03/05/2022
Gli orrori del Convento di Sant’Arcangelo a Baiano:
Del Convento di Sant’Arcangelo a Baiano oggi resta poco o niente. Chi si spingesse da quelle parti, nella via omonima, al numero 40, nell’antico quartiere di Forcella, vedrebbe qualcosa che assomiglia vagamente ancora a una chiesa, col portale e il timpano, circondati però da finestre dove la gente spande i propri vestiti ad asciugare. Insomma, una cosa confusa.
Nel XVI secolo, però, il Convento di Sant’Arcangelo a Baiano era uno dei più importanti della città, così rinomato da ospitare molte fanciulle di nobile famiglia. In verità, il Convento era già molto vecchio a quel tempo. Era sorto sui resti di un tempio pagano, dove in età antica si praticavano riti propiziatori, nei pressi di un corso d’acqua chiamato la “Fistola”, e gli influssi di quegli antichi dei, adirati per essere stati depodestati, dovettero essere così forti e potenti che nel 593 d. C. l’abate Teodosio fu costretto a benedire la zona personalmente e a istituire un luogo di culto in onore di San Michele Arcangelo. In età angioina, nel corso del XIV secolo, il Convento ebbe tra le sue ospiti Maria d’Angiò, figlia di re Roberto “Il Saggio” e anche quella Fiammetta amata da Giovanni Boccaccio.
La storia di incupisce però nel Cinquecento e il ricordo di quei fatti orrendi era così forte che Stendhal, nel 1829, scrisse addirittura una Cronaca del Convento di Sant’Arcangelo a Baiano per raccontarne gli eventi. Le giovani monache ospiti del Convento erano tutte donne di ottima famiglia, ragazze abituate al lusso, alla magnificenza, al potere e perciò riluttanti alla monacazione e alle rigide regole conventuali. Nobildonne come Agata Arcamone, Giulia Caracciolo, Livia Pignatelli trovavano il modo di far entrare i loro amanti nel Convento e questo scatenava gelosie tra i pretendenti, che sfociavano in duelli e morti ammazzati. Molte giovani suore furono trovate morte assassinate nelle loro celle e quando la madre badessa tentò di fermare quello scempio, le monache, pur di continuare a esercitare il proprio potere e il diritto di amare liberamente i loro cavalieri, decisero di avvelenarla, uccidendola.
Nel 1577 il Vescovo di Napoli finalmente intervenne: il Convento di Sant’Arcangelo a Baiano fu soppresso e si tentò di tutto per cancellarne la memoria. Nel 1645, i Padri della Mercede riacquistarono il suolo e ricostruirono la Chiesa, ma, dopo il decennio francese, il luogo di culto fu definitivamente abolito, divenendo quello che è oggi, il segno d’un tempo e di una memoria difficile anche da evocare.
📍Via Sant'Arcangelo a Baiano 40📍