Federico Pensovecchio Guida Ambientale Escursionistica AIGAE - Wanderlust

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Federico Pensovecchio Guida  Ambientale Escursionistica AIGAE  - Wanderlust Sono Guida Escursionistica Ambientale , sarò felice di accompagnarvi ...

“Wanderlust" è una parola tedesca che significa è il desiderio di percorrere sentieri fisici e non fisici vagando qua e là trovando la propria dimensione interiore.

02/11/2022

Ciao, a tutti una domanda senza impegno e troppe pretese sei intenzionata/o ve**re l'escursione sabato? Se sei intenzionata/o dammi conferma con il pagamento e via Whats' App perché devo attivare l'Assicurazione, entro e non oltre 3 Novembre entro le ore 21 GRAZIE

Testo di Frederic Gros nel libro "Andare a Piedi - Filosofia del Camminare" Edizioni Garzanti , Maggio 2013"Camminare no...
19/02/2022

Testo di Frederic Gros nel libro "Andare a Piedi - Filosofia del Camminare" Edizioni Garzanti , Maggio 2013

"Camminare non è uno sport. Lo sport è una faccenda di tecniche e di regole, di risultati e di competizione, che richiede un lungo apprendistato : conoscere le posizioni, introiettare i gesti corretti. E poi vengono, molto dopo, l’improvvisazione e il talento. Lo sport è fatto di risultati: a che livello sei? Qual è il tuo tempo? E il punteggio? E sempre quella separazione fra vincitore e vinto, come in guerra… C’è, tra la guerra e lo sport, un’affinità da cui la guerra trae il suo onore e lo sport il suo disonore: il rispetto dell’avversario la prima; l’odio del nemico il secondo. Lo sport è anche, ovviamente, senso della resistenza, gusto dello sforzo, disciplina. Etica, impegno. Ma è altro ancora: attrezzature, riviste, spettacolo, commercio. E prestazione. Lo sport è pretesto per cerimonie mediatiche immense dove si accalcano i consumatori di marchi e d’immagini. Il denaro lo pervade per immiserire gli animi, e la medicina per costruire corpi artificiali. Camminare non è uno sport. Mettere un piede davanti all’altro è un gioco da bambini. Nessun risultato, nessun numero quando ci s’incontra: il camminatore dirà quale strada ha preso, quale sentiero offre il miglior panorama, quale vista si gode da quel certo promontorio.
Si è provato, è vero, a creare un nuovo mercato di accessori: calzature rivoluzionarie, calzini fantastici, zaini ipertecnici, pantaloni estremamente funzionali…
Si cerca sì, di insinuarvi uno spirito sportivo: non si cammina più, si fa trekking. Sono in vendita bastoncini affusolati che fanno somigliare chi cammina a un improbabile sciatore. Ma ci si ferma qui. Non si può andare oltre. Camminare: non si è trovato niente di meglio per andare più lentamente. Per camminare, occorrono anzitutto due gambe. Il resto è inutile. Volete andare più veloci? In tal caso non camminate, fate altro: guidate, sciate, volate. Non camminate. E poi, camminando, c’è solo un primato che conta: l’intensità del cielo, lo splendore dei paesaggi. Camminare non è uno sport. E’ pur vero che, una volta a piedi, l’uomo non sa star fermo. " Lungo il nostro camminare quotidianamente prendiamoci cura di chi abbiamo accanto avrai un bene prezioso da accudire, preservare, accogliere, proteggere perché è speciale...

Quando sentiamo la bellezza dei nostri pensieri, del nostro cuore, il sapere che abbiamo la capacità di guardare allora ...
26/11/2021

