13/08/2026
Bello ricevere questi riscontri.
Nel leggere il bellissimo racconto pubblicato da Umbria24, non possiamo che provare gratitudine e soddisfazione. Gratitudine verso chi sceglie di mettersi in cammino con noi, affidandosi al passo lento degli asini per attraversare montagne, boschi e crinali che conservano ancora il sapore dell'Appennino più autentico. Soddisfazione perché negli occhi di chi parte ritroviamo spesso quella stessa meraviglia che ci accompagna ogni giorno.
Il trekking con gli asini non è soltanto un modo diverso di fare escursionismo. È un invito a rallentare, ad ascoltare il territorio, a costruire una relazione rispettosa con animali straordinari che non sono strumenti, ma compagni di viaggio. Con il loro ritmo paziente ci insegnano che la montagna non si conquista: si attraversa con umiltà, attenzione e rispetto.
Questo spirito è lo stesso che anima il Cammino nelle Terre Mutate, un percorso che unisce comunità, paesi e persone segnate dal terremoto, trasformando il cammino in un gesto di incontro, memoria e rinascita. Camminare qui significa sostenere territori vivi, conoscere chi li abita e contribuire a custodirne il futuro.
A chi è già venuto a trovarci diciamo grazie. A chi ancora non ha provato questa esperienza, rivolgiamo un invito semplice: concedetevi il lusso della lentezza. Lasciate che siano gli asini a indicarvi il ritmo, riempite gli occhi di paesaggi e il cuore di silenzi. L'Appennino ha ancora molte storie da raccontare a chi sceglie di percorrerlo passo dopo passo.
Buona lettura dell'articolo e, speriamo, a presto sui sentieri della Mulattiera.
Ci sono luoghi nei quali il silenzio non è semplicemente l’assenza di rumore. È qualcosa che si sente. Me ne sono accorto la sera prima di incontrare gli scout che avrei fotografato il giorno successivo. Avevo raggiunto il Pian Grande di Castelluccio di Norcia quando ormai era buio e avevo decis...