Welcome To Napoli

Welcome To Napoli Siamo napoletani fieri della nostra citta' e dei suoi incantevoli dintorni, che danno vita ad una me

Siamo un sito sul web, che vuole esaltare le bellezze delle località partenopee di
maggiore interesse turistico culturale. Non mancano gli indirizzi della buona
ristorazione consigliata disinteressatamente, insieme alle migliori aziende di
prodotti tipici del territorio ed, infine, un cenno sulla più idonea accoglienza per
periodi di vacanza nelle nostre meravigliose terre di mare.

GRAZIE CARLA.Tu solevi dire:"ho danzato nei tendoni, nelle piazze, nelle chiese. Sono stata una pioniera del decentramen...
27/05/2021

GRAZIE CARLA.
Tu solevi dire:"ho danzato nei tendoni, nelle piazze, nelle chiese. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo, che questo lavoro non fossse d'elite, relegato nelle scatole d'oro dei teatri d'opera."
Io sono testimone di queste tue scelte.
Ricordo quqndo, nel luglio del 1990, con l'amica, giornalista e scrittrice, Giuliana Gargiulo, ti invitammo ad essere ospite d'onore alla serata inaugurale di "Musica in Irpinia", la kermesse di musica classica, che si teneva nei giardini dell'abbazia, vanvitelliana del Loreto di Montevergine, a Mercogliano.
Io e la mia Sandra, abbiamo ricordato, per anni, la leggerezza della grandiosità, che tu rappresentavi. Eri immensa, nella tua arte e passione, che non ha visto di meglio al mondo.
Nello stesso tempo, vedevamo una moglie reale, che gruardava il suo "Beppe", con la dolcezza di una figlia-madre, grata all'uomo, maestro, che conoscevi, sin da ragazzina e quasi dimenticavi, che la grande, lì, eri tu.
Raccontavi poi di tuo figlio Francesco, fino alla commozione, che traspariva dai tuoi bellissimi occhi castani.
Una donna normale ed affascinante nel rapporto con la gente ed unica étoile, padrona dell'arte millenaria della danza, sul palcoscenico. "Leggerezza d'acciaio", ti hanno definito.
Noi abbiamo visto anche una grande donna.
Ho scelto di pubblicare il balletto di Giselle, che ti ha eletta nell'Olimpo della danza classica e, che tu interpretavi, come fosse il tuo mondo.
Quello di una ragazza semplice, bella e di umili origini, che saliva i faticosi gradini dell'arte e, che oggi si è levata ancora più in alto, sino a raggoingere il Paradiso dei Grandi.

One of the 20th Century's most exquisite "Romantic" ballerinas was the great Italian ballerina, Carla Fracci. She was most known for her dramatic abilities a...

Anche questa sera il Teatro di San Carlo e tutti gli Artisti, che hanno partecipato alla kermesse, in streaming sul web,...
10/12/2020

Anche questa sera il Teatro di San Carlo e tutti gli Artisti, che hanno partecipato alla kermesse, in streaming sul web, ci hanno fatto sentire un orgoglioso senso di appartenenza ad un grande Paese.
Paese di immensa ed antica cultura, che dovrebbe, a mio avviso, celebrare, sempre più spesso, i fasti della sua grande tradizione musicale classica, che tutto il pianeta ci invidia e venera. ( Ti invitiamo a leggere la storia del Teatro, sul nostro sito ) https://www.welcometonapoli.it/pages/Teatro%20San%20Carlo.html

Ecco, come sempre l'Arte, quella con la "A maiuscola", corre in soccorso dell'uomo.Nei momenti difficili della sua stori...
07/12/2020

Ecco, come sempre l'Arte, quella con la "A maiuscola", corre in soccorso dell'uomo.
Nei momenti difficili della sua storia, dai tempi più remoti, al sentore di pericolo e sconcerto l'uomo si rivolge all'arte, prima perché gli dia conferma delle sue grandi capacità creative ed, appena dopo, gli faccia recuperare il coraggio di lottare, anche nelle condizioni più avverse.
La musica, quale ambasciatrice di un grande passato, gli notifica il ricordo delle grandi cose, che egli ha saputo realizzare e, che spesso dimentica e, distratto da meno nobili necessità, archivia nella soffitta della sua memoria.
Altre soffitte, quelle delle grandi opere, oggi si affacciano prepotenti, dai più grandi teatri italiani, rinotificandoci ancora un messaggio, fatto di cultura, di certezze e di speranza.
"Supereremo ogni avversità".
"Torneremo a riveder le stelle"
I Teatri italiani, in questi giorni, bussano alla nostra porta, sia informatica, che televisiva, con quella ambascia.
Ci farà bene aprir loro ed accogliere l'Arte con tutto l'amore, che le è dovuto, per credere ancora nel futuro.
Un sentito grazie va al Teatro di San Carlo di Napoli, al Teatro dell'Opera di Roma, al Teatro Alla Scala di Milano ed a tutti gli Artisti, che li animano, con grandi sacrifici, per il nostro bene.

