Associazione Turistica Pro Noto

Associazione Turistica Pro Noto https://youtu.be/Mfg4MZTAtDE Pro Loco Noto - Associazione Turistica "PRO NOTO"

05/02/2026

Perché il pomodoro Kumato supera gli altri in termini di benefici per la salute e come coltivarlo

- Selezione dei semi: per ottenere i semi, cercate pomodori marroni o simili a quelli del pomodoro Kumato.
- Preparazione del terreno: assicurarsi che il terreno sia ben drenato e arricchito con compost o materia organica, con un pH ottimale compreso tra 6,2 e 6,5.
- Piantagione: piantare i semi a circa 0,6 cm di profondità in vasi. Dopo l'ultima gelata, trasferite le piantine all'aria aperta, lasciando spazio tra di loro.
- Luce solare e annaffiature: collocare le piante in un luogo dove ricevano almeno 6-8 ore di luce solare al giorno e annaffiare regolarmente per mantenere il terreno umido, ma senza ristagni d'acqua.
- Sostegno e potatura: utilizzare gabbie o pali per sostenere le piante durante la crescita. Potate le foglie più basse per migliorare la circolazione dell'aria e ridurre le malattie.
- Raccolta: i pomodori sono pronti quando sono di colore marrone intenso o verdastro e leggermente sodi.

Seguendo questi passaggi, potrete coltivare pomodori Kumato deliziosi e sani nel vostro giardino: godetevi il raccolto!

23/10/2025
22/10/2025
Domenica delle palme.Questa festa non cade sempre nello stesso giorno perché è legata direttamente alla Pasqua, la cui d...
13/04/2025

Domenica delle palme.

Questa festa non cade sempre nello stesso giorno perché è legata direttamente alla Pasqua, la cui data cambia ogni anno. La festa è mobile e viene fissata in base alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera del 21 marzo. La data della Pasqua per i cattolici oscilla quindi tra il 22 marzo e il 25 aprile. Se, per esempio, la luna piena si verifica un sabato 21 marzo, la Pasqua cade il 22 marzo, ovvero la domenica immediatamente successiva all’equinozio.
La celebrazione apre la Settimana Santa durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Risurrezione.
Con questa festa si ricorda l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, prima della Passione, accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi.
Il racconto dell’ingresso di Cristo a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli, ma con alcune varianti: quelli di Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi, o fronde prese dai campi, Luca non ne fa menzione mentre solo Giovanni parla di palme (Mt 21,1-9; Mc 11,1-10; Lc 19,30-38; Gv 12,12-16).
Oggi i sacerdoti di ogni chiesa della città benedicono i rami di ulivo o di palma portati dai fedeli, accorsi alla celebrazione. Questi ultimi portano a casa i rametti benedetti per conservarli o distribuirli ad amici e parenti come simbolo di pace. Infatti, la palma, grazie alle sue foglie simili ai raggi del sole, è emblema del Divino e della vittoria. Nello specifico, la pianta diventa il simbolo di Cristo che vince la morte, del trionfo della pace sul peccato.

🗓️ 24 DICEMBRE: PALAZZO TRIGONA – SEDE PRO LOCO NOTOIl Palazzo Trigona di Cannicarao (il più grande palazzo nobiliare de...
24/12/2024

🗓️ 24 DICEMBRE: PALAZZO TRIGONA – SEDE PRO LOCO NOTO
Il Palazzo Trigona di Cannicarao (il più grande palazzo nobiliare della città), si trova lungo la Via Cavour, all’angolo tra la scalinata intitolata alla poetessa Mariannina Coffa e la Via Gioberti. È stato progettato dall’architetto Rosario Gagliardi, ma completato da Vincenzo Sinatra e dai fratelli Paolo e Bernardo Labisi. Era la dimora della famiglia Trigona, Marchesi di Cannicarao, un piccolo feudo situato presso Comiso (RG), ma aventi anche possedimenti a Noto presso la Contrada Frammeduca.
Il prospetto principale è diviso in due ordini e in tre corpi (quello centrale e quelli laterali che vanno a formare delle torrette) ed è caratterizzato da balconi barocchi con le tipiche ringhiere in ferro battuto bombate (c.d. gelosie), sorrette da mensoloni con scanalature e mascheroni grotteschi. Al centro della facciata, il portale d'ingresso è delimitato da un doppio ordine di pilastri con capitelli corinzi e formelle in bassorilievo raffiguranti motivi floreali. Agli angoli del Palazzo campeggiano delle grandi aquile con le ali spiegate, simbolo della famiglia Trigona (nonché della città di Noto).
Gli ambienti interni sono decorati da stucchi policromi e affreschi opera di Antonio Mazza che raffigurano episodi tratti dalla Bibbia.
Presso la Via Gioberti era ubicata tra gli alloggi del Vescovo e i locali dove ha sede l’Associazione Turistica Pro Noto o Pro Loco Noto, la piccola Chiesa (sconsacrata) di San Isidoro, oggi trasferita in Via Fratelli Ragusa.

