Borghi e Meraviglie Italiane

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Abruzzo - Valle dell'Orfento - Caramanico (PE) Foto: Barbara De Luca
31/08/2026

Abruzzo - Valle dell'Orfento - Caramanico (PE)
Foto: Barbara De Luca

Costiera Amalfitana vista da Furore (SA) Foto di Barbara De Luca
26/08/2026

Costiera Amalfitana vista da Furore (SA)
Foto di Barbara De Luca

Necropoli Sant'andrea Priu Bonorva Comune di Bonorva ( )BENTORNATI CARI AMICI! Oggi Borghi e Meraviglie Italiane  vi por...
07/08/2026

Necropoli Sant'andrea Priu Bonorva
Comune di Bonorva ( )
BENTORNATI CARI AMICI! Oggi Borghi e Meraviglie Italiane vi porta in a dove la nostra inviata ci farà conoscere la necropoli prenuragica di sant’Andrea Priu, area tra le più vaste del .
Si trova in una piana a meno di dieci chilometri da Bonorva e a 500 metri dalla chiesa campestre di Santa Lucia. Il complesso funerario è costituito da una ventina di tombe ipogeiche, del tipo a domus de janas, la cui origine si colloca nella Cultura di Ozieri del Neolitico Finale (3500-2.900 a.C) scavate sulla parete e sul pianoro di un affioramento trachitico alto 10 metri e lungo 180 metri.
Anche Alberto Angela è venuto a scoprire questo sito e alla fine del post troverete il link alla puntata "Meraviglie – le domus de Janas (ed.2019)"
In uno scenario che stupisce il visitatore man mano che ci si avvicina al sito, immersi nella natura più autentica, luogo suggestivo dove poter entrare in contatto con il proprio io interiore, si distinguono per la bellezza e la ricchezza di componenti artistici tre domus della necropoli

📸LA TOMBA DEL CAPO
L'ingresso alla monumentale Domus, fu denominata dall’archeologo Antonio Taramelli “la tomba del capo” costituito da 18 vani di cui 3 particolarmente vasti disposti lungo lo stesso asse e 15 cellette più piccole distribuite attorno ad un nucleo centrale, per una superficie di circa 250 mq.
La tomba in oggetto subì delle trasformazioni nel corso dei secoli come testimoniano i diversi stili architettonici di epoca paleocristiana, bizantina e medievale, riconsacrata nel 1313 come chiesa intitolata a Sant'Andrea dal vescovo di Sorres Guantino di Farfara.
Durante il riuso dell’ipogeo i tre ambienti principali furono destinati al culto con le seguenti funzioni:
nartece (per i catecumeni ossia coloro che ancora non avevano ricevuto il battesimo),
aula (per i fedeli già battezzati)
e il presbiterio (riservato e sacerdoti)
In questa fase, come in epoca preistorica, la Domus ha mantenuto inalterata la doppia funzione originaria per il culto e per le sepolture.
La cella adibita a presbiterio in epoca paleocristiana è il risultato di un ampliamento che ha inglobato celle più piccole. Le trasformazioni avvenute in età Bizantina e medievale hanno interessato oltre alle pareti, che vennero completamente affrescate, anche il soffitto che fu perforato per ricavare un lucernario quadrangolare che attraversa la roccia per uno spessore di circa 5 metri sino a raggiungere il pianoro sovrastante.
Le pareti del lucernario conservano evidenti tracce dell'intonaco che rivestiva le superfici al di sotto venne innalzato l'altare paleocristiano che in un secondo tempo, dopo il decimo secolo dopo Cristo, fu trasferito nella parete est dove era stato intanto ricavato l'abside.
Ma quali scene sono state affrescate all’interno di questi ambienti?
Abbiamo la presenza di numerose scene che potrete ammirare di persona visitando il sito, unico nel suo genere per la continuità in termini di riutilizzo dai tempi antichi fino ad oggi; tra le scene affrescate troviamo: la strage degli Innocenti voluta dal re Erode; molto suggestiva invece risulta essere la figura di Cristo benedicente racchiusa all'interno della mandorla con all'estremità i simboli dei quattro evangelisti il leone di Marco il toro di Luca l'angelo di Matteo e non più leggibile l’immagine dell'Aquila di Giovanni.
La raffigurazione di Cristo in mandorla si sovrappone ad un precedente dipinto riproducente un motivo floreale di tralci e girali che per le caratteristiche tecniche e stilistiche risulta essere precedente a quest’ultimo.

