09/07/2026
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C'è la firma di uno studente in fondo a uno studio che potrebbe cambiare le cure contro uno dei tumori più aggressivi che esistano. Si chiama Emmanuel Pio Pastore, è calabrese, e non ha ancora la laurea in tasca.
Pastore studia Biologia all'Università della Calabria e ha firmato, da primo autore, una ricerca sul glioblastoma pubblicata su Computers in Biology and Medicine, una delle riviste internazionali più autorevoli della medicina computazionale. Al suo fianco il professore di Genetica Francesco De Rango.
Il lavoro ha individuato una popolazione rara di cellule tumorali, circa il 5-6% della massa, che sfugge alle terapie e fa tornare la malattia. "Alcune cellule sembrano soccombere alle cure, ma in realtà sopravvivono in silenzio", spiega Pastore. Con un modello di intelligenza artificiale costruito su 40 geni, il team è riuscito ad assegnare a ogni cellula la probabilità di appartenere al gruppo più resistente. Un modo per aiutare i medici a colpire meglio, in futuro, proprio quelle cellule.
Sull'intelligenza artificiale il ragazzo ha le idee chiare: "L'IA non è un fine, ma uno strumento. Un algoritmo può stimare un rischio, ma la decisione resta sempre nelle mani del clinico".
A dirsi orgoglioso è lo stesso De Rango: pubblicare su una rivista di quel livello prima ancora della laurea "è un traguardo raro". Oggi Pastore è in tirocinio alla Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova.
Un ragazzo calabrese che non aspetta il pezzo di carta per mettersi contro il cancro. E che parte da qui.
Fonte: Il Dispaccio