Residenza Paradiso An.Va.

Residenza Paradiso An.Va. Nel cuore di Napoli, a 200 metri dalla fermata metro di Materdei, splendide camere con bagno in camera e accesso a giardino privato An. Va.

La Residenza Paradiso è situata all'interno di un tranquillo condominio, con affaccio su verdeggianti giardini. In lontananza svetta la cupola della Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte. A pochi metri si può ammirare il Santuario Diocesano Sacro Cuore di Caterina Volpicelli. La casa può ospitare 6 persone. Ideale per famiglie, ma anche per coppie che vogliono trascorrere

in totale autonomia la propria vacanza. Arredata con semplicità per rendere il vostro soggiorno confortevole, si compone di:
- Camera matrimoniale di circa 30 mq con possibilità di ulteriori 2 posti letto e culla;
- Camera con letto ad una piazza e mezzo;
- Spaziosa cucina abitabile;
- Soggiorno;
- Bagno con doccia;
- Terrazzo con veranda. Portate con voi il minimo indispensabile! Accessori presenti: pentolame, piatti, bicchieri, tazze, posate, biancheria completa per la casa (lenzuola, asciugamani, tovagliette), asciugacapelli, asse e ferro da stiro, lavatrice, radio, WiFi, riscaldamento autonomo. La posizione della Residenza Paradiso vi permette di raggiungere in poco tempo ogni angolo della città. A 5 minuti a piedi troverete la Stazione di Materdei (metro Linea 1). Se volete invece godervi una rigenerante passeggiata, in soli 15 minuti potete raggiungere sia la collina del Vomero che il centro storico. A pochi passi, inoltre, la fermata dell’autobus: con la Linea C16 si può raggiungere il lungomare, percorrendo il panoramico corso Vittorio Emanuele. Nelle immediate vicinanze troverete tutti i servizi di prima necessità: negozi di generi alimentari, tabacchi, bar, pasticceria, merceria, farmacia, minimarket, edicola, ferramenta, cartoleria, parrucchieri, centro estetico…
Vi garantiamo tutto il nostro impegno per farvi trascorrere un indimenticabile soggiorno, augurandoci di avervi presto nostri ospiti.

20/07/2026

TURISMO A NAPOLI: TRA TELETRASPORTI, FORMULE CHIMICHE E IL MULTIVERSO DEI REPORT

Finalmente è arrivato il fantasmagorico report sul flusso turistico a Napoli.

Ne sentivamo la mancanza.

Un documento che, ancora una volta, prova a raccontare il turismo attraverso i cellulari agganciati alle celle telefoniche.

A questo punto, per completare il quadro scientifico, sarebbe opportuno aggiungere anche il conteggio delle pizze fritte vendute, dei babà divorati, delle limonate "a cosce aperte" bevute sul lungomare e delle sfogliatelle uscite dai forni.

Perché ormai il turismo sembra essere diventato una disciplina a metà tra statistica, fantascienza e immaginazione.

Il meccanismo sembra uscito direttamente da una puntata di Star Trek: il cellulare si aggancia all'antenna e...

teletrasporto completato!

Il pendolare diventa turista.

Il lavoratore diventa visitatore.

Lo studente diventa viaggiatore internazionale.

Basta un segnale e, con un pizzico di fantasia statistica, anche chi arriva dalla provincia per prendere un caffè in centro può essere promosso a turista ufficiale.

Una rivoluzione epocale: non servono più valigie, prenotazioni o pernottamenti.

Basta uno smartphone acceso e il viaggio è certificato.

Ma forse siamo davanti a qualcosa di ancora più avanzato.

Una nuova frontiera della scienza: la fisica quantistica applicata al turismo.

Il turista può essere contemporaneamente presente e assente, dentro e fuori dalla camera, conteggiato nelle statistiche ma introvabile nella realtà.

Una scoperta che farebbe impallidire Einstein, il CERN e persino il professor Emmett Brown di Ritorno al Futuro.

E non è finita.
Forse ancora non ci rendiamo conto, ma a Napoli siamo dei geni.

E sì, è proprio così: saremo probabilmente i primi al mondo a introdurre una nuova disciplina scientifica, la chimica del turismo.

La cosa è semplice.

Basterà mescolare una molecola di cellulare, due atomi di antenna e una goccia di entusiasmo istituzionale per ottenere la nuova sostanza rivoluzionaria:

il turista sintetico al 100%.