📸LA TOMBA A CAPANNA
Altra tomba che riveste particolare interesse perché rappresenta fedelmente la capanna a pianta circolare con tetto conico riprodotto sulla pietra con una serie di solchi a raggiera che imitano i pali lignei dell’originale.

📸LA TOMBA A CAMERA
Questa tomba vi impressionerà per la straordinaria riproduzione su pietra trachitica della capanna a pianta rettangolare con soffitto a due falde sostenuto da due pilastri.
Queste ultime due domus, fedeli riproduzione di due tipi di abitazione dell’epoca, ci consentono di capire quanto fosse importante ricreare gli ambienti simile alla casa del defunto.

Se vi ho incuriosito abbastanza, e volete organizzare un viaggio per scoprire la Sardegna, sarò felice di potervi aiutare nella creazione del vostro itinerario personalizzato
Per oggi il nostro viaggio in Sardegna si conclude qui ma altre avventure ci aspettano!😍
Augurando a tutti voi una buona giornata vi invito a seguirci sempre, lo staff Borghi e Meraviglie Italiane ha in serbo per voi tanti e tanti altri viaggi virtuali alla scoperta della nostra terra.
🔸TESTI E FOTO: Natalia Lapicca (http://www.sanpe.it/contatti.html)
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Oggi vi deliziamo con alcuni scatti del nostro amico ’Adamo Renato di   (provincia di  ) in   📸 ☀️ 🏰
06/08/2026

Oggi vi deliziamo con alcuni scatti del nostro amico ’Adamo Renato di (provincia di ) in 📸 ☀️ 🏰

Abruzzo - Scanno (AQ)Foto di Barbara De Luca
04/08/2026

Abruzzo - Scanno (AQ)

Foto di Barbara De Luca

Carloforte- sud Sardegna Foto di Guida Turistica Carloforte
04/08/2026

Carloforte- sud Sardegna
Foto di Guida Turistica Carloforte

Cari amici di  , continuando il viaggio in  , stasera vi portiamo  in provincia di     e precisamente a     alla scopert...
27/07/2026

