CAT - Cultural heritage Archaeology & Tourism

CAT - Cultural heritage Archaeology & Tourism Archeologa, ma anche progettista culturale e guida turistica. Qui condivido pensieri ed iniziative. Vivo a Napoli. Il mio sguardo è aperto al mondo.

Mi chiamo Caterina e da qui viene il nome CAT, che in inglese è anche l'acronimo dei settori di cui mi occupo: Culture, Archaeology and Tourism. Sono archeologa, specializzata nel settore del management e della comunicazione del patrimonio culturale e sono anche guida turistica: le tre cose vanno insieme perché il mio obiettivo è proprio quello di avvicinare il pubblico alla conoscenza del passato

e del patrimonio storico artistico. Questa pagina nasce dal desiderio di condividere riflessioni, esperienze ed eventi legati al mio lavoro, per avvicinare chiunque di voi vorrà alla conoscenza del patrimonio culturale. Mi auguro che questa pagina vi piaccia e che possa essere uno strumento per entrare in contatto!

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My name is Caterina, and this is why this page is CAT, it is also the acronym of my fields of expertise: Culture, Archaeology and Tourism. I am an archaeologist and PhD in management of cultural heritage, but I am also a tour guide: the three things go together because my professional aim is to make cultural heritage accessible to everyone. The idea of this page is based on the desire to share ideas, events and experiences related to what I love the most: the world of cultural heritage and tourism. I am based in Naples, in Italy, but my perspective is global

I hope you will enjoy this page and that through this tool we will get in touch!

26/10/2021

La famosa Netflix della Cultura ha 50.000 iscritti, che sì, sono davvero pochissimi. Ed è costata 20 milioni di euro, altri 10 dovrebbero arrivare dal Recovery Fund.
Più che ITsART , ITsFLOP.
La cosa drammatica è che lo avevamo predetto tutti. Che enorme spreco di soldi per un settore che avrebbe avuto bisogno di ben altro.

Cose belle che fanno bene al cuore
07/08/2021

Cose belle che fanno bene al cuore

Servizio di Oscar De Simone

01/08/2021

L'imbarazzante siparietto tra Draghi e Franceschini al Colosseo in occasione del G20 della cultura (!) è il corollario dello smantellamento delle Soprintendenze degli ultimi anni. Niente da aggiungere.

18/07/2021

È di questi giorni la notizia dell'incendio di una gradinata in legno, inagibile da anni, all'interno dell'Anfiteatro Flavio, a , parte del Parco Archeologico dei Campi Flegrei Parco Archeologico Campi Flegrei

Ho aspettato di riflettere per commentare. Lavoro dall'interno in due siti importanti della Campania e so quanto sia facile criticare dall'esterno, puntare il dito quando accade qualcosa e prendersela con chi spesso eredita situazioni incancrenite da anni nelle quali per realizzare qualcosa di semplice si devono smuovere montagne. Quindi, io proprio non me la sento di criticare il direttore, il cui entusiasmo e la cui competenza ho avuto modo di conoscere negli ultimi due anni e, anzi, gli esprimo solidarietà per le sfide enormi che questo Parco, tanto straordinario quanto difficile, gli pone davanti.

Però non possiamo non dire che quanto successo sia grave. Perché quegli spalti erano lì, a marcire, da anni. E perché il nostro patrimonio non è fatto solo dai grandi siti nei quali, con toni trionfalistici, ogni giorno si annuncia una scoperta, una mostra, un nuovo record di visitatori raggiunto. È fatto di tanti, centinaia, di siti dove, per mancanza di risorse e personale, non si riesce a smontare una pedana inagibile, a fare manutenzione del verde, a restaurare un pavimento, a manutenere un impianto elettrico, a garantire un'apertura. E questo riguarda soprattutto i siti meno noti e, spesso, che non hanno l'autonomia.

E quindi queste notizie ci devono continuare a scandalizzare. Senza facili processi e semplificazioni. Ma dobbiamo continuare a chiederci che tipo di modello vogliamo per la gestione del nostro immenso patrimonio che, ricordo sempre, nessuno ci obbliga a conservare nella sua interezza. Perché quanto successo è grave, non è un incidente, è il frutto di decenni di incuria - alla quale sicuramente ora nel sito specifico si sta ponendo rimedio - che vediamo ogni giorno in tanti piccoli luoghi del nostro territorio.

Riflettiamo, tutto qui

Ministero della cultura Dario Franceschini - pagina ufficiale International Council on Monuments and Sites (ICOMOS) ICOM Italia

Giochi di luce a Baia, nel Parco Archeologico Campi Flegrei
09/07/2021

Giochi di luce a Baia, nel Parco Archeologico Campi Flegrei

05/07/2021

Palazzo Fuga, il cosiddetto Albergo dei Poveri, situato in Piazza Carlo III a Napoli è oggetto di grande attenzione, in vista di ingenti finanziamenti che dovrebbero arrivare dal Governo per la sua riqualificazione.

