04/10/2026
La Fontana del Trianon di Parma (o Trianone, per dirla "alla parmigiana") si ispira all'omonima fontana collocata nel parco della Reggia di Versailles.
Voluta dalla coppia ducale formata da Francesco Farnese e Dorotea Sofia di Neoburgo, legata da vincoli dinastici al Re Sole di Francia, la fontana fu re-interpretata nel 1712 in chiave parmigiana da Giuliano Mozzani, scultore carrarese e artista di corte.
Il Mozzani impersonificò la forza e l'impeto del fiume Taro nella grande statua maschile posta sulla sommità della struttura, affiancandola alla grazia e alla dolcezza della personificazione del torrente Parma. Oltre a essere un omaggio ai due più importanti corsi d'acqua del parmense, le due statue alludono allegoricamente alla coppia ducale.
Rispetto al modello francese, la versione parmigiana non presenta gli stessi rilievi in piombo, ma era corredata in origine da un più ricco apparato statuario: quattro naiadi, le quattro stagioni e le allegorie della Pittura e della Scultura, in seguito disperse sul mercato antiquario.
Prima del suo definitivo trasferimento al Parco Ducale nel 1920, la fontana subì nel 1882 gravi danneggiamenti a Colorno a opera dei pazienti dell'ospedale psichiatrico che vi aveva sede. Nel 1889 venne quindi recuperata e riassemblata davanti alla Pilotta.
Grazie all'intervento di Guido Carmignani, si giunse infine all'attuale e scenografica collocazione sull'isolotto del peschiera. Al bianco marmo apuano si alternano preziose lastre di "marmo verde" (in realtà una breccia ofiolitica), estratte dalle montagne del Piacentino, nella zona di Faraneto.