05/09/2026
Questa che vi raccontiamo oggi è una storia diversa dal solito. C’era una volta, nelle valli interne dell’Abruzzo, una straordinaria capacità di creare: trasformare la materia prima, disegnare, scolpire, intrecciare, forgiare. L’Abruzzo è a pieno titolo un’enciclopedia a cielo aperto di saperi e tradizioni: tessuti, maioliche, pietra, lavorazioni in oro e argento, ceramiche, legno e mille altre forme di arte e artigianato che raccontano l’anima autentica di questa terra. Poi è successo qualcosa. Nel turismo le immagini hanno iniziato ad assomigliarsi tutte. I furgoni sono diventati uguali, decorati con adesivi ordinati online, spesso generati dall’intelligenza artificiale. Tutto bello, tutto perfetto. Ma dov’è finita l’unicità dei luoghi? Non siamo forse quelli che raccontano la genialità dei territori, le loro differenze, le loro identità?
Questa domanda ci ha fatto riflettere. E guardate un po’ cosa abbiamo combinato. Perché noi siamo un po’ matti, è vero, ma c’è sempre qualcuno disposto a seguirci nelle nostre follie. Abbiamo chiesto a Claudia di realizzare a mano un’opera originale in acrilico: un disegno che racconta le due anime dell’Abruzzo, la montagna e il mare, unite in un unico viaggio.
L’opera è stata dipinta all’interno dei parasole del nostro mitico Volkswagen, proprio il mezzo che ogni giorno attraversa questa regione, passando dalle cime ai trabocchi, fermandosi nei piccoli borghi, nelle riserve naturali e nei luoghi meno conosciuti per incontrare, capire e raccontare l’identità locale.
Non è una semplice decorazione. È un progetto unico. Un’opera d’arte in movimento.
Un motivo in più per sentirsi parte di un territorio e per viverlo davvero, con occhi curiosi e passo lento.
A un certo punto ci siamo detti: dobbiamo fare qualcosa che nessuno ha mai fatto. Ed ecco una piccola anteprima. Il futuro non nasce dall’omologazione, ma dall’orgoglio di essere diversi. E l’Abruzzo, da questo punto di vista, ha ancora moltissimo da insegnare.
Grazie, Claudia, per aver accettato di seguirci in questa f***e impresa e per aver trasformato un’idea in qualcosa che parla di Abruzzo, di persone e di appartenenza.