Quando sentiamo la bellezza dei nostri pensieri, del nostro cuore, il sapere che abbiamo la capacità di guardare allora siamo tutto questo: "Sento forte il desiderio di svelare la mia fragilità, di mostrarla a tutti coloro che mi incontrano, che mi vedono, come fosse la mia principale identificazione di uomo, di uomo in questo mondo. Un tempo mi insegnavano a nascondere le debolezze, a non far emergere i difetti, che avrebbero impedito di far risaltare i miei pregi e di farmi stimare. Adesso voglio parlare della mia fragilità, non mascherarla, convinto che sia una forza che aiuta a vivere.
«Fragilità» ha la stessa radice di frangere, che significa rompere.
La fragilità di un vetro pregiato di Murano o di un cristallo di Boemia: bello, elegante, ma basta poco perché si frantumi e si trasformi in frammenti inservibili. Conoscendone la natura, si deve stare attenti a come lo si usa, a come lo si conserva: occorre tenerlo lontano da luoghi in cui si compiono azioni d'impeto, perché altrimenti quel vetro pregiato si fa nulla, solo ricordo.
«Fragile» significa anche delicato, gracile.
Come un fiore: basta un colpo di vento e un petalo si stacca e perde il suo profumo, divelto dalla sua funzione, muore.
Il contrario di fragile è resistente, tetragono, indistruttibile.
Si pensa agli oggetti in acciaio, alle rocce di una montagna. All'uomo di roccia, non di vetro, all'uomo potente, non fragile: c'è e tra un attimo potrebbe svanire, pezzi di un'unità defunta, come non fosse mai stato.
Si sente dire che l'educazione deve edificare un bambino forte, un uomo di coraggio che affronta le lotte e le vince.
La timidezza, invece, va curata e prima ancora nascosta; la paura va dimenticata e sostituita con la potenza e per questo ci si allena a ba***re un nemico, prima immaginario e poi di carne; e l'abilità sta proprio nel romperlo e non nel ve**re rotti."Da VITTORINO ANDREOLI" L'uomo di vetro la forza della fragilità" -Rizzoli 2008

Comunicazione di servizio per l'escursione di giorno 14 Novembre 2021 Piano Sempria
06/11/2021

Comunicazione di servizio per l'escursione di giorno 14 Novembre 2021 Piano Sempria

Testo preso dalla rivista Trekking, elaborato e cambiato in qualche parte.., quello che fa la differenza è l'esperienza ...
28/10/2021

Testo preso dalla rivista Trekking, elaborato e cambiato in qualche parte.., quello che fa la differenza è l'esperienza sul campo, rimango a vostra disposizione per ogni forma di curiosità...

Il trekking è un’attività sportiva / ricreativa ad alto consumo energetico, ecco perché richiede il nostro organismo uno sforzo prolungato nel tempo una particolare attenzione. È molto importante, quando si decide di fare trekking o un hiking , seguire una alimentazione specifica prima, dopo e durante l’escursione, per non incorrere in problemi fisici e risultare troppo deboli per continuare l’attività. Inoltre è necessario trovare il giusto equilibrio tra l’apporto energetico, il peso, la sete e la digeribilità. Il primo dato da prendere in considerazione è che il dispendio calorico di una giornata di trekking o hiking è pressappoco il triplo rispetto a quello di una normale giornata lavorativa passata in ufficio o di fronte ad un PC, perciò sarà necessario fornire al nostro corpo, prima ancora di fare il primo passo, le riserve energetiche utili.
Visto che “siamo quello che mangiamo”, se davvero vogliamo essere dei buoni escursionisti, dovremmo dedicare parte del tempo per la pianificazione del trekking. anche alla selezionare delle scorte alimentari. Una corretta alimentazione è la base per mantenere il nostro fisico sano e dotato delle riserve energetiche necessarie per gli sforzi che si affronteranno.

Che tipi di alimenti sono necessari e in che misura?

Il nostro corpo ha bisogno di avere una riserva di energia pronta da utilizzare, per fare questo è necessario non far mancare alcuni elementi che possono essere trasformati in energia nel corso dell’attività. Tra le migliori fonti ci sono i carboidrati, come pane, pasta, patate e riso, che sono essenziali da assumere prima di mettersi in movimento così che l’organismo possa gradualmente trarre le risorse utili. I grassi; Il nostro organismo, in caso di necessità, può sempre fare affidamento su una corposa riserva di energia cui attingere quando rimane privo di carboidrati, si tratta dei grassi o lipidi (come olio, b***o, lardo ecc.) che nella dieta di un escursionista non devono superare il 20%, con preferenza per i grassi di origine vegetale. Le proteine (Carne, Pesce, Uova, Formaggi, Latte, Legumi), anche se meno importanti per la resa energetica, hanno il pregio di assicurare un fondamentale apporto di aminoacidi utili per la costruzione delle cellule e il loro ricambio. La percentuale di proteine mangiate da un’escursionista dovrebbe essere intorno al 30% del pasto giornaliero. Le vitamine. Abbiamo parlato dell’energia, ma per un corretto funzionamento del nostro organismo sono importanti anche le vitamine. Quelle del gruppo B per esempio combattono l’affaticamento, mentre la Vitamina E migliora l’utilizzo dell’ossigeno, la famosa Vitamina C aiuta le difese immunitarie dell’organismo. Durante un trekking plurigiornaliero può essere utile integrare la nostra dieta con un complesso multivitaminico, visto che non si può variare molto l’alimentazione:

Iniziamo dalla cena della sera prima:

Se il giorno successivo la sveglia suonerà presto per andare a camminare, la sera sarà importante avere un menù adeguato allo sforzo che andremo a compiere e, quindi, ricco di alimenti che ci permettano di mettere da parte le energie. Le porzioni possono anche raddoppiare rispetto al solito e, contrariamente a quanto normalmente si fa, non possono mancare i carboidrati che costituiranno una buona riserva energetica, anche verdura e frutta non devono mancare, per il loro apporto di zuccheri. Inoltre anche bere molti liquidi ci aiuta ad aumentare l’idratazione grazie anche al glicogeno, che aiuterà a trattenerli.
Una buona abitudine sarebbe eliminare il secondo per non caricare l’organismo di proteine che, per il tipo di attività che andremo a compiere, non sono così necessarie.

La colazione, ricca ed equilibrata:

Lo sappiamo bene, la prima colazione è uno dei pasti più importanti delle giornata, è lei che dovrà fornirci una buona percentuale delle scorte energetiche della giornata. Per questa ragione dovrà essere abbondante, non troppo a ridosso della partenza e costituita da elementi importanti.
Pane tostato o fette biscottate con miele o crema di nocciola o marmellata, sono perfette magari con un velo di b***o, cereali, biscotti secchi, crostata di frutta, un frutto maturo, prosciutto o speck sgrassato, bresaola, tazza di latte, tè o cioccolata.(latte, yogurt, spremute, acqua) e cereali in abbondanza e di tipologie diverse (biscotti, pane con miele o marmellata, müesli, frutta fresca o secca. In ogni caso è meglio prediligere zuccheri semplici e carboidrati facilmente assimilabili dall’organismo e che non appesantiscano troppo.

Durante l’escursione tutta:

Una delle cose più importanti e spesso sottovalutate è la necessità di integrare costantemente i liquidi, per evitare la perdita di sali minerali e il collasso di tutto l’organismo.
Durante le attività escursionistiche si ha una elevata sudorazione che fa perdere fino a 2 litri di liquidi all’ora e lo stesso aumento della frequenza respiratoria ne fa disperdere altri sotto forma di vapore acqueo. Per questo ogni mezz’ora è necessario bere dell’acqua, meglio se addizionata con dei sali minerali. Oltre l’essenziale idratazione, le attività di durata necessitano di rinforzi di energia, per questo è importante assumere ogni ora degli alimenti a rapida digeribilità, proviamo a consigliarne qualcuno:
• Frutta fresca (mela), meno adatti gli agrumi e la banana.
• Frutta disidratata (ananas, papaia), essiccata (albicocche, uva passa, uva sultanina, prugne) piccole quantità per un buon apporto calorico e salino.
• Barrette (dietetiche/energetiche) con müesli o frutta secca.
• Biscotti secchi (non cremosi).
• Cioccolata (anche con nocciole).

La pausa pranzo:

Nel corso dell’escursione è importante non appesantire lo stomaco soprattutto nei percorsi più impegnativi e faticosi. I carboidrati (che troviamo nella pasta o nel pane) sono un ottimo carburante per l’immediato utilizzo durante il trekking.
Nello zaino è meglio mettere quelli con indice glicemico medio, che evitano sbalzi nei livelli glicemici e provocano un graduale assorbimento di energia.
Il classico panino può andar bene ma deve rispettare le caratteristiche di digeribilità, quindi utilizzare sempre il pane ben lievitato accompagnato con prosciutto magro o bresaola (gli alimenti proteici in assoluto più digeribili) e poco formaggio “grana”.