Si tratta in effetti di uno degli edifici più grandi d'Europa che mai ha avuto completamento e la cui riqualificazione indubbiamente servirebbe a cambiare volto radicalmente a tutta l'area di Piazza Carlo III.

Sento, da più parti, questa idea di lanciare il "Louvre napoletano", "il museo più grande d'Europa", esponendo quanto si trova al momento nei depositi dei grandi musei napoletani.

A parte l'orrore della definizione, non mi è chiaro da chi arrivi questa proposta, ma davvero a Napoli abbiamo bisogno di un altro museo? E che Museo sarebbe un museo nato dai depositi di altri musei? O si rivede completamente la distribuzione delle collezioni, mettendo in discussione istituzioni come il Museo Archeologico di Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte (e mi parrebbe una follia - oltre che un incubo amministrativo) o non so proprio che senso avrebbe. Certo a Napoli manca un "museo della città" e sarebbe bello averlo, ma la struttura è talmente grande che mi pare riduttivo pensare solo ad un museo.

Penso, invece, che nulla contribuisca alla riqualificazione di un'area quanto la presenza di giovani. E mi chiedo se non sia troppo utopico immaginare residenze per studenti fuori sede e stranieri (cosa che tra l'altro in città manca), una sorta di campus con biblioteche, auditorium e spazi creativi aperti a tutta la cittadinanza.

Io ci penso da tempo e non riesco ad immaginare soluzione diversa.

Ministero della cultura Comune di Napoli Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Invito tutti a firmare questa petizione. Che la crisi non sia pagata dal settore culturale e che l'università torni ad e...
29/06/2021

Invito tutti a firmare questa petizione. Che la crisi non sia pagata dal settore culturale e che l'università torni ad essere un luogo di formazione degli individui e non solo di profitto.

4719 signatures are still needed! Save Sheffield's Archaeology Department

23/06/2021

Avrete forse letto che rischia di finire nella dell' UNESCO. Cosa vuol dire?

Allora, partiamo dall'inizio. Venezia è un UNESCO site (sito UNESCO patrimonio dell'umanità). In questa lista non ci si finisce per riconoscimento dall'alto. Ciascun paese può scegliere di candidare un sito di interesse naturale o culturale (spesso su iniziativa di comitati locali), la candidatura deve poi essere accettata dall'UNESCO che da il riconoscimento ai siti che rispondono a determinati criteri. È quindi una scelta ed una richiesta diventare world heritage site.

Perché lo si fa? Perché si ritiene dia prestigio e visibilità. Non si ricevono soldi, anzi tendenzialmente tanti vincoli e regole da rispettare.

Tendenzialmente sono i paesi occidentali a fare richiesta, ci sono paesi a cui questo riconoscimento interessa poco o niente. L'Italia, che crede molto nell'essere brandizzata come paese dell'arte e quindi ad attrarre turismo, ci tiene tantissimo (e qui potrebbe partire un capitolo a parte sulla retorica senza senso sull'Italia che detiene la più alta percentuale al mondo di patrimonio culturale, che è tutta un equivoco).

Ora, se non si rispettano i criteri per cui il riconoscimento è stato dato, si finisce nella Danger List, che è una sorta di lista dei cattivi, ovvero ti da cattiva reputazione. Il passo successivo è la revoca del titolo.

A volte è una scelta consapevole. La Germania, ad esempio, aveva un sito nella lista dei siti patrimonio dell'umanità per il suo valore paesaggistico, ha preferito perdere il riconoscimento in favore della costruzione di un ponte. Scelta più che legittima e qui potremmo aprire un capitolo a parte.

Venezia rischia di finire in questa Danger List perché la sua tutela non è garantita e questo anche a causa delle grandi navi che continuano ad entrare in laguna. Allora, cos'altro deve succedere per capire che, almeno in luoghi tanto delicati, si deve cambiare modello turistico?

Se l'Italia ritiene i riconoscimenti UNESCO tanto importanti per la promozione del paese, non può permettersi che Venezia finisca nella Danger List e di ignorare questo ennesimo appello ad una gestione più sostenibile di questa delicata città, che dovrebbe appartenere ancora ai suoi cittadini. Che sia la volta buona per fermare le navi nella laguna!

A Napoli è nata una bella iniziativa, divenuta una realtà nazionale, si chiama Affido Culturale ed il soggetto capofila ...
13/06/2021

A Napoli è nata una bella iniziativa, divenuta una realtà nazionale, si chiama Affido Culturale ed il soggetto capofila è il Pio Monte della Misericordia (pagina ufficiale) .

In pratica, grazie ad una rete di 25 realtà, tra enti del terzo settore e luoghi di cultura, famiglie che hanno il tempo, i mezzi e l'abitudine di frequentare luoghi di cultura, attraverso lo strumento dell'affido familiare, possono portare in visita bambini di altri nuclei familiari.