Cari amici di , continuando il viaggio in , stasera vi portiamo in provincia di e precisamente a alla scoperta del meraviglioso borgo.
Le origini del nome "Cropani" sono tuttora discusse. Nel tomo I del trattato "Della Calabria illustrata", a cura di padre Giovanni Fiore, storico cropanese del XVII. sec., si riporta una relazione del cittadino Francesco Grano sulla storia del paese, a sua detta fondato da un condottiero di nome Croponia, fuggito, a causa di una violenta epidemia di peste, dall'ipotetica vicina città di Barbaro. Oltre a questa ipotesi, poco accreditata a causa delle scarsissime fonti relative all'effettiva esistenza di Barbaro, Fiore ne avanza un'altra, secondo la quale il nome deriverebbe da kēros (in greco antico cera, intesa come materiale e come sostanza pastosa prodotta dalle api), in quanto il territorio, in epoca medievale, era noto per la produzione di cere e per l'apicoltura. Ad avvalorare questa seconda ipotesi vi sono alcuni testi in cui Arturo Lattanzio, noto predicatore originario del paese, viene chiamato "il ceroponitano" (proveniente da "Ceropos"), e non "il cropanitano" (proveniente da "Cropos"). Tuttavia, l'ipotesi più plausibile è quella che sfrutta l'assonanza tra il nome Cropani e il termine greco "kropos", che significa letame, nell'accezione di terra grassa e fertile, caratteristica assolutamente calzante con la morfologia del territorio cropanese.
Storia
Origini
Le origini di Cropani, come quelle di qualunque agglomerato urbano sorto in tempi molto remoti, viaggiano tra leggenda e realtà. Parallelamente ai comuni confinanti, la storia di Cropani si intreccia con quella dell'arrivo in Calabria delle figlie del re di T***a Priamo, protagonista dell'Iliade omerica: secondo vari miti, infatti, Astiochena, Medicastena ed Attila (questi i nomi delle tre fanciulle), accompagnate dal condottiero Antenore nella loro fuga dopo la caduta di T***a, durante una sosta nel golfo di Squillace, convenuto che fosse il luogo migliore per stabilirsi tranquillamente, fondarono le città di Erapolis, Atenapolis e Palepolis, rispettivamente sui fiumi Crocchio, Simeri ed Alli, lasciando Antenore proseguire nel suo cammino, che lo porterà a fondare Antenorea, oggi Padova. La leggenda prosegue con la fusione delle tre città in una sola colonia sottoposta, con il tempo, alla dominazione romana, denominata Trischene (appunto "treis schenè", "tre luoghi"). Tra l'865 e l'875, la florida colonia di Trischene subisce i tragici effetti delle incursioni saracene e, forse anche grazie all'aiuto del generale bizantino Niceforo Foca, i sopravvissuti dell'antica città migrano verso le colline e la Sila, dove fondano molteplici villaggi, rocche e cittadini, tra cui Taverna (la più sviluppata demograficamente ed economicamente), Simeri, Belcastro e Cropani.
Benché sia impossibile dare credito non solo al mito, ma anche alla fattiva esistenza di una colonia prima greca e poi romana denominata Trischene, per mancanza di fonti dell'epoca (la prima menzione scritta risale al XIII sec.) e di espliciti manufatti archeologici, è assolutamente legittimo presumere che il territorio cropanese fosse già abitato al tempo della Magna Grecia, specie se si considera che il fiume Crocchio si trovava in una posizione estremamente strategica per i commerci mediterranei, ed era anche navigabile, a detta del famosissimo storico latino Plinio il Vecchio. A tal proposito, scavi archeologici condotti in Località Acqua di Friso, alla fine degli anni '90, hanno dimostrato la presenza di un antico santuario greco (VI - V secolo a.C.), nel quale sono stati rinvenuti numerosi materiali ceramici e metallici, oggi esposti presso l'Antiquarium comunale. Altri scavi in località Basilicata hanno invece riportato alla luce una villa romana (II - I secolo a. C.), mentre in località Chiaro è stato rinvenuto un consistente scarico di scarti di vasellame fittile da trasporto, da ascrivere ad una vasta area produttiva di età romana.
