La Valle Cervo, stretta striscia di terra tra la Valle del Lys e la Valsesia, anticamente era conosciuta come Valle d'Andorno, dal nome della comunità di fondovalle che la comprendeva. In questa zona di confine e di transito tra Italia e Francia, infatti, fin dal X secolo si alternarono popoli di razza mediterranea, provenienti dalle pianure, e stirpi celtiche che filtravano dalle montagne. Ancora
oggi nei toponimi e nel dialetto è possibile riscontrare molte parole di derivazioni diverse che hanno analogie con etimologie francesi e tedesche, nonché romane per la continua presenza degli eserciti di Roma nella zona. In quest'area ricca di boschi di faggio e di castagno, ma anche caratterizzata dalla massiccia presenza della pietra, non fu semplice per l'uomo trovare un equilibrio con l'ambiente naturale. L'ecosistema montano è precario, può essere generoso di frutti, di materiali ed energie, ma allo stesso tempo, un cambiamento del tempo o una avversità improvvisa, possono rendere difficoltosa la sopravvivenza di una comunità. L'unica difesa per l'uomo è quella di economizzare le risorse e pianificare un adeguato "modus vivendi" che consenta a tutti di soddisfare i proprî bisogni. Da sempre il sistema organizzativo in grado di controllare e vincere l'instabilità della montagna è stato il villaggio; la condivisione a livello comunitario degli sforzi e delle esperienze secolari, che comporta una rigida regolamentazione del suolo e delle risorse, unita al rispetto per l'equilibrio del territorio, ha portato a un saldo rapporto tra ambiente naturale e antropizzato.