15/05/2021
CARTOLINA dall'India...
Viaggiare in India e non entrare nei templi è come girare l’Italia senza visitarne le chiese: si perde un enorme patrimonio artistico e la possibilità di conoscerne la cultura più profonda. Il tempio può lasciarci disorientati perché tutto è intenso e ben poco familiare: aria densa di odori forti, brulichio disordinato dei devoti intenti ad attività misteriose, sguardi autorevoli dei brahmani, i sacerdoti. E una grande confusione acustica: non si va al tempio per pregare in silenzio, ma per visitare il dio che ci abita e sentire la sua presenza.
Ma forse non tutti sanno che...
* Gli usi e i costumi cambiano da regione a regione, con differenze considerevoli dal nord al sud del Paese;
L’abbigliamento deve essere decoroso: niente spalle scoperte, minigonne o pantaloncini per le donne, mentre nel sud per gli uomini è obbligatorio entrare a petto n**o; non è richiesto coprirsi la testa, anzi nel sud è necessario il contrario. Nel nord si entra più vestiti e si può arrivare più vicino all’icona sacra, spesso la preghiera implica il toccare la statua fisicamente. Nel sud la testa e, per gli uomini, il petto sono scoperti per permettere all’energia divina di entrare nel corpo, ma è vietato toccare le icone;
* Si entra scalzi. Quasi sempre è possibile tenere i calzini. Togliersi le scarpe è un segno di rispetto. Implica lasciare fuori il mondo mondano, con le sue impurità e imperfezioni;
* Scattare foto all’interno del sancta sanctorum è quasi sempre proibito;
* In numerosi templi del sud ad accogliervi nella prima sala del tempio c'è un’elefantessa che per qualche rupia vi benedice ponendo delicatamente la sua proboscide sulla vostra testa;
* Prima di entrare nel cuore del tempio si gira in senso orario attorno alla cella; si crede che maggiore sia il numero dei giri (sempre dispari), maggiore l’ardore religioso e l’attenzione che dio vi presta. Camminare è segno di umiltà ed al tempo stesso si lascia più tempo all’energia divina di purificare il corpo;
* Se decidete di proseguire fino alla cella sacra i sacerdoti forse vi chiederanno un’offerta libera. Non sentitevi obbligati a dare più di quanto ritenete opportuno, potete osservare gli indiani per decidere quanto. Ogni hindu riceve anche il prasada, un’offerta sacra costituita da polvere rossa, petali di fiori, del cibo e dell’acqua con basilico indiano, varia a seconda dei templi. Sarà offerto anche a voi. Nessuno vi vieta di prenderlo, ma non buttatelo a terra immediatamente dopo. E’ molto sacro per i fedeli e manchereste di rispetto, meglio non accettarlo affatto.
Manchiamo solo noi...e presto riempiremo quel vuoto!