servizi appetibili al cliente e migliorare l’immagine dell’Italia turistica.