Un'ottima iniziativa di inclusione sociale e socializzazione che vede al centro il
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Sono contentissima che il CSI Gaiola Onlus con cui lavoro ne faccia parte.

Vi invito a visitare il sito, perché è un'esperienzainteressante: https://affidoculturale.org/

Affido Culturale (AC) è un progetto che si apre all'esterno, grazie alla volontà di tessere nuove relazioni e di stipulare solidi Patti educativi, selezionato da Con I Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. È stato ideato da un soggetto capofila, il Pio M...

Domani a Napoli riapre l'Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola CSI Gaiola Onlus. Le aree marine protette sono lu...
04/06/2021

Domani a Napoli riapre l'Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola CSI Gaiola Onlus. Le aree marine protette sono luoghi importanti, spesso anche ricchi di storia come il Parco Archeologico Sommerso di Baia e appunto il Area Marina Protetta Parco Sommerso Di Gaiola . Ricordiamoci però che non sono solo luoghi dove andare a fare il bagno, ma dove si tutela e si può conoscere la ricchezza del nostro immenso patrimonio storico e naturalistico. Entriamo sempre in punta di piedi. E questo vale sempre quando andiamo al mare.

02/06/2021

Per far ripartire il turismo, il ministro Massimo Garavaglia propone, in occasione di una visita al Parco archeologico del Colosseo, di dare un premio a chi visiterà nel minor tempo possibile i siti UNESCO italiani.
Durante il lockdown si stava finalmente parlando di valorizzare non solo i grandi attrattori ma soprattutto i siti meno noti e spesso ritenuti a torto "minori", le aree interne, di abbandonare la ricerca spasmodica dei grandi numeri, di rendere il turismo più sostenibile passando, inevitabilmente, per una conoscenza più profonda dei territori, di turismo lento.

Mi fa piacere che, come ad ogni inizio anno, si sono fatti tanti buoni propositi che si stanno velocemente dimenticando.

26/05/2021

La mia città, Napoli, è tappezzata di cartelloni che pubblicizzano l'ennesima "esperienza immersiva", stavolta su Claude Monet.
Ora, non voglio essere snob. Ma di cosa stiamo parlando?
Queste "mostre" sono operazioni puramente commerciali. Legittime? Assolutamente sì, ma con l'arte non hanno nulla a che vedere.

In breve si tratta di questo: si costruisce un prodotto partendo da un artista molto noto e popolare, le cui opere sono amate, familiari e tendenzialmente impressioniste o espressioniste.
L'esperienza poi consiste in entrare in un luogo dove sono proiettate immagini ad alta risoluzione dei dipinti dell'artista in questione, per dare l'impressione di essere "dentro l'opera" qualsiasi cosa voglia dire.

Gli eventi vengono ripetuti in batteria in giro per il mondo senza nessun legame con i luoghi dove si espone. Non c'è nemmeno un'opera originale esposta. E Monet avrebbe voluto che si guardassero le sue opere, credo
Tendenzialmente il biglietto d'ingresso è costoso.

La "mostra" in questione a Napoli viene organizzata nella Chiesa di San Potito, un luogo splendido che avrebbe bisogno di essere apprezzato e restaurato, compreso e non di ospitare eventi che nulla hanno a che fare con il luogo.

Vedere una cosa del genere non significa apprezzare l'opera di un'artista, che si apprezza guardando le sue opere originali, cercando di capire il perché ed il per come di quelle opere.

Un'opera d'arte è qualcosa di unico, che spesso assume senso legata ad un contesto. Ed una mostra è frutto di studio, di scelte di narrazione, di nuove scoperte, è costruzione di un racconto.

Questi sono prodotti commerciali che hanno fondamentalmente lo scopo di vendere tanti biglietti e fare cassa. Ed è legittimo, se ne siete consapevoli andateci pure. Ma se siete interessati ad avvicinarvi all'arte, andate in un museo di quelli veri, che hanno come missione non di fare soldi, ma di promuovere la conoscenza dell'arte e della storia come strumenti di comprensione del presente.

Spesso i musei hanno sbagliato, tenendo lontano il grande pubblico con comunicazioni difficili e troppo tecniche, ma le cose stanno cambiando.

Ora, il mio parere non conta niente, ma se volete avvicinarvi all'arte, non buttate i vostri soldi con queste cose. Cercate il museo più vicino casa vostra, magari è un luogo meno pubblicizzato, ma probabilmente potrà stupirvi. Potrà emozionarvi come solo l'arte, quella vera, può fare. Più di un'esperienza immersiva che probabilmente avrebbe fatto inorridire la maggior parte degli artisti che ne sono, loro malgrado, protagonisti.

Indirizzo

Via Niutta
Naples

Sito Web

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