17/05/2026
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Oggi la Chiesa celebra la solennità dell’Ascensione del Signore e Papa Leone XIV, durante il Regina Coeli, ci ha ricordato che l’Ascensione non allontana Cristo da noi, ma ci unisce ancora più profondamente a Lui e al Padre: «A Gesù infatti noi siamo uniti come le membra al capo, in un unico corpo».
Papa Leone XIV ha spiegato che tutta la vita di Cristo è un cammino di ascesa che coinvolge l’intera umanità, portando luce, perdono e speranza dove vi erano tenebre e disperazione, fino alla vittoria della Pasqua.
Anche noi siamo chiamati a questo cammino, seguendo l’esempio di Gesù, della Vergine Maria e dei santi “della porta accanto” come era solito chiamarlo Papa Francesco, che vivono il Vangelo nella quotidianità delle famiglie e della vita di ogni giorno. Attraverso la preghiera, la testimonianza e la ca**tà possiamo crescere nella comunione con Dio e diffondere nel mondo frutti di pace e fraternità.
𝗡𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗟’𝗘𝗱𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝗰𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 -
𝗱𝗮: 𝗟𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗗𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗹𝗹𝗲𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗼 𝗖𝗶𝗿𝗶𝗹𝗹𝗼
Sulla parte alta del monte degli Ulivi sorge l'Edicola dell'Ascensione, a ricordo dell'evento conclusivo della vita terrena di Gesù: l’Ascensione al cielo, così ricordata nel Vangelo di Luca «Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo» (Lc 24,50-51) e negli Atti degli Apostoli.
In questo luogo, nel 378, Pomenia, una ricca matrona, fece costruire a ricordo dell'avvenimento una chiesa, chiamata Imbomon (cioè sulla cima), come riferirà più tardi (381-384) la pellegrina Egeria.
La chiesa, a forma rotonda con un diametro di 32 m, custodiva al centro la roccia sacra, indicata dalla tradizione come il luogo sul quale erano posti i piedi di Gesù, quando si elevò verso il cielo.
Sui resti di questa chiesa, distrutta dai Persiani nel 614, i Crociati più tardi, dopo aver spianato una vasta area, costruirono un grandioso complesso, che comprendeva una chiesa di forma ottagonale, con al centro un'elegante edicola anch'essa di forma ottagonale, senza soffitto e senza pareti, con otto archetti formati da altrettante piccole colonne. Intorno alla chiesa, poi, eressero un monastero fortificato con torri e muro merlato. Dalla distruzione operata dai Musulmani di Saladino nel 1187 si salvò soltanto l'edicola, che in seguito fu racchiusa da un muro e coperta da una cupoletta, divenendo una moschea. Oggi non è più una moschea, dal momento che ne fu costruita un'altra vicino.
Oggi nella piccola edicola dell'Ascensione i Cristiani delle varie confessioni in pellegrinaggio possono accedere per fare memoria dell’avvenimento.
𝗕𝗨𝗢𝗡𝗔 𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗔 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜!