01/05/2026
La regione più vuota d'Italia muoveva 5,5 milioni di pecore l'anno.
E non era un caso. Era un sistema.
Il Molise — oggi 290.000 abitanti, fanalino di coda demografico italiano — nel Seicento era il cuore pulsante dell'economia del Regno di Napoli. Un posto che la maggior parte degli italiani fatica a mettere sulla cartina era, tre secoli fa, attraversato ogni anno da un fiume di animali senza equivalenti nell'Europa pre-industriale.
I tratturi erano le infrastrutture di quel sistema. Strade erbose, larghe e codificate, percorse dai greggi in transumanza dall'Abruzzo e dal Molise fino alle pianure pugliesi — 200 e più chilometri di migrazione stagionale, ogni autunno, ogni primavera, da secoli.
Le origini sono sannitiche, tra il VI e il IV secolo avanti Cristo. Ma è sotto gli Aragonesi nel XV secolo che il sistema diventa una macchina statale: nasce la Regia Dogana della Mena delle Pecore di Foggia, l'ente che regola tutto — dazi, rotte, diritti di pascolo. Uno Stato dentro lo Stato, costruito intorno a un animale.
Aspetta. Perché il Seicento è quando i numeri diventano assurdi.
5,5 milioni di capi in transito ogni anno. Non in un decennio — ogni anno. Accompagnati da 30.000 pastori. Ogni gregge poteva contare fino a 20.000 animali e richiedeva 200 persone solo per essere tenuto insieme. Duecento persone per un gregge solo.
E poi c'è il dettaglio che cambia la prospettiva: quel volume di animali superava quello che oggi muove l'intera Nuova Zelanda meridionale — uno dei maggiori produttori di ovini del pianeta. L'Italia del Seicento, su una rete di tratturi lunga circa 3.000 chilometri, faceva numeri da superpotenza zootecnica globale.
La lana era il prodotto principale — e il denaro era enorme. Le comunità lungo i tratturi ci costruirono sopra interi insediamenti: circa 70 comuni molisani, tra cui Campobasso e Isernia, sorsero lungo quelle rotte. Il paesaggio del Molise che vedi oggi è letteralmente la traccia fisica di quei milioni di zampe.
Il declino arrivò con le ferrovie e poi con la riforma agraria degli anni Cinquanta. I tratturi restano — oggi sono Parco Regionale dal 1997 — ma la transumanza a quei volumi non esiste più da secoli.
Il Molise non esiste, dicono.
Nel Seicento, era l'autostrada dell'Europa.
In breve:
Nel XVII secolo 5,5 milioni di pecore attraversavano il Molise ogni anno, accompagnate da 30.000 pastori
Il sistema era regolato dalla Regia Dogana della Mena delle Pecore di Foggia, fondata nel 1447
Quella rete di tratturi — 3.000 km, ancora visibile — ha letteralmente costruito il paesaggio e i comuni del Molise moderno