02/04/2026
Le tradizioni della Settimana Santa a Polistena rappresentano uno dei momenti più intensi e suggestivi della pietà popolare calabrese. È un mosaico di fede, musica e partecipazione corale che trasforma il borgo in un palcoscenico sacro.
Ecco un approfondimento sui riti che hai menzionato, tra memoria storica e devozione attuale:
# # L'Alba dell'Addolorata
Il Venerdì Santo a Polistena inizia nel silenzio irreale dell'alba. La processione dell'Addolorata (che muove solitamente dalla chiesa del Rosario) è un momento di profonda commozione. La statua della Vergine, avvolta nel suo manto nero, attraversa le strade alla ricerca del Figlio, accompagnata da una folla densa e silenziosa che riflette il dolore universale della perdita.
# # L'Agonia di Michele Valensise
Un elemento che eleva Polistena rispetto a molte altre realtà è il suo patrimonio musicale. Le "Sette Parole di Nostro Signore Gesù Cristo sulla Croce", composte dal maestro polistenese Michele Valensise (1822-1890), sono il cuore pulsante del Venerdì Santo.
L'opera: Si tratta di un oratorio sacro di straordinaria bellezza tecnica ed emotiva.
L'esecuzione: Tradizionalmente eseguita durante le ore dell'Agonia, la musica traduce in note lo strazio e la divinità delle ultime parole di Cristo, creando un'atmosfera di raccoglimento che coinvolge l'intera cittadinanza.
# # I Riti Antichi: La Schiovata e la Pietà
Hai citato giustamente riti che oggi sono meno comuni o trasformati, ma che restano impressi nella memoria storica:
La Schiovata: Era la rappresentazione drammatica della deposizione di Gesù dalla Croce. I "sacerdoti o fedeli" schiodavano materialmente il simulacro del Cristo per deporlo nel cataletto.
La Pietà: Un momento di sosta e venerazione in cui la comunità si stringeva attorno alla Madonna che accoglie il corpo esanime del Figlio, un passaggio di transizione verso la sepoltura.
# # La Processione dei Misteri
Il culmine del Venerdì Santo è la monumentale Processione dei Misteri.
@ Carmelo Puleio