Successivi scavi hanno riportato alla luce, sempre in località Basilicata, un'antica necropoli bizantina, con annessa piccola basilica. Questo ritrovamento sembra suggerire l'esistenza di un piccolo villaggio del VI secolo, quando le invasioni barbariche e la guerra greco-gotica fecero sì che gli agglomerati assumessero un carattere difensivo ponendosi in zone difese militarmente o naturalmente. Nonostante dunque l'origine di Cropani sia incerta, le evidenze archeologiche propendono per quella bizantina, da collocarsi nel VI secolo, quando anche i monaci basiliani scelsero questo luogo perché strategico per difendersi da attacchi stranieri. Si è ipotizzato la cittadina già esistesse intorno all'800. A tal proposito, lo storico Giovanni Fiore, nella sua Della Calabria illustrata, racconta che nell'anno 831 giunsero nei pressi di Cropani alcuni mercanti veneziani, tornati da Alessandria d'Egitto dove avevano prelevato le spoglie dell'evangelista Marco. Secondo questa ricostruzione, la nave affrontò una vigorosa tempesta e naufragò in corrispondenza della spiaggia cropanese. Gli abitanti del luogo soccorsero i mercanti e questi, come segno di riconoscenza, donarono loro un frammento della rotula del ginocchio destro del santo, custodito tuttora nella Collegiata di Santa Maria Assunta. In seguito, i veneziani concessero ai cropanesi la cittadinanza onoraria di Venezia, come risultava da documenti andati distrutti nell'incendio del municipio del 1947.
Periodo medievale
Al dominio bizantino subentrò, nel 1050, quello normanno: iniziò così il lungo periodo feudale. A partire dal 1240 sotto il dominio dei conti D'Aquino, Cropani fece parte della Contea di Belcastro. A questo periodo risale probabilmente la costruzione del monumento più importante e imponente del territorio comunale, ovvero la Collegiata di Santa Maria Assunta, notevole esempio di architettura romanica. Resasi autonoma nel 1375, Cropani venne governata dai baroni della famiglia Ruffo. Successivamente, dopo un susseguirsi di signori, con un decreto regio nel 1444 Alfonso V d'Aragona accorpò Cropani al Regio Demanio. Durò solo cinque anni (1460-1465) la signoria della potente casata napoletana dei Sanseverino, dopo di che Ferdinando I riportò Cropani nel Regio Demanio. Il governo passò poi a Ferdinando di Guevara che lo tenne fino al 1486. Nel 1487, fú eretta la Contea di Belcastro con Cropani e Zagarise, e fú investita al Condottiero Gian Giacomo Trivulzio il Grande, Marchese di Vigevano, Duca di Melfi e di Venosa (1495). In quegli anni, Cropani fu un centro spirituale di notevole importanza. Nel suo territorio sorsero, infatti, numerosi conventi, di cui oggi rimangono solo i ruderi, fatta eccezione per il Convento di Santa Maria degli Angeli (XVII secolo) ancora in funzione. In questo contesto si colloca la figura del beato Paolo De Ambrosis, religioso del Terzo ordine regolare di San Francesco, nato a Cropani nel 1432. Il beato visse per un periodo in uno dei conventi costruiti poco fuori dalle mura di Cropani (Convento di SS. Salvatore), per poi ritirarsi in solitudine presso l'eremo di Santa Maria dello Spirito (a Scavigna), dove morì nel 1489. Le sue reliquie sono conservate all'interno di una statua lignea nella Collegiata, dove furono trasferite nel 1652. Nel 1527 Cropani subì un saccheggio da parte dei francesi e l'anno dopo fu colpita dalla peste che uccise 1 400 persone. Nel XVI secolo passò al governo spagnolo di Costanza d'Avalos che lo cedette, nel 1541, al nipote Alfonso, il quale lo vendette a sua volta, l'anno successivo, a Ferrante d'Aragona. Nel 1562 fu incendiata dai turchi; un anno dopo, invece, fu saccheggiata dagli uomini del brigante Marco Berardi, detto re Marcone. Il 13 luglio 1586 subì un nuovo attacco da parte dei turchi e ne uscì semidistrutta.
Periodo moderno
Molti altri signori si alternarono al governo di Cropani fino al 1806, tra cui Pietrantonio Ferrari, poi andò ai Sersale fino ai Ravaschieri, fra il 1615 e il 1701; in seguito fu sotto il dominio dei De Fiore di Nicastro. Il terremoto del 1783 provocò alcuni danni agli edifici: ne rende testimonianza il successivo rifacimento interno della Collegiata dell'Assunta. L'ordinamento amministrativo deciso dal Generale Championnet nel 1799 includeva Cropani nel Cantone di Catanzaro, Dipartimento della Sagra. L'ufficio postale, come istituto, fu fondato nel 1806; l'anno successivo Cropani fu dichiarata sede del Registro e di notaio. Sempre nel 1807, fu Luogo nel Governo di Belcastro e nel 1811 fu elevato a Comune e Capoluogo di Circondario. Nel 1946 vi venne aggregata la frazione di Cropani Marina, fino ad allora suddivisa fra i comuni di Albi e di Magisano.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il nucleo artistico di Cropani è rappresentato dal Duomo e da altre sei chiese minori.Per quanto riguarda gli edifici civili, meritano di essere menzionati alcuni palazzi storici, la Torre di guardia del Crocchio e l'Antica Porta che in passato sanciva l'ingresso nell'attuale centro storico paesano.

