18/12/2023
Passignano-NordKapp 2020
Riprendiamo la strada con la solita andatura turistica, fortunatamente Tommy mi avverte in tempo dei tantissimi autovelox che funzionano come i nostri tutor in autostrada calcolando la media del tratto percorso. La differenza è che qui a volte il limite può essere anche solo 50 km/h e la polizia è inflessibile. Dopo una cinquantina di km un piccolo inconveniente turba la mia serenità. Avverto infatti un rumore sinistro proveniente dall’avantreno della Suzukina. Una specie di fischio che a momenti scompare, poi sparisce del tutto ma dopo qualche minuto si ripresenta di nuovo. Rallento per entrare in una delle tante aree di sosta attrezzate. Percorro l’anello un paio di volte e nuovamente il rumore sparisce. Provo a ripartire, magari é solo un’impressione, forse mi sono preoccupato per niente. Percorriamo un’altra trentina di km e, in un tratto a quattro corsie, compare di nuovo il maledetto fischio, e in più sento uno strano odore! Esco subito dalla E6 per fermarmi in un’area di servizio e prendere una decisione sul da farsi. È probabile che il problema sia solo la corda del contachilometri che fa attrito sulla guaina per mancanza di lubrificazione, una delle poche cose che stupidamente non ho controllato prima di partire. Mi fermo nel grande piazzale vicino a dei tavoli destinati al picnic così posso appoggiare un po’ di roba. Appena sceso dalla moto tuttavia mi si affianca un furgone Renault Traffic nero con al volante un brutto ceffo. Apre lo sportello, scende e mi viene incontro con passo veloce. Ma cosa gli avrò fatto adesso a quest’energumeno biondo che sembra un marinaio sceso da una baleniera? Eppure ultimamente non mi sembra di aver mandato qualcuno a quel paese. Magari utilizzando il dito medio come si usa alle nostre latitudini. Ben presto comprendo però che l’omone non è minimamente interessato al sottoscritto, bensì alla Suzukina. Le gira intorno un paio di volte, la scruta, sembra in estasi, guarda il motore attentamente e addirittura si inginocchia per studiarla più da vicino. Beh, che c’è, penso, non hai mai visto una motocicletta? Dopo un po’ si volta e mi stampa un grande sorriso. Per educazione lo saluto, sto capellone pieno di tatuaggi alla fine non è poi così antipatico. Mi tempesta di domande, da dove vengo, come ho fatto ad arrivare fin li, dove sto andando. Gli racconto che vengo dall’Italia e della volontà di arrivare a Nordkapp, e a quel punto, immediatamente, capisco che per lui mi sono trasformato in una divinità da venerare, quasi fossi il grande Odino. Strabuzza gli occhi per l’ammirazione, é estasiato e giù riparte con un’altra sfilza di domande: ma quanto olio consuma, che gomme hai montato, perché non cambi lo scarico; allora capisco che ho davanti un grande estimatore della Suzuki Dr 600. Oramai non si tiene più, io ho da sistemare il contachilometri, ma sto fermo, non gli dico niente, non sia mai che decida di rimanere lì ad aiutarmi con quelle mani da scaricatore di porto. Dopo un pò, sommessamente, mi confessa che anche lui ha un Suzuki DR, ma non bello come la Suzukina e che trafila olio dappertutto, per di più lo consuma come uno scozzese il wisky. Mimando mi fa capire anche che vibra come un compattatore per asfalto. Poi se ne esce: would you like to see it? Ti piacerebbe vederla? Oddio, e adesso questo che vuole, dove mi porta? Sta a vedere che mi chiede di seguirlo nella foresta norvegese, poi mi fa fuori, mi getta in in un dirupo, e scappa in sella alla Suzukina; sarà mica un serial killer? Probabilmente capisce che sono un po’ imbarazzato e prima che riesca a gemere un timido “no grazie”, prende la maniglia dello sportello laterale del Traffic e voilà, compare la sorella br**ta della Suzukina, tutta nera, legata come un salame, immersa in un mare di cianfrusaglie e almeno una decina di canne da pesca! Scambiamo quattro chiacchiere e mi racconta che lui con la sua DR ci fa fuoristrada in Norvegia. Mi garantisce che é pieno di posti incredibili con fiumi pieni di salmoni. Mi dispiace quest’anno me ne vado a Capo Nord, sarà per la prossima volta. Prima di partire mi avverte però che secondo le previsioni il tempo dovrebbe cambiare in peggio. Ovviamente mi sono guardato bene di mettermi a trafficare sul contachilometri, per ora riparto, poi si vedrà. Riprendo la quattro corsie verso Nord ma dopo un paio di km il rumore ricompare e si fa più forte, per di più inizio ad avvertire un forte odore di plastica bruciata. Sosta di emergenza nella prima piazzola, tiro fuori da una delle borse laterali l’officina mobile e rapidamente smonto mascherina porta faro e gruppo strumenti. La guaina è rovente, ma una spruzzatina di WD40 sistemerà il tutto in un quarto d’ora di lavoro.