Formula chimica ufficiale:
Na-TurƁĶ

Una molecola composta da presenza statistica, segnale telefonico e trolley al seguito.

Presente nei dati.

Instabile nella realtà.

A questo punto non ci stupiremmo più di nulla.

Si vocifera persino che anche il nonno di Heidi, insieme a Peter e a Candy Candy, siano arrivati a Napoli con una missione precisa: cicoli e ricotta, un chilo di mozzarella di bufala e un gelato per il piccolo fiocco di neve, per restituirle finalmente le sue vere origini napoletane.

Naturalmente anche questa missione sarebbe stata intercettata dalle antenne: tre nuovi turisti internazionali, immediatamente teletrasportati nelle statistiche ufficiali.

Un evento straordinario per la città: cicoli e ricotta, una mozzarella, un gelato e un'impennata dell'economia locale...

oltre che dell'indice glicemico.

E forse abbiamo finalmente capito dove sono finiti tutti questi visitatori.

Ma forse siamo solo malpensanti.

Non sono spariti.
Sono semplicemente finiti nel multiverso multimediale del turismo.

In una dimensione parallela, probabilmente, le camere sono tutte piene, le prenotazioni arrivano senza sosta, gli operatori brindano e i registratori di cassa cantano Happy Days.

Peccato che noi viviamo ancora nella realtà.

E la realtà non è Paperopoli.

Qui non ci sono zio Paperone con montagne di monete d'oro, né città dove basta un colpo di matita per trasformare una fantasia in un record.

Forse però il report arriva proprio da lì: magari è stato prodotto negli studi Disney-Pixar, con la supervisione di Topolino e la consulenza scientifica di Paperino.

Ma non finisce qui.

Per agosto già circolano indiscrezioni: sarebbe previsto l'arrivo di Darth Vader con tutta la Morte Nera parcheggiata sul lungomare.

Pare che il Signore Oscuro abbia scelto Napoli non per conquistare la galassia, ma per godersi il panorama, abbuffarsi di genovese, salsiccia e friarielli e, per integrarsi pienamente nella civiltà partenopea, parcheggiare l'astronave e ascoltare a tutto volume "Povero Gabbiano" con lo stereo interstellare.

Un evento storico:

milioni di turisti intergalattici, tutti regolarmente agganciati alle antenne.

E poi c'è il capitolo controlli.
Perché magari questi turisti invisibili soggiornano anche in strutture invisibili, gestite da operatori invisibili, con incassi rigorosamente invisibili.

Una vera rivoluzione:

l'economia trasparente.

Talmente trasparente che non si vede.

Sarebbe interessante, una volta tanto, avere numeri meno fantascientifici e più concreti: occupazione reale delle strutture regolari, imposta di soggiorno incassata, controlli effettuati e risultati contro l'abusivismo.

Quelli sì sarebbero dati capaci di raccontare il turismo vero.

Il resto rischia di sembrare più una sceneggiatura.

Magari il prossimo report lo firmeranno direttamente Topolino, Luke Skywalker e il comandante Kirk, con la supervisione della NASA.

Perché la propaganda può riempire comunicati, conferenze stampa e social.

Può persino riempire le antenne.

Ma una cosa ancora non riesce a fare:

riempire le camere.

Perché i numeri possono viaggiare nello spazio, attraversare galassie e arrivare in universi paralleli.

Ma la realtà, prima o poi, bussa sempre alla porta.

E come direbbe Spock: lunga vita e prosperità...🖖





27/06/2026

Prendo atto che, nel successivo intervento, Associazione ATEX ha abbandonata l'affermazione secondo cui gli affitti brevi sarebbero "vietati dalla legge". Si tratta di un cambio di impostazione che rappresenta un primo passo verso una lettura più aderente al quadro normativo vigente. Va dato atto che il confronto sui contenuti, anche attraverso il superamento di affermazioni non più riproposte, contribuisce a rendere il dibattito più solido e meno sloganistico.

Nel successivo intervento, tuttavia, viene ribadita la distinzione tra locazione e attività ricettiva introducendo, al contempo, un'interpretazione che non trova fondamento nel diritto vigente.