Architetture religiose
Collegiata dell'Assunta: la Chiesa Matrice o dell'Assunta è un monumentale edificio, il cui primo impianto risale probabilmente al XIII secolo. Nonostante l'imponenza dell'edificio, non sono pervenute fonti storiche che permettono di datarne la costruzione. La maggior parte degli studiosi concorda nel ricondurre l'edificio al XIV secolo, anche se alcuni intravedono un'influenza catalana sul portale principale, che potrebbe quindi ricondurre l'edificio al XV secolo. La struttura realizzata con grandi blocchi di granito tufaceo, spicca per il suo imponente campanile (alto 32 metri a fronte degli originali 47). Esso presenta otto monofore, al terzo e al quarto piano, e termina con una cuspide piramidale a otto facce rivestite di maiolica. Nel 1756 il campanile fu ampiamente ricostruito perché seriamente danneggiato da un fulmine. La facciata è stata costruita con blocchi di pietra locale: arenaria, calcare e tufo. La scalinata granitica conduce al portale principale, costituito da quattro archi tufacei concentrici a tutto sesto, compresi fra due colonne e un architrave. La posizione decentrata del portale lascia ipotizzare che potesse trattarsi di una struttura originariamente più ampia[24]. Sopra il portale, è collocato il rosone gotico con dodici colonnine a raggiera, simbolo del comune di Cropani. La facciata laterale presenta un portale secondario in pietra scolpita, con lesene scanalate e timpano spezzato da cui emerge un elemento di tipo gorgoneion. Il portale risale al XVI secolo, e presenta caratteristiche comuni a quello del Duomo di San Michele (XVI secolo) nella vicina Belcastro. L'interno, a navata unica convergente a grande arco verso l'abside, è stato in gran parte ricostruito nel Settecento, a seguito dei terremoti che colpirono la Calabria, e presenta dieci archi laterali su lesene con capitelli compositi, corrispondenti a delle cappelle, il tutto decorato con stucchi in stile barocco. La chiesa dell'Assunta custodisce notevoli opere d'arte tra cui statue, reliquie, dipinti in stile barocco settecentesco e un notevole soffitto ligneo arabescato. Al centro del soffitto troneggia la "Gloria di Maria Assunta in Cielo", tela del Settecento di forma ellissoidale di Giuseppe Pascaletti. A Cristoforo Santanna si deve invece la "Cacciata dei Venditori dal Tempio", maestosa tela a schermo panoramico posta sul muro interno del portale principale. Tuttavia, l'opera di maggiore interesse artistico e storico la "Dormitio Virginis", tavola quattrocentesca, di fattura bizantineggiante e con influenze catalane, collocata sull'altare maggiore. Secondo la leggenda, il dipinto giunse a Cropani in condizioni miracolose. Un vascello approdato sul lido di Cropani per rifornirsi di legname proveniente dalla Sila aveva a bordo questo quadro trafugato a Costantinopoli, dipinto per mano di San Luca. Tuttavia, dopo aver fatto il rifornimento il vascello non riusciva a ripartire a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Uno dei marinai sognò la Madonna che comandò di lasciare il quadro nella Collegiata di Cropani. Così venne fatto e la nave poté salpare. L'iconografia del dipinto è fedele a quella bizantina. Il dipinto si sviluppa su tre livelli: nel primo la Vergine adagiata sul catafalco e circondata dagli apostoli, e in basso un angelo (San Michele?) che scaccia via un eretico; nel secondo livello Cristo che accoglie tra le braccia l'anima della Vergine rappresentata come bambina, circondato dal coro degli angeli, con la Città Celeste sullo sfondo; nel terzo livello Dio in trono con Gesù e la Vergine in abiti regali, e un coro angelico. Un soggetto identico con analoga struttura è ripreso in un affresco del XVI secolo nella Cattolica di Stilo. È interessante notare come le vicende del quadro siano molto simili a quelle legate alla rotula di San Marco, anch'essa conservata nel duomo e donata ai cropanesi da mercanti veneziani, che testimoniano il ruolo di cerniera tra Oriente e Occidente del paese. L'altare maggiore della Collegiata, in marmi colorati, è stato realizzato da Silvestro Trocoli (XVIII secolo), in stile barocco napoletano. Dietro l'altare si trova il coro ligneo del Settecento, con dodici posti, su cui sedevano i dodici canonici della Collegiata. Dietro uno di questi posti si nasconde un passaggio segreto, che tramite scale a chiocciola permette di salire in tre camere nascoste all'interno della cupola. L'abside è coperta dal una imponente cupola, che all'esterno è decorata mediante tegole disposte al contrario. Altre opere importanti custodite nella Collegiata sono: la tela del Seicento intitolata "Visita di Maria ad Elisabetta"; una statua marmorea del 1588, la "Madonna delle Grazie" di scuola gaginiana; e il battistero del Cinquecento, dotato di un ciborio di forma ottagonale in legno intagliato e a foglia d'oro. All'interno del duomo di Santa Maria Assunta, nel volume che compone la ca****la cinquecentesca attigua alla sagrestia, è possibile visitare il piccolo museo "Antiquarium Diocesano". Esso ospita numerose opere d'arte sacra, tra le quali: reliquiari a mezzobusto scolpiti a tutto tondo, finemente decorati in foglia d'oro damaschinata risalenti al XVI secolo; preziosi oggetti in argento e paramenti sacri settecenteschi; oltre a un interessante tabernacolo in marmo scolpito a bassorilievo risalente al 1545. Nel 2024 sono stati completati i lavori di restauro e la
Chiesa è nuovamente accessibile al pubblico.

