26/05/2023
Dalì di spalle mentre ritrae Gala dalle spalle, eternalizzato da sei cornee virtuali provvidenzialmente reflesse in sei specchi reali", incompiuto -1972/73-. Questo è il titolo di uno dei capolavori massimi dell'arte in senso stretto a livello universale, avanguardistico, sperimentale e visionario come le stelle delle nell'universo, si rappresenta in prima persona e quell'io dell'autore che si riporta avanti considerando L'arte nel momento in cui si crea, nominando il gesto artistico e il fare al centro del problema della rappresentazione.
La scena centrale è occupata da Dalì che dipinge, il cavalletto si situa nella zona limite tra il rappresentante e il rappresentato, l'abozzo sulla tela, e la donna di spalle, che si guarda allo specchio, il fondo è segnato da moltissime sfumature e grinze, Lo Specchio emblema chiave del dipinto permette la visione del volto della donna. Dalì in questo modo risolve uno dei problemi di Stoichita a proposito dell'"immagine del fare", la rappresentazione dell'artista e del suo fare simultaneamente, eliminando la frazione tra istanza attiva e di contemplazione, l'artista si rende visibile fruendo in prima persona dell'opera.