07/06/2026
Si conclude il tour delle lucciole nel Bosco di Sant’Antuono. E ora è tempo di qualche riflessione.
Come Infopoint abbiamo svolto il nostro compito con serietà e responsabilità, rispettando e facendo rispettare l’ordinanza comunale, ancora in vigore fino al 20 giugno. Abbiamo sensibilizzato i visitatori sull’importanza di non utilizzare fonti luminose, mantenere il silenzio e rispettare un fenomeno naturale tanto delicato quanto straordinario: l’accoppiamento delle lucciole.
Purtroppo, ciò che abbiamo visto sul territorio racconta anche un’altra realtà.
Abbiamo assistito a persone che fumavano lungo i percorsi, a banchetti improvvisati, all’utilizzo indiscriminato di luci e illuminazioni nonostante i continui richiami al rispetto delle regole, a schiamazzi continui e, soprattutto, a un fiume di persone senza alcun controllo.
Abbiamo visto gruppi organizzati, associazioni e agenzie che hanno promosso visite in autonomia, senza alcun coordinamento, senza il minimo buon senso di avvisare l’ente locale promotore dell’iniziativa e ignorando completamente chi rappresenta il presidio del territorio. Una corsa a portare persone nel bosco, ma senza alcuna assunzione di responsabilità rispetto alle regole, alla sicurezza e alla tutela del fenomeno.
A rendere ancora più amara questa esperienza sono stati alcuni episodi di totale mancanza di rispetto nei confronti di chi, volontariamente, ha cercato di far applicare le regole previste dall’ordinanza. In più occasioni, nel richiamare alcuni visitatori al rispetto del divieto di utilizzare luci, fare rumore o assumere comportamenti non consentiti, ci siamo trovati di fronte a reazioni arroganti, atteggiamenti intimidatori e persino minacce. Alcuni hanno contestato il ruolo e l’autorità di chi svolgeva il servizio di presidio e informazione sul territorio, rifiutandosi di rispettare le disposizioni impartite. Di fronte all’avvertimento che, in caso di persistente inosservanza delle regole, sarebbe stato richiesto l’intervento della Polizia Locale, le risposte ricevute sono state, in alcuni casi, di totale indifferenza e sfida verso le istituzioni e verso chi era impegnato a tutelare il bosco e il fenomeno delle lucciole. Un comportamento che non rappresenta soltanto una mancanza di rispetto verso le persone coinvolte nell’organizzazione e nella vigilanza, ma anche verso le regole, la comunità e il patrimonio naturale che tutti dovremmo contribuire a proteggere.
E poi c’è il tema della sicurezza, che non può essere ignorato: auto parcheggiate in curva, carreggiate ostruite, manovre pericolose e situazioni che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi.
Tutto questo ci porta a una riflessione inevitabile: che senso ha accorrere per ammirare un fenomeno naturale straordinario se poi, con i nostri comportamenti, contribuiamo a comprometterlo?
La tutela di un patrimonio naturale così prezioso non può ricadere sulle spalle di pochi. Deve essere una responsabilità condivisa tra istituzioni, organizzatori, associazioni, operatori e visitatori. In queste settimane, invece, troppo spesso ci siamo sentiti soli a combattere contro l’ignoranza, la superficialità e la mancanza di rispetto di alcuni.
Le lucciole non sono un’attrazione da consumare. Sono un equilibrio fragile da proteggere.
Se vogliamo che continuino a illuminare le nostre notti, dobbiamo prima imparare a fare luce sui nostri comportamenti.