Chiesa di Santa Lucia: la Chiesa di Santa Lucia risale al XIII secolo, e rappresenta quindi l'edificio religioso più antico e attualmente in uso del paese. L'edificio è ubicata in pieno centro storico, sul perimetro di Piazza Casolini, ed è stata sottoposta a restauro nel 1971. Date le sue piccole dimensioni si è ipotizzato che in origine la chiesa servisse da ca****la per un edificio di più grandi dimensioni.Da fonti ecclesiastiche, pare che la chiesa sia stata costruita come ca****la gentilizia della famiglia Cosentino di Catanzaro, il cui stemma è visibile nella facciata, sormontato da uno stemma pontificio marmoreo risalente al XVI secolo. Quest'ultimo mette in risalto il legame spirituale con la basilica romana di San Giovanni in Laterano. La chiesa presenta in facciata anche due possenti monofore, in stile bizantino. Il portale d'ingresso ad arco è in granito e l'interno è caratterizzato da un antico soffitto di legno a cassettoni colorati.

Chiesa di Santa Caterina: la Chiesa di Santa Caterina risale ai primi anni del XVI secolo. Essa fa parte di un complesso monumentale che include la chiesa di Sant'Anna, i locali dell'attuale Antiquarium comunale di Cropani, e un'antica fornace nella quale venivano lavorate ceramica e materiali metallici, tra il XVI e il XVII secolo. La chiesa è stata soggetta a rifacimenti in seguito ai terremoti del 1638 e del 1783. Il portale d'ingresso in granito è preceduto da un grande ballatoio, ed è sovrastato da un finestrone di forma mistilinea. L'interno è a navata unica con abside a base quadrata ed è decorato con stucchi barocchi. L'altare maggiore è in marmi policromi, di scuola napoletana del Settecento; dietro di esso è collocata la statua in legno dorato di Santa Caterina, del XVI secolo. Sono presenti, inoltre, altari lignei e marmorei del Settecento, la Via Crucis in tele e quadri in artistico "chiaro/scuro", molti frascheggi baroccheggianti intorno alle volte. Tra gli altari spicca quello dedicato a San Giuseppe in legno intarsiato e colorato, in stile francescano. L'interno conserva un coro ligneo della fine del XIX secolo. In questa chiesa un tempo operava la " Congrega di santa Caterina e di san Giuseppe".
La chiesetta di Sant'Anna (XVI secolo). la chiesa di Sant'Anna è un piccolo gioiello in stile barocco posto di fianco alla chiesa di santa Caterina d'Alessandria. Come quest'ultima, l'impianto della chiesa risale al XVI secolo, tuttavia l'interno è stato successivamente rimaneggiato. Esso è caratterizzato dalla presenza di coro ligneo settecentesco utilizzato dalla congregazione di santa Caterina per riunirsi, e un altare in stile prettamente barocco dove un tempo troneggiava la statua lignea raffigurante sant' Anna.

Chiesa di San Giovanni: la chiesa di San Giovanni risale alla fine del XVI secolo[31], e insieme all'antico Ospedale dei pellegrini (pesantemente rimaneggiato nel XX secolo), costituisce un complesso monumentale. A fianco alla facciata si colloca un'alta torre campanaria a base quadrata, che ospita un concerto di due campane. Per mezzo di tre gradoni in pietra si accede all'ampio portale in granito. Sul portone, all'interno sopra la cantoria, è presente un'epigrafe che lascia intendere che l'edificio sia stato restaurato nel 1752, presumibilmente a causa di un crollo. Un arco a tutto sesto precede l'altare maggiore, sul quale è posta una notevole tela del '600, "Il Battesimo di Cristo", attribuita al pittore caravaggista Andrea Vaccaro. Tale quadro fu trafugato nel 1971 e recuperato tre anni più tardi. In questa chiesa si conserva la Naca (il Cristo morto), di fattura settecentesca in stile napoletano, che viene portata in processione il venerdì santo per le vie del paese, accompagnata come da tradizione dalla banda musicale locale e dagli antichi canti sulla passione di cristo. È un trono meraviglioso adornato di damaschi, seta, cristalli e diamanti al cui centro vi è la madonna addolorata che regge nel proprio grembo il proprio figlio morto. Nella stessa ca****la della Naca troviamo la statua di san Giovanni evangelista i cuoi capelli sono veri appartenuti ad una ragazza morta il secolo scorso. Merita di essere menzionata anche la presenza di vari dipinti databili tra il Settecento e l'Ottocento. Un tempo in questa chiesa operavano la " Congrega di san Giovanni" e le suore dell'Immacolata d'Ivrea che abitavano l'annesso convento (ex Ospedale dei pellegrini).

Chiesa della Madonna della Catena: la chiesa della Madonna della Catena è un piccolo edificio di culto, più volte sottoposto a restauro, il cui primo impianto risale probabilmente al XVI secolo[31][37]. La tradizione vuole che essa sia stata edificata da un ricco possidente locale, rapito dai briganti e liberato grazie alla miracolosa intercessione della Madonna della Catena; un quadro conservato nella sagrestia rappresenta quest'episodio. Il campanile è a tre ordini e a pianta quadrata, sovrastato da una torretta a pianga ottagonale, che imita i campanili della Collegiata e della Chiesa di Santa Caterina. Il piccolo portale conduce all'interno, a navata unica; sopra l'altare maggiore a forma di "M", una nicchia ricavata nella parete custodisce la preziosa statua lignea della Madonna della Catena.

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli: la chiesa di Santa Maria degli Angeli, comunemente detta Chiesa di Sant'Antonio, è collocata a nord del paese. La chiesa rientra nel complesso del Convento dei Cappuccini, fondato nel 1619. La semplice facciata contiene un portale in pietra a tutto sesto, sormontato da un finestrone squadrato. All'interno la chiesa conserva la preziosa tela seicentesca della Madonna degli Angeli tra San Francesco d'Assisi e San Bonaventura da Bagnoregio. La tela è inserita in un altare ligneo intarsiato, in stile francescano. All'interno del Convento si trova l'antico chiostro con pozzo.

Architetture civili e militari
Tra le architetture civili si segnalano alcuni palazzi appartenuti alle famiglie notabili di Cropani, costruiti principalmente tra il XIX secolo e l'inizio del XX secolo.
Il Palazzo Colucci è un edificio costruito su due livelli nei primi anni del XX secolo. La facciata principale in pietra contiene due piccoli balconi in ferro battuto; il portale è ad arco in pietra di granito. Nell'interno sono conservati gli arredi dell'epoca; dall'atrio si accede ad una scala che conduce al piano superiore. Il complesso comprende anche un ampio giardino con annessi diversi stabili, in passato adibiti alla frangitura delle olive, che custodiscono l'antica macina a due ruote con torchio

Il Palazzo Quaranta, costituito da due livelli, è dei primissimi anni del XIX secolo La costruzione è appartenuta a varie famiglie notabili tra cui le famiglie Corabi e Dolce fino al 1919. Nel 1919 il palazzo fu acquistato da Quaranta Pietro ed è attualmente posseduto dai suoi eredi. Il palazzo presenta una facciata con portale ad arco in pietra tufacea e all'interno dell'androne si può ammirare un dipinto del pittore cropanese Giuseppe Colucci raffigurante l'Immacolata Concezione.

Il Palazzo De Paola, risalente al XIX secolo, presenta una facciata con un portale ad arco a blocchi tufacei, con un portico sormontato da una balconata in pietra che percorre l'intero perimetro della facciata.

Tra le architetture militari spiccano la Torre del Crocchio e i resti dell'antica cinta muraria del nucleo storico
La Torre di Crocchio, era l'antica torre di guardia eretta alla foce del fiume Crocchio per difendersi da possibili attacchi provenienti dalla costa ionica. La sua costruzione è stata iniziata intorno al 1594; il mastro addetto all'edificazione, durata alcuni decenni, era Adante o Dante Cafaro, al quale i Gesuiti tre anni più tardi commissionarono la costruzione di una torre nel vicino villaggio di San Leonardo. In una fase successiva, come emerge da alcuni documenti notarili dell'epoca, la torre fu utilizzata come magazzino dove venivano depositati legname e grano.

L'Antica Porta (XIII secolo), comunemente detta 'l'arco2, è costituita da un ampio arco in granito oggi nei pressi della piazza principale ed era la porta di accesso al borgo fortificato. Ai lati della porta tufacea sono collocati due mascheroni con funzione apotropaica. Immediatamente dietro la porta si staglia la facciata principale della Collegiata dell'Assunta

Siti archeologici
Dagli scavi archeologici in località Acqua di Friso è emersa un'area santuariale greca (VI - V secolo a. C.), in cui è possibile riconoscere delle strutture stabili (sacello e due favisse). Il complesso doveva probabilmente comprendere oltre agli edifici di culto anche costruzioni di servizio per il clero ed eventuali spazi per l'accoglienza dei pellegrini. Notevole quantità di materiale ceramico e metallico è stato rinvenuto durante gli scavi, principalmente ex voto e oggetti adoperati durante le cerimonie religiose
Gli scavi archeologici in località Basilicata hanno portato alla luce i resti di una villa rustica romana, forse risalente alla prima fase della costruzione di impianti rurali, di epoca tardo-repubblicana (II secolo - I secolo a.C.). Sono visibili molti resti delle mura della villa con alzate di 70/80 cm; è altresì riconoscibile la pars fructuaria (zona produttiva), documentata da parte di un'ara di un torchio vinario e da un lacus vinarius a pianta rettangolare, costituito da muretti in mattoni rivestiti, internamente ed esternamente, da malta idraulica. Suddetto torchio, probabilmente, era usato per la premitura delle vinacce e per la successiva decantazione del mosto. Si pensa che la villa fu abbandonata nella prima metà del I secolo a.C., presumibilmente per essere annessa ad un più esteso latifondo.
Sempre in località Basilicata sono stati rinvenuti i resti di un piccolo edificio di culto cristiano con circostante sepolcreto, riconducibile al VI - VII secolo d.C. L'area doveva essere annessa a un piccolo villaggio.
Tutti i reperti archeologici raccolti nelle campagne di scavi, assieme a reperti di altri siti archeologici del circondario, sono raccolti presso l'Antiquarium comunale di Cropani.

Il museo Antiquarium
L'Antiquarium è strutturato su due livelli: al piano terra sono posti undici pannelli che illustrano le caratteristiche geo-morfologiche del comprensorio del medio Ionio e dei principali siti archeologici ivi presenti (Sellia Marina, Sersale, Cropani, Botricello, Marcedusa). La stanza del piano soprano, collegata alla ca****la sconsacrata dell'Oratorio di S. Anna, ospita sei vetrine fornite di materiale didattico, nelle quali sono esposti in ordine cronologico dei documenti che vanno dal periodo preistorico e protostorico all'età greca, ellenistica, romana e alto-medievale. Meritano di essere menzionate due teche dedicate all'età greca tardo-arcaica, che ospitano i reperti provenienti dall'area sacra (VI-V secolo a.C.) sita in località Acqua di Friso, nella frazione Cropani Marina. Parimenti interessanti risultano i manufatti provenienti dalla chiesa situata in località Basilicata e dalla Basilica di Botricello, entrambe datate VI-VIII secolo

Tradizioni e folclore
Tra le tradizioni locali spicca la Processione della Naca. La notte del venerdì santo un lungo corteo parte dalla Chiesa di San Giovanni e visita tutte le chiese del nucleo storico, in una processione della durata di alcune ore. La preghiera è tradizionalmente accompagnata dalle marce della Banda Musicale di Cropani. In testa al corteo si pone lo stendardo, seguono poi due persone che portano la croce, una delle quali porta la croce sulle spalle e a piedi scalzi, sostenuta nel suo cammino dal cireneo. Segue poi l'imponente struttura settecentesca della Naca, portata a spalla. Infine, la statua di San Giovanni Evangelista.

Fonti

photocredit www.photopassion.it PhotoPassion Pixelia
Guida virtuale e post di Antonella Gentile
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Indirizzo

Olivadi
88060

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