11/04/2025
𝑽𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒍𝒂 𝑹𝑰𝑽𝑶𝑳𝑼𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑵𝑨𝑷𝑶𝑳𝑬𝑻𝑨𝑵𝑨 𝒅𝒆𝒍 𝟏𝟕𝟗𝟗
4° lezione
Emanuele De Deo.
Pugliese di origine si trasferì a Napoli per studiare e diventare un avvocato; egli respirava quel vento di rivoluzione francese che stava arrivando in tutta Europa.
Esaltato dagli ideali, carico di rabbia contro i potenti e con l’incoscienza di un ragazzo, De Deo pensava di diventare l’artefice di una Repubblica Napoletana, ai danni della monarchia borbonica.
In una riunione segreta in casa di un marchese cospiratore urlò:
“Voglio rendere Napoli una nuova Parigi!”
e con un coltello strappò un ritratto del Re Ferdinando IV.
Questo episodio lo condannò: quando furono arrestati gli altri congiurati di quella serata, dai suoi stessi compagni fu subito indicato il suo nome, che fu immediatamente arrestato.
Imprigionato e torturato, gli fu offerta la libertà in cambio dei nomi dei suoi capi:
De Deo, pieno di ideali e convinto che i suoi compagni lo avrebbero salvato, rimase in silenzio. Mentre i nobili adulti fecero il suo nome per salvarsi la pelle, usato come capro espiatorio da parte dei suoi stessi compagni del complotto:
fu condannato a morte a 22 anni assieme ad altri tre cospiratori contro la monarchia, mentre gli altri si salvarono.
A Napoli a Emanuele De Deo è stata intitolata una strada, oramai conosciutissima... perché diventata quasi un pellegrinaggio: è la strada che porta al murales del più grande calciatore di tutti i tempi: Diego Armando Maradona
Ma sarà sempre Via Emanuele De Deo, primo martire della rivoluzione napoletana...
Napoli... Najdea