La sera: recuperiamo le energie:

Dopo una giornata di cammino e di intenso sforzo fisico, sarà importante recuperare le energie e i sali minerali perduti durante l’escursione.
Gli insaccati o le carni non sono l’ideale, per non aumentare il carico di acido urico, prodotto durante l’attività fisica. Sicuramente preferibili sono minestre in brodo ricche di sali, con pasta o riso, oppure un alimento molto importante come i legumi, in grado di darci un buon apporto di proteine. Un’ottima soluzione resta il connubio tra ceci, fagioli, piselli con pasta o riso. Un buon bicchiere di vino rosso, oltre ad allietare il pasto, può accompagnare formaggi magri e, grazie ai flavonoidi, garantisce un’azione antiossidante sull’intero organismo.
Inoltre per riequilibrare il metabolismo si possono usare anche acque sodio-bicarbonate per tamponare l’acidosi; succhi di frutta per recuperare il livello di potassio ed eliminare le tossine.

Per reintegrare invece le vitamine si può bere del latte e mangiare verdura e frutta. Per ricostruire le riserve di glicogeno si possono mangiare pane, patate, riso, polenta, biscotti, crostate.

Consigli sui liquidi:

- Quelli buoni: Acqua non gasata, succhi di frutta, spremute di arance, tè zuccherato, latte, cioccolata

- Quelli cattivi: Caffè che può avere effetto diuretico e quindi aumentare la perdita di sali, alcolici che rallentano i riflessi e possono alterare la termoregolazione

22/10/2021
Vi propongo una miniserie di 10 puntate da 30 minuti l'una si chiama: "Boez andiamo via" , potete tranquillamente rivede...
09/10/2021

Vi propongo una miniserie di 10 puntate da 30 minuti l'una si chiama: "Boez andiamo via" , potete tranquillamente rivederla su Rai Play , la bellezza esiste ancora, dobbiamo solo prenderla in mano e camminare con le nostre gambe...
Qui vi ho inserito una breve sinossi...

l programma racconta la storia di sei ragazzi dal passato drammatico che, usciti dal carcere o da una comunità, iniziano un percorso a piedi che li porterà da Roma a Santa Maria di Leuca in Puglia, assistiti da una guida escursionistica e da un'educatrice.
Attraverso cinquanta tappe per oltre 900 km lungo la Via Francigena del Sud, i ragazzi avranno l'occasione di mettersi alla prova sia fisicamente che emotivamente, sperimentando una forma di recupero alternativa già praticata in altri Paesi europei che abbatte le percentuali di recidiva

"Sei un amante del trekking o preferisci l’hiking? La risposta è semplice, se conosci già che differenza c’è tra queste ...
05/10/2021

"Sei un amante del trekking o preferisci l’hiking? La risposta è semplice, se conosci già che differenza c’è tra queste due attività. In italiano tendiamo ad utilizzare i termini “hiking” e “trekking” in modo interscambiabile, ma sai che in realtà non sono sinonimi?
Se hai in programma una camminata en plain air nella natura, fra prati, boschi e sentieri di montagna della durata massima di una giornata allora stai per intraprendere un hiking. Dall’inglese “to hike” – camminare. È un’esperienza molto simile all’escursionismo ma in questo caso, oltre al ridotto arco temporale, l’attenzione, più che sulla componente paesaggistica, va posta sul gesto tecnico-sportivo della camminata stessa.
Se invece sei un vero camminatore e stai pensando ad una gita di più giorni fatta di soste e pernottamenti in rifugi, bivacchi o tende attraverso sentieri, selle e canaloni montani quello che stai cercando è il trekking. Dall’inglese “to trek” ovvero fare un lungo viaggio. Con questo termine si fa riferimento ad itinerari che si articolano su più giornate e che rappresentano l’opzione ideale per riappropriarsi dei ritmi lenti che solo la camminata sa dare. Curioso è il fatto che gli anglofoni, per indicare questo tipo di attività, preferiscono utilizzare il termine “backpacking”, proprio per porre maggiore enfasi sulla lentezza che caratterizza il viaggio compiuto zaino in spalla". Tratto: https://www.visittrentino.info/it/articoli/outdoor-estate/differenza-hiking-e-trekking

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