24/03/2018
Nono giorno,quello che sulla carta doveva essere il piu' tranquillo.
Ci alziamo presto e subito dopo colazione smontiamo tenda e accessori per preparare i borsoni da caricare sui muli che ce li porteranno direttamente ad Horcones,dove aspetteremo l'autobus che ci portera' a Mendoza finalmente in albergo per fare una doccia dopo 8 gg.
stamattina siamo immersi in una f***a nebbia con bassa pressione che rende difficoltoso il respiro anche al campo mulas.
Alle 8 circa arriva la carovana dei muli e dopo averli caricati lasciamo il campo mulas in direzione campo confluencia e senza fermarsi Horcones,poco piu' di 30 km fatti pero' per la maggior parte del tragitto in discesa seppur leggera,cosa piu' importante scendiamo,per cui l'aria non sara' piu' cosi' rarefatta e acquisteremo forze.
Passando davanti all'infermeria e alla caserma salutiamo dottoresse e guardie e ci buttiamo sulla costa brava che vista da questa angolazione fa' molta meno impressione.
Ci accorgiamo comunque ben presto che anche il cammino in discesa non e' una passeggiata perche' il terreno e' cedevole e bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi per non fare la fine di quei poveri muli di cui di tanto in tanto si trovano i resti.
Arriviamo comunque alla Playa grande in poco tempo ,ma Giovanni comincia ad accusare un dolore sempre piu' forte alla base del polpaccio destro dovuto allo scarpone,continua per qualche altro km ma non ce la fa piu',breve scambio di idee per decidere il da farsi,io che stavo meglio continuo veloce fino al campo confluencia(mancano ancora 5 km)e recupero il paio di scarpe che roberto aveva lasciato in custodia ad una ragazza responsabile della ditta che ci aveva fornito i vari servizi,torno indietro e le porto a Giovanni che nel frattempo continua come puo'.
Accelero il passo per arrivare al campo confluencia che si trova subito dopo un canalone molto profondo scavato sempre dal fiume formato dal disgelo.
Arrivato al campo abbastanza esausto vado dalla ragazza per recuperare le scarpe e con mia grande sorpresa mi dice che quando siamo partiti lei ne ha trovata solo una,cerco di protestare ma non serve a niente,tra l'altro la scarpa rimasta e' sinistra e a Giovanni fa male il piede destro,la solita fortuna.
Riparto in direzione opposta con una sola scarpa ma trovo Giovanni e Roberto che nel frattempo erano arrivati in fondo al canalone,Giovanni non potendone piu' si e' tolto gli scarponi e messosi tutti i calzini che aveva ha continuato a piedi scalzi,io non ci credevo se non dopo averlo visto,comunque arriviamo tutti e tre al campo confluencia e facciamo una sosta.
Roberto prova senza risultato a rintracciare la sua scarpa mancante.
Prima di ripartire Giovanni e Roberto dietro mio consiglio si scambiano gli scarponi visto che hanno piu' o meno lo stesso numero,per un po' andiamo via spediti.Arrivati a circa 3 km da Horcones tutti e due hanno problemi con gli stivali,ma oramai vediamo e sentiamo l'odore della fine,dell'asfalto cenno di civilta' e non ci fermiamo piu' fino all'entrata del parco dove dobbiamo effettuare tutte le pratiche di uscita dal parco presso l'ufficio delle guardie.
All'uscita del parco il risultato e' che zoppicano copiosamente tutti e due per le varie vesciche che si sono procurati.
Arriviamo al Ponte de inca,un luogo dove gli abitanti del luogo,sia argentini che cileni(siamo a 20 km dal confine)vanno a passare la domenica,si trova a 3 km da horcones,troviamo oltre alla meraviglia del ponte di pietra naturale anche una piccola serie di negozi e ristoranti dove approfittiamo per mangiare bistecca e patate fritte,l'unico pasto che si possa chiamare tale da 8 giorni.
Mangiamo di gusto e beviamo una birra fresca,ci voleva ,ma al momento di alzarci e' come se la fatica degli otto giorni precedenti si e' manifestata tutta insieme,e' stato un problema alzarsi dal tavolo .
Aspettiamo il "mulettista"che ci porta i bagagli vicino all'autobus con parecchio ritardo,solo qualche minuto prima della partenza perche' il mulo che trasportava le nostre borse era fuggito dalla carovana e si era perso,fortuna dei principianti.
Alle 20 precise parte l'autobus che ci porta a Mendoza,non sappiamo che strada abbia fatto perche' siamo sprofondati in un sonno ristoratore tutti e tre fino alla stazione autobus di Mendoza,dove ci e' venuto a prelevare Horacio per portarci in albergo.Salutiamo e ringraziamo Horacio e saliamo in stanza,non so' gli altri ma a me facevano male tutti i muscoli,ma da come si muovevano sembravano messi come me se non peggio.
Abbiamo fatto una doccia fantasticamente calda e ristoratrice,rigorosamente ognuno per conto suo.
Lasciamo i racconti e le chiacchiere al giorno dopo,io dopo 8 giorni di tenda e dormire per terra quando mi sono messo a letto mi sono commosso.
Buonanotte a domani