27/04/2021
L'Antro della Sibilla Cumana, senza dubbio uno dei luoghi più misteriosi, magici e affascinanti d'Italia. Non solo per la leggenda, ma anche perché ancora oggi non si sa di preciso chi lo abbia costruito, quando e perché.
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New Arcadia accompagna i visitatori durante l'esplorazione del Parco Archeologico di Cuma, tappa presente in uno dei nostri pacchetti esperenziali che consentono di vivere momenti esclusivi in prima persona.
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📍 La leggenda della Sibilla Cumana
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Secondo la leggenda mitologica, la Sibilla era una giovane fanciulla di superba bellezza di origine greca che possedeva grandi capacità divinatorie. Un giorno il Dio Apollo colpito dalla sua avvenenza, si innamorò a prima vista della bella fanciulla e per conquistarla le promise che avrebbe esaudito ogni suo desiderio.
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Sibilla prese un pugno di sabbia dalla spiaggia e chiese ad Apollo di lasciarla vivere tanti anni quanti i granelli che aveva raccolto nella sua mano. Il Dio l’accontentò ma la fanciulla commise un grave errore: si dimenticò di aggiungere di voler vivere gli anni in eterna gioventù. La sua dimora fu Cuma, scelta come luogo meditativo per poter officiare l’arte divinatoria, dove fu amata perdutamente dal Dio Apollo.
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Il tempo trascorreva e anche l’amore tra Apollo e Sibilla si consumava. Lei invecchiava sempre di più in anno in anno, fin quando il suo corpo ormai decadente si tramutò in una piccola larva; Apollo per preservarla dall’incuria del tempo, la collocò in una gabbietta all’interno dell’antro, finché di lei non rimase che la voce, l’unica testimonianza fisica della sua presenza che profetizzò ancora a lungo, gli eventi futuri.
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La leggenda vuole che solo un pugno di terra natia avrebbe spezzato l’incantesimo (prigioniera del suo stesso male, l’eternità) che le avrebbe permesso di morire in pace.