CURIOSITA’: L’interno è suddiviso in due parti: mentre la parte sinistra è la residenza degli eredi della famiglia, la parte destra, invece, è stata acquistata nel 1980 dal Comune di Noto che vi ha realizzato una sala conferenze intitolata al progettista del palazzo, l’architetto siracusano Rosario Gagliardi, ma netino d’adozione e vari spazi attrezzati ad ospitare mostre artistiche e conferenze.

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🗓️ 23 DICEMBRE: CHIESA DELLA MADONNADEL CARMINELa via Ducezio, parallela del Corso Vittorio Emanuele, si conclude con la...
23/12/2024

🗓️ 23 DICEMBRE: CHIESA DELLA MADONNA
DEL CARMINE
La via Ducezio, parallela del Corso Vittorio Emanuele, si conclude con la scenografica Chiesa di S. Maria del Carmelo, detta Chiesa del Carmine. Progettata da Rosario Gagliardi, presenta una facciata concava e un portone sormontato da un grande scudo raffigurante lo "Stemma dei Carmelitani" sorretto da due Angeli.
L'interno della Chiesa è a navata unica, decorata da pregevoli stucchi e da figure geometriche e floreali. Il meraviglioso affresco della volta raffigura "Il Trionfo di Maria sulle Eresie Ariane e Nestoriane" (due ordini religiosi che allora prendevano le distanze dal Cristianesimo) attribuito agli allievi del pittore catanese Olivio Sozzi. Sull’altare maggiore in marmo è collocata la statua della Madonna del Carmelo, il cui capo è contornato da un'imponente raggiera dorata, proveniente da Noto Antica, come le pregevoli acquasantiere, entrambe miracolosamente ritrovate tra le macerie del sisma del 1693.
Ogni anno il 16 luglio il simulacro della Beata Vergine del Monte Carmelo viene portato in processione per le strade della città.
A destra della chiesa, originariamente, vi era l'imponente Convento dei Carmelitani, già sede del Comando dei Carabinieri, poi degli uffici comunali oggi venduto a privati.

CURIOSITA’: La chiesa non fu mai terminata. Sulla facciata, infatti, notiamo delle mensole in pietra che avrebbero dovuto accogliere quattro statue di santi.

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22 DICEMBRELa lumera è la pizza dalla sfoglia rustica a lunga lievitazione tipica di Noto.CURIOSITA’: Il nome è legato a...
22/12/2024

22 DICEMBRE

La lumera è la pizza dalla sfoglia rustica a lunga lievitazione tipica di Noto.

CURIOSITA’: Il nome è legato alla sua forma che, avendo i bordi ripiegati verso l’interno, ricorda le antiche lucerne greco-romane. La variante più comune si condisce con il pomodoro, formaggio, l’olio di oliva e il basilico.

I VotaVota sono focacce chiuse.

CURIOSITA’: Il loro nome deriva dal verbo votare che, in dialetto, significa “girare” e allude alla preparazione della focaccia: l’impasto, a base di farina di grano duro, una volta steso e condito con il ripieno prescelto, viene girato e ripiegato più volte.

Lo sfincione con acciughe è composto da una base di pasta per pizza condita con salsa di pomodoro, cipolle, acciughe, origano e caciocavallo ragusano.

CURIOSITA’: Secondo alcune fonti il suo nome significa “spugna” e sembrerebbe essere il risultato di una contaminazione fra latino, greco e arabo. Secondo altre fonti, invece, potrebbe derivare dal termine dialettale siciliano sfincia, ovvero “soffice”. L’impasto, infatti, viene fatto lievitare ad arte in modo da conferirgli morbidezza e altezza, caratteristiche principali di questa pietanza.

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21 DICEMBRE: PIAZZA XVI MAGGIO – TEATRO COMUNALE "TINA DI LORENZO"È la terza piazza (dopo la piazza dell’Immacolata e pi...
22/12/2024

21 DICEMBRE: PIAZZA XVI MAGGIO – TEATRO COMUNALE "TINA DI LORENZO"

È la terza piazza (dopo la piazza dell’Immacolata e piazza Municipio) che si incontra lungo il Corso Vittorio Emanuele.
Alla destra della piazza troviamo la Villetta d’Ercole che deve il suo nome alla statua marmorea di Ercole (proveniente da Noto Antica), collocata sopra un’ampia fontana con vasca progettata dall’architetto Paolo Labisi. Questo monumento ha anche un valore simbolico storico-risorgimentale. Fu infatti nella notte tra il 15 e il 16 Maggio del 1860 che alcuni giovani anti borbonici netini issarono tra le braccia dell’eroe la prima bandiera tricolore, emblema della rivoluzione garibaldina, con su scritto: “Morte a chi tocca questo vessillo”.
Ai lati della fontana sono presenti due sculture che omaggiano la cultura netina dell’800: l’una di marmo che ritrae la poetessa Mariannina Coffa (opera di Carlo Vicoli da Carrara), l’altra di bronzo che raffigura lo statista Matteo Raeli, opera dello scultore Saverio Sortini.
Alla sinistra della piazza sorge il Teatro Vittorio Emanuele, progettato dall’ingegnere netino Francesco Sortino. Alla morte dell’ingegnere Sortino, avvenuta nel 1863, la direzione dei lavori è passata all’lng. Francesco Cassone.
La facciata, di stile prossimo al Liberty, presenta ampie finestre ornate da elementi simbolici quali arpe, violini e trombe intrecciate a motivi floreali. La statua in pietra calcarea di Euterpe, allegoria della musica, i due trofei musicali e i quattro tripodi collocati nel prospetto del teatro sono opera dello scultore Giuliano da Palazzolo, su disegno del Cassone.
L’ interno conta 300 posti e si sviluppa su tre ordini di palchi più galleria. La sua decorazione è stata affidata ai pittori messinesi S***a e Di Stefano. L’impianto tecnico e meccanico è stato realizzato dal pittore Santi Ferrara da Messina.

