29/08/2026
Il Palio Marinaro di San Giovanni Battista entra nel suo momento più atteso. Oggi, sabato 29 agosto Porto Recanati tornerà a immergersi nella propria storia con il Corteo storico, la Santa Messa in onore del Patrono e i riti che precedono la “Curza”, la gara che domani, domenica 30 agosto, assegnerà il Drappo del Palio 2026.
Il Palio Marinaro di Porto Recanati non è soltanto una manifestazione. È il racconto vivo di una comunità, delle sue radici, del suo rapporto indissolubile con il mare e della storia di uomini e donne che, attraverso il lavoro, il sacrificio e la tenacia, hanno costruito l'identità della nostra città.
È con questo spirito che l'Amministrazione Comunale ha fortemente voluto la manifestazione, riconoscendole un valore che va ben oltre l'aspetto rievocativo e spettacolare. Il Palio rappresenta infatti un'occasione preziosa per riscoprire e trasmettere alle nuove generazioni una parte fondamentale della storia di Porto Recanati: quella di una comunità marinara che ha fatto del mare una risorsa, un luogo di lavoro, ma anche una sfida quotidiana.
In prima linea nell'organizzazione e nella realizzazione dell'evento sono stati il Sindaco Andrea Michelini e il Consigliere Comunale Marino Ferraccioni, impegnati affinché ogni elemento della manifestazione potesse restituire alla città l'autenticità, l'atmosfera e il senso di appartenenza che ne costituiscono l'essenza.
Il Palio diventa così un viaggio nel tempo, fino alla Porto Recanati del 1893, anno dell'autonomia comunale, quando la nostra città iniziava a definire pienamente il proprio percorso storico e amministrativo. Un passato che, attraverso i costumi, i mestieri, le imbarcazioni, i personaggi e le scene della vita quotidiana, torna a vivere nelle strade e sul mare.
Protagonisti assoluti sono i sette Quartieri, con i loro presidenti, i componenti e, soprattutto, le Ciurme, cuore pulsante della competizione. A tutti loro va un ringraziamento sincero per l'impegno, la passione, il tempo e le energie dedicati alla manifestazione. Dietro ogni “equipaggio”, dietro ogni corsa, dietro ogni momento del Palio ci sono persone che hanno scelto di mettersi a disposizione della propria comunità.
SABATO 29 AGOSTO, IL CORTEO STORICO E I RITI DEL PALIO
Il Corteo farà il suo ingresso all’Arena Beniamino Gigli, offrendo una fotografia animata della Porto Recanati dei primi decenni del Novecento attraverso i mestieri, le classi sociali, le tradizioni e lo sport.
Ad aprirlo sarà simbolicamente la sciabbega, la grande rete da pesca condotta dagli sciabbegotti e seguita dalle purtannare, richiamo a un’epoca in cui la pesca, e in particolare la sciabica, rappresentava una delle principali fonti di sostentamento della comunità. Accanto alle figure legate al mare sfileranno quelle del popolo, della scuola e della borghesia.
Quest’anno particolare spazio sarà dedicato anche allo sport portorecanatese. Tornerà il gruppo dei tennisti, a ricordo di una disciplina che agli inizi del Novecento era praticata soprattutto dalle classi più agiate e che a Porto Recanati trovò spazio prima all’interno dell’Arena e, dal secondo dopoguerra, all’esterno del Castello Svevo. Parteciperanno Giuseppe Agostinacchio, Cristina Canalini, Maurizio Foresi Alessia Mancinelli.
Una delle novità sarà il gruppo dedicato alla storia del calcio portorecanatese, con protagonisti ed eredi di uomini che hanno portