24/10/2025
𝐈𝐥 𝐭𝐨𝐩𝐨 𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞: 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞𝐬 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐚 𝐎𝐥𝐥𝐨𝐥𝐚𝐢
C’è un piccolo topo vestito con gli abiti tradizionali di Ollolai che, con un flauto in mano, suona una melodia capace di far nascere costellazioni. È lui il protagonista del nuovo murales che anima il paese, un’opera firmata da #𝐅𝐮𝐨𝐜𝐨𝐅𝐚𝐭𝐮𝐨, in cui fiaba, tradizione e spiritualità si fondono in un’unica, intensa visione: quella di un’armonia profonda tra l’uomo, la natura e il cosmo.
FuocoFatuo, da sempre affascinato dagli animali antropomorfi, ha scelto di dare vita a una figura che potesse incarnare l’essenza di Ollolai e, allo stesso tempo, evocare la magia dell’universo.
«Volevo creare un personaggio in abiti tipici del costume di Ollolai», racconta. «Qualcosa che ispirasse meraviglia e che potesse esprimere il fascino del Planetario, ma anche la magia della natura e il legame tra gli esseri viventi e il cosmo».
Il topo, piccolo e discreto, è diventato il simbolo perfetto. «Per una questione di proporzioni era adatto a muoversi tra gli asfodeli — spiega FuocoFatuo — ma soprattutto, con il suo flauto, richiama la fiaba del pifferaio magico. In questo caso, però, è il topo stesso a suonare e a dare vita a una nuova costellazione di stelle che si sollevano dal cestino, salendo verso l’alto».
Dietro la tenerezza dell’immagine si cela un messaggio profondo: tutto è unità.
«Essere viventi, natura e universo sono intrecciati da un’unica trama invisibile», afferma l’artista. Un pensiero che affonda le sue radici nella filosofia e nella sensibilità sarda, dove la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile convivono in armonia.
Il legame con la tradizione locale è evidente anche nei dettagli: gli asfodeli, i fiori da cui si ricavano i cestini tipici di Ollolai, e il costume tradizionale, reinterpretato in chiave fiabesca. Un omaggio alla cultura del posto e, allo stesso tempo, un ponte tra generazioni: «Volevo che il murales potesse parlare tanto ai bambini quanto agli adulti, creando un’emozione condivisa», racconta FuocoFatuo.
Dal punto di vista tecnico, l’opera è stata realizzata con colori all’acqua per esterno, in una gamma cromatica notturna che sfuma dal bianco all’azzurro, dal blu al nero. «Il colore qui ha un ruolo simbolico: richiama la notte e l’osservazione delle stelle, il buio che rende possibile la luce».
E il pubblico? «La cosa più bella è stata vedere l’entusiasmo dei bambini — dice con un sorriso —. Le persone si sono fermate, mi hanno fatto domande, hanno voluto capire il significato dell’opera. È ciò che desidero di più: lasciare un dono di bellezza in chi si ferma a guardare».
Se dovesse riassumere il senso del suo murales in una sola frase, FuocoFatuo non ha dubbi:
«Abbiamo bisogno di tornare a guardare con occhi nuovi tutto ciò che ci circonda, di meravigliarci e di aprire il cuore alla bellezza di cui facciamo parte. L’Universo si rispecchia in noi, e noi in lui».