23/08/2022
Dopo 4 anni riaprono finalmente al pubblico le Grotte del Cavallone.
Situate tra i comuni di Lama dei Peligni e Taranta Peligna, sono accessibili a tutti attraverso una ripida e panoramica salita attraverso la cestovia realizzata nel 1978 e recentemente restaurata.
Partendo da quota 760 mt si arriva a quota 1388 mt slm, alla base delle grotte, a cui di accede attraverso una scalinata scolpita nella roccia di circa 180 gradini.
Le Grotte del Cavallone sono le Grotte turistiche più alte d'Europa e sono state esplorate a partire dal 1666, come testimonia la data incisa in un masso sito nell'atrio dell'ingresso.
Tuttavia come anno della prima vera e propria esplorazione della grotta si considera il successivo 1704, ad opera di Donato Antonio Franceschelli e Jacinto de' Simonibus.
La grotta è nota anche come la Grotta de La Figlia di Iorio, tragedia pastorale dannunziana ambientata in Abruzzo, del 1903.
Nel giorno di San Giovanni, la famiglia di Lazaro di Roio sta preparando le nozze del figlio Aligi, pastore. Durante i superstiziosi e rituali preparativi, irrompe Mila, la figlia di Jorio, che cerca rifugio per scampare alle molestie da parte di un gruppo di ubriachi. Mila, sospettata dalla comunità di stregoneria, viene respinta dalla famiglia di Aligi. Aligi, però, la difende e con lei fugge in montagna ed insieme si rifugiano in una grotta.
Francesco Paolo Michetti, incaricato della sceneggiatura della tragedia pastorale visitò più volte la Grotta del Cavallone ed ambiento' le scene della tragedia all’interno del grande antro d’ingresso della Grotta del Cavallone, poi rinominato per questa ragione Sala di Aligi.
D’Annunzio non visitò mai le Grotte del Cavallone ma grazie al lavoro del Michetti ed al successo della tragedia, queste rappresentano uno dei luoghi dannunziani per eccellenza.