CURIOSITA’: La sera del 4 Dicembre 1870, il Teatro Comunale, intitolato a “Vittorio Emanuele”, fu inaugurato con una solenne cerimonia di apertura, che registrò una considerevole partecipazione di pubblico. Da allora, grandi artisti del calibro di Tina Di Lorenzo, Pierantonio Tasca ed Eleonora Duse hanno calcato le sue scene e splendide stagioni si sono susseguite spaziando dall’opera lirica, alla prosa, all’operetta, ai concerti.
L’amministrazione comunale, il 29 Dicembre 2012, lo ha intitolato alla, già citata, attrice, di origini netine, Tina Di Lorenzo (nata dall'unione tra un nobile siciliano, il marchese Corrado Di Lorenzo di Castelluccio e l'attrice Amelia Colonnello).

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20 DICEMBREUn tempo legate a festività come il Natale, oggi le cassatelle di ricotta, cassateddi in dialetto siciliano, ...
20/12/2024

20 DICEMBRE

Un tempo legate a festività come il Natale, oggi le cassatelle di ricotta, cassateddi in dialetto siciliano, sono disponibili durante tutto l’anno nei forni locali.
Ne esistono diverse varianti. In quella dolce la pasta frolla, friabile al punto giusto, avvolge un ripieno cremoso di ricotta fresca, aromatizzato alla cannella. Le cassatelle dolci si apprezzano al meglio quando sono calde, appena fritte.
Quella salata viene preparata come primo piatto, cucinata con il brodo di gallina o di pesce, ma anche condita con un ragù di carne.
Sembrerebbe che questo dolce abbia origini molto antiche, ma non ne esistono documentazioni scritte. La tradizione orale racconta che le cassatelle siciliane nascono da un altro dolce chiamato “pasticciotto”, di forma circolare e con un “bottone” al centro. Le influenze spagnole, presenti in tutta la cucina siciliana, hanno poi arricchito il piatto di ingredienti più nobili come il cioccolato e le mandorle.

CURIOSITA’: È una produzione tipica siciliana. Come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), su proposta della Regione Siciliana.

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19 DICEMBRE: CHIESA E CONVENTO DEI PADRI PREDICATORI DI SAN DOMENICOLa chiesa e il convento dei Padri Predicatori di San...
19/12/2024

19 DICEMBRE: CHIESA E CONVENTO DEI PADRI PREDICATORI DI SAN DOMENICO

La chiesa e il convento dei Padri Predicatori di San Domenico sono stati realizzati tra il 1703 e il 1727 su disegno dell’architetto Rosario Gagliardi. La facciata ha un andamento convesso e nei due ordini, di cui è composta, presenta quattro colonne sovrapposte ai lati del portale originale (1728).
L’interno della chiesa è a croce latina in tre navate. La Ca****la del Crocifisso ospita una pregevole pala di altare marmorea raffigurante l’Addolorata e quattro stazioni della Via Crucis: l’Agonia, la Flagellazione, la Caduta e l’Ecce Homo. L’altare maggiore, con un bel ciborio in legno dorato, opera dello scultore Antonio Basile, è arricchito da marmi rossi e bianchi e racchiude una statua della Vergine col Bambino.
La Cripta di San Domenico è un ambiente funerario in cui i cadaveri dei frati Domenicani defunti venivano collocati entro nicchie lungo le pareti, seduti su appositi sedili-colatoio in muratura. Ciascuno di essi era munito di un ampio foro centrale per far sì che, attraverso la decomposizione della carne, avvenisse la purificazione dell’anima nel suo viaggio verso l’eternità.

CURIOSITA’: Il sagrato della chiesa fu il sito del mercato cittadino per qualche decennio tra il ‘600 e il ‘700. Il convento, invece, dopo la soppressione delle comunità monastiche in Sicilia, è diventato la sede degli Uffici Giudiziari della Provincia di Noto e, successivamente, è stato, in parte, demolito per la costruzione della Scuola Normale Femminile, diventata poi Istituto Magistrale M. Raeli.

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Indirizzo

Via Via Gioberti, 13/15
Noto
96017

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00
Sabato 09:00 - 13:00
Domenica 09:00 - 13:00

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