30/08/2026
L'Assiolo, il nostro gufo più piccolo, incarna la melodia delle notti estive. Da giugno ad agosto, un fischio breve e ipnotico si diffonde nel buio: "chiù… chiù… chiù…", ripetuto per decine di minuti a intervalli brevi. Non è un segnale di allerta, ma l'assiolo (Otus scops), il più piccolo e riservato dei nostri rapaci notturni.
Un gufo grande come una mano:
Appena 20 cm di lunghezza e un peso che raramente supera i 130 grammi — è secondo per piccolezza solo alla rarissima civetta nana. Ha un piumaggio finemente vermicolato color corteccia, un vero abito mimetico che di giorno lo rende quasi invisibile contro un tronco. Sul capo porta due minuscoli ciuffetti erettili: quando è tranquillo li abbassa e sembra una civetta; quando è all'erta li drizza e pare un gufo in miniatura. (Come sempre: quei ciuffi non sono orecchie, sono penne.)
Il migratore instancabile:
A differenza degli altri nostri rapaci notturni, l'assiolo è un migratore vero. Arriva in primavera, verso marzo, nidifica e canta per tutta l'estate, poi a settembre riparte per l'Africa subsahariana, attraversando anche vasti tratti di mare. Curiosità: non migra in grandi stormi, ma in piccoli gruppi familiari.
Quello che lo rende speciale: mangia insetti
Mentre gli altri gufi cacciano soprattutto topi, l'assiolo è prevalentemente insettivoro: cavallette, cicale, maggiolini, falene sono le sue prede principali (integra con qualche topolino o uccellino solo di rado). Caccia spesso presso i lampioni, dove gli insetti si radunano — e non teme troppo la vicinanza dell'uomo. Questo lo rende un formidabile controllore naturale degli insetti nelle campagne, negli oliveti e nei frutteti.
Cultura e poesia:
Il suo verso ha ispirato dialetti ("ciù", "chiù") e persino Giovanni Pascoli, che gli dedicò la poesia "L'assiuolo". La tradizione popolare lo dipingeva come uc***lo "sciocco" o portasfortuna: niente di più ingiusto per un viaggiatore che ogni anno attraversa il Sahara.
Perché è in difficoltà:
Le specie insettivore stanno crollando in tutta Europa (l'avifauna agricola è diminuita di oltre la metà dagli anni '80). L'assiolo paga l'agricoltura intensiva, il taglio degli alberi isolati e vecchi dove nidifica, e soprattutto i pesticidi e i rodenticidi, che sterminano gli insetti di cui vive.
Come aiutarlo:
✅ Non abbattere gli alberi vecchi e isolati in campagna: sono i suoi posatoi e le sue case. Funzionano anche le cassette-nido per assiolo.
✅ Lascia qualche striscia d'erba non sfalciata e riduci i pesticidi: più insetti = più assioli.
✅ Rispetta il silenzio dei siti di nidificazione in estate.
In Italia l'assiolo è specie particolarmente protetta dall'Art. 2 della Legge 157/1992, oltre che dalla Convenzione di Berna e dalla CITES. La prossima notte d'estate in cui lo senti cantare, fermati un attimo ad ascoltare: è il suono di un piccolo viaggiatore africano che ha scelto le nostre campagne per mettere su famiglia.