Non esiste, infatti, alcuna previsione di legge che trasformi automaticamente una locazione in attività extralberghiera sulla base della continuità dell'attività, del numero degli immobili gestiti o dell'organizzazione della gestione. Si tratta di elementi che, di per sé, non determinano alcuna riqualificazione giuridica del rapporto.

La linea di confine tra locazione e attività ricettiva, sia essa esercitata in forma imprenditoriale o non imprenditoriale, non dipende dalla dimensione dell'attività, ma dalla natura concreta del rapporto e, soprattutto, dall'eventuale erogazione di servizi tipici dell'ospitalità che travalicano la semplice concessione in godimento dell'immobile.

La locazione breve resta tale finché il rapporto conserva le caratteristiche proprie del contratto di locazione disciplinato dall'art. 1571 del Codice Civile. Il numero dei contratti conclusi, la continuità dell'attività o il patrimonio immobiliare gestito non sono elementi ai quali l'ordinamento attribuisce, automaticamente, effetti di riqualificazione.

Confondere criteri quantitativi con criteri giuridici significa attribuire alla normativa effetti che essa non prevede e costruire automatismi che il diritto positivo non riconosce.

Ciò che non trova fondamento nell'ordinamento giuridico non può essere presentato come diritto vigente. Le norme si citano per quello che realmente dispongono, non per il risultato interpretativo che si vorrebbe ottenere.

Il dibattito sul futuro della regolamentazione è legittimo e necessario. Ma deve partire da un presupposto imprescindibile: distinguere con chiarezza ciò che oggi prevede la legge da ciò che si vorrebbe che la legge prevedesse.

Coordinatore Host Italia Campania
Marco Locoratolo






26/06/2026

☀️ Il buongiorno si vede dal mattino...
e qui al 🌸 DEA inizia così!
Un dolce soffice, appena sfornato e pronto a svoltarti la giornata ☀️
💝Chi vorrebbe svegliarsi qui domani? ☕️✨

26/06/2026

La posizione espressa da Associazione ATEX secondo cui utilizzare gli affitti brevi come attività sarebbe “vietato dalla legge” non è un’interpretazione: è un’affermazione priva di riscontro normativo.

Nessuna norma dell’ordinamento italiano vieta la locazione breve. L’art. 1571 c.c. disciplina la locazione come contratto pienamente lecito e la normativa fiscale e regolatoria vigente ne disciplina espressamente l’utilizzo a fini turistici.

Sostenere un divieto generale degli affitti brevi significa attribuire alla legge un contenuto che la legge non contiene.

La giurisprudenza si limita a distinguere la locazione dall’attività ricettiva. Non introduce alcun divieto, non qualifica la locazione turistica come illegittima e non ne limita l’utilizzo.

La confusione tra “non è attività ricettiva” e “è vietata” non è una sfumatura: è un errore giuridico netto.

Non riconoscere questo dato elementare significa una di due cose: o si ignorano le norme giuridiche di base, oppure le si interpreta in modo volutamente distorto. Delle due, l’una.

Quando un’associazione di categoria trasforma una distinzione normativa consolidata in un presunto divieto assoluto, non sta interpretando il diritto: lo sta deformando.

Nel dibattito pubblico su materie giuridiche la precisione non è opzionale. Le norme si citano per quello che dicono, non per quello che si vorrebbe che dicessero.

Coordinatore Host Italia Campania
Marco Locoratolo

Nell’incantevole città di Napoli si nasconde un angolo di paradiso: Dea Suite & Garden con camere dotate di ogni comfort...
20/06/2026

Nell’incantevole città di Napoli si nasconde un angolo di paradiso: Dea Suite & Garden con camere dotate di ogni comfort e uno splendido giardino per ritemprarsi. Vieni a trovarci. Chiama lo 0815440404 oppure manda un messaggio whatsapp al +393387545851

16/06/2026

L'IDENTITÀ DI NAPOLI NON È IN VENDITA

Difendere Napoli significa difendere la sua identità.

È questo il messaggio più forte emerso dal flash mob organizzato contro l'abusivismo commerciale, una battaglia che va ben oltre il semplice contrasto alla vendita irregolare e che tocca direttamente il futuro economico, culturale e sociale della città.

Quando si parla di abusivismo, infatti, non si parla soltanto di concorrenza sleale. Si parla di attività che rispettano le regole e che ogni giorno si trovano a competere con chi le regole decide di aggirarle. Si parla di artigiani, commercianti e imprenditori che investono risorse, pagano tasse, assumono personale e contribuiscono concretamente alla vita economica del territorio.