( Foto: Roberto Bolle balla con il laser, Teatro alla Scala di Milano )

DEDICATO A QUELLI CHE NON CONOSCONO "QUESTA" NAPOLI.ED A QUELLI , CHE FANNO FINTA DI NON SAPERE...
25/08/2020

DEDICATO A QUELLI CHE NON CONOSCONO "QUESTA" NAPOLI.
ED A QUELLI , CHE FANNO FINTA DI NON SAPERE...

Domenico Iannacone continua il suo viaggio a Scampia con la seconda delle quattro puntate speciali di Che ci faccio qui girate nelle periferie di Napoli e Roma. Il Quinto Stato è il racconto di un mondo che vive attorno a noi, ai margini delle città, di cui spesso neanche ci accorgiamo. Sono i rei...

VACANZE INTELLIGENTI.Un tranquillo lido di Posillipo, a due passi da casa.Relax 100%, con i consigli di Bollino Italia.E...
14/08/2020

VACANZE INTELLIGENTI.
Un tranquillo lido di Posillipo, a due passi da casa.
Relax 100%, con i consigli di Bollino Italia.
E stasera tanto da fare e vedere a Napoli...

Il 31 sera si è conclusa la sezione di luglio degli spettacoli teatrali,  presso il Cortile delle Carrozze di Palazzo Re...
01/08/2020

Il 31 sera si è conclusa la sezione di luglio degli spettacoli teatrali, presso il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale. Abbiamo assistito, l'altra sera, ad una pièce davvero avvincente, dato il delicato argomento trattato. DI GRAZIA il titolo scelto, per condurci in un mondo volutamente e colpevolmente dimenticato e, che invece emerge con la forza della sofferenza di persone, che, da secoli, vengono immaginate in un'area non meglio definita della società.
Ad un bigottismo ipocrita, che esclude, si oppone, di contro, la sincera fede del popolo dei transessuali, che si incamminano da secoli verso la loro eletta divinità. Mentre la società li ignora, loro pregano la Vergine, perché salvi dai mali e dalle violenze tutta l'umanità. Questo emerge incontrovertibilmente dai testi dei loro canti e dalle loro toccanti preghiere, che abbiamo avuto modo di riascoltare, interpretati grandemente da quattro "femmenielli" attori napoletani.
Essi si rivolgono a Mamma Schiavona di Montevergine, alla Madonna dalla pelle bruna, quella dei "diversi", giunta anch'Ella dalla Slavonia o Schiavonia.
Questo loro culto, però, sembra emergere dalla notte dei tempi.
Da quando, in luogo del santuario, dedicato alla Vergine Maria, lì era un tempio votato alla dea Cibele, la madre di tutti gli dei, la mai-nata, perché eterna e vergine. Colei che concepisce senza alcun rapporto con altri, autoriproduttiva e, per questo, madre della natura tutta e della stessa vita sulla terra. Recata a Roma dalla Anatolia, in Medio Oriente , la sua figura era descritta come assisa in trono, così come, in seguito, è raffigurata la Madonna di Montevergine. Molte sono le similitudini tra i due culti. Non solo i marmi e gli arredi sono transitati dal tempio dei pagani verso quello cristiano. Incredibilmente tanti sono i loro punti in comune.
I sacerdoti del culto di Cibele, ad esempio, detti anche Galli, prevalentemente schiavi, venivano castrati, per poi guadagnare il servizio presso il tempio di Cibele. Di lì, nei secoli a venire inizia il culto di Mamma Schiavona, da quando San Guglielmo da Vercelli, nel XII secolo, fa erigere un santuario, proprio nello stesso luogo, ad oltre 1.100 metri d'altitudine.
Verosimilmente questo spiega l'attrazione mistica dei transessuali verso quei luoghi, dove si recano, ancor oggi, in pellegrinaggio, alla ricerca di un riscatto o per guadagnare, ove ascoltati, la dignità della Grazia. Lo spettacolo non dimenticava di sottolineare altri aspetti di sofferenza umana, segnatamente delle donne, con le voci tratte dal film "La Ciociara".
Belle le policromie delle luci e le coreografie, avvolte da musiche ancestrali, che prediligevano strumenti pastorali, come cornamuse e tamburi, dai ritmi quasi parossistici, finalizzati ad infondere una sorta di suggestione preipnotica nello spettatore. In questo aiutati da profumi di incenso e spezie, diffusi verso la platea.
Uno spettacolo, che ha lasciato traccia, vuoi per l'argomento trattato e vuoi per la splendida interpretazione dell'attrice cantante e collaboratrice alla drammaturgia ROBERTA LIDIA DE STEFANO. Ottime: la direzione artistica e della drammaturgia di ALEXANDRE ROCCOLI e la collaborazione musicale di BENOIST BOUVOT.
( Leggi ancora: https://napoliteatrofestival.it/spettacolo/di-grazia-2020/ ).

https://www.welcometonapoli.it/pages/Teatro%20San%20Carlo.html )
30/07/2020

https://www.welcometonapoli.it/pages/Teatro%20San%20Carlo.html )

« Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita. […] Non c'è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. » (Stendhal, Roma, Napoli e Firenze nel 1817) Il Teatro di San Carlo, già Real Teatro di San Carlo, citato spesso come Teatro San Carlo, è...

23/01/2019

Crediamo profondamente, che queste immagini rendano il significato di "Napoli, città dal fascino eterno".

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