17/03/2021
L'America's Cup è andata, dopo 4 anni i neozelandesi si confermano i più forti. D'altronde con una barca che si chiama "Te Rehutai" (essenza dell'oceano) come avrebbero potuto perdere? La "vecchia brocca" che anima il trofeo sportivo più antico al mondo anche stavolta sfugge alla sfida italiana. Onore al team New Zealand che aveva effettivamente una barca leggermente più veloce.
A Luna Rossa però "mancò la fortuna, non il valore". Il team italiano era veramente molto competitivo. Fino a quando un errore umano ed il meteo non ci hanno messo lo zampino la parità era totale 1-1, 2-2, 3-3 poi la magia si è interrotta lasciando posto a notti amare davanti alla tv.
Ho letto centinaia di commenti di velisti che ovviamente avrebbero saputo fare di meglio. Dal divano tutti fortissimi ma in barca c'erano persone che rappresentano il massimo della vela mondiale e se hanno commesso errori (li hanno commessi) è stato certamente per motivazioni sensate difficilmente valutabili da casa. Ammetto che il perseverare nello scegliere un bordo senza coprire l'avversario che sai essere più veloce se naviga libero mi ha spiazzato ma ci sarà stato un motivo per ogni volta che è stato fatto perdendo la regata.
Credo che il nostro equipaggio fosse tecnicamente validissimo soprattutto nella strategia di regata. Lo dimostra il fatto che abbiamo vinto quasi tutte le partenze ed anche le regate in cui siamo riusciti a tenere in copertura l'avversario. Per onestà va detto che i kiwi, con un equipaggio altrettanto blasonato, hanno imparato alla svelta migliorando barca e strategia durante le 10 regate e potendo comunque contare sul vantaggio di avere scritto il regolamento e di navigare nelle acque di casa.
Siccome nello sport la fortuna non dovrebbe essere necessaria per vincere, ancora complimenti ai neozelandesi ed un ringraziamento sincero al Luna Rossa Prada Pirelli Team per averci fatto sognare raggiungendo un risultato storico in questa 36' edizione dell'America's Cup. Vi rivedremo tra 4 anni? Spero di sì. Buon vento