Tra le realtà che più si stanno impegnando in questa battaglia c'è Artigianà, guidata da Germana Falibretti, da anni in prima linea nella difesa dell'artigianato autentico e delle eccellenze locali. Un lavoro quotidiano che non riguarda soltanto la tutela di un settore economico, ma la salvaguardia stessa dell'anima della città.

Ogni bottega che chiude, ogni prodotto industriale spacciato per artigianale, ogni attività irregolare che prende il posto di chi opera nella legalità rappresenta una ferita per Napoli. Perché l'identità di una città non è fatta soltanto dai suoi monumenti, ma anche dalle persone che custodiscono tradizioni, mestieri e conoscenze tramandate nel tempo.

Per questo motivo il tema dell'abusivismo deve diventare una priorità condivisa. Non può essere una battaglia combattuta da una singola associazione o da una singola categoria. Occorre costruire una vera rete tra associazioni, operatori economici, cittadini e istituzioni, mettendo da parte divisioni e particolarismi per perseguire un obiettivo comune: difendere la legalità e preservare l'identità di Napoli.

Solo facendo squadra sarà possibile contrastare efficacemente tutte le forme di abusivismo che impoveriscono il territorio, alterano il mercato e rischiano di trasformare il centro storico e le principali aree commerciali in luoghi sempre più privi di autenticità.

La legalità non è un ostacolo allo sviluppo. Al contrario, è il presupposto indispensabile per una crescita sana e duratura. E chi ogni giorno sceglie di rispettare le regole non può continuare a sentirsi il soggetto più penalizzato del sistema.

Perché una città che vuole guardare al futuro deve tutelare chi crea valore, chi investe, chi produce qualità e chi mantiene viva la propria storia.

E non può essere sempre la parte migliore della città, quella fatta di persone perbene che rispettano le regole, a pagare il conto.




04/06/2026

FIRENZE È SOLO L'INIZIO

Quello che è accaduto oggi sotto Palazzo Vecchio non è stata soltanto una manifestazione contro una delibera comunale.

È stato il segnale che migliaia di operatori, proprietari, gestori e famiglie che vivono grazie al turismo non intendono più restare in silenzio di fronte a provvedimenti che rischiano di colpire un intero comparto produttivo.

Le centinaia di persone scese in piazza per protestare contro lo stop ai nuovi affitti brevi hanno dimostrato che il settore esiste, è organizzato e vuole essere ascoltato.

Troppo spesso il dibattito pubblico viene ridotto a una contrapposizione tra diritto alla casa e ospitalità turistica, come se le due cose fossero incompatibili.

Una semplificazione che non aiuta a risolvere i problemi reali delle città.

La realtà è molto più complessa.

Dietro gran parte delle attività extralberghiere italiane non ci sono grandi gruppi finanziari o speculatori, ma famiglie che hanno investito i propri risparmi, persone che hanno recuperato immobili abbandonati, piccoli imprenditori che hanno creato lavoro, servizi e opportunità economiche nei territori.

Per questo la manifestazione di Firenze assume un valore che va ben oltre i confini della Toscana.

È la dimostrazione che il settore sta prendendo consapevolezza della necessità di fare rete, di partecipare al dibattito pubblico e di difendere il proprio ruolo economico e sociale.

L'auspicio è che quella di oggi non resti una manifestazione isolata.

Che da Firenze parta una lunga onda capace di coinvolgere operatori, associazioni e realtà territoriali da Nord a Sud, affinché il confronto sul futuro dell'ospitalità italiana sia fondato sui dati, sul dialogo e sulla realtà dei fatti.

Perché ciò che oggi accade a Firenze potrebbe domani riguardare qualsiasi altra città italiana.

Per troppo tempo il settore ha subito decisioni, accuse e narrazioni costruite senza il necessario confronto con chi opera quotidianamente sul territorio.

La manifestazione di oggi dimostra che esiste una parte dell'Italia che chiede di essere ascoltata prima di essere giudicata.

Firenze ha lanciato un messaggio.

Con la speranza che sia soltanto l'inizio.

Marco Locoratolo
Delegato Host Italia sez. Campania





Indirizzo

Via Bartolomeo Caracciolo Detto Carafa 33
Naples
80136

Telefono

+393387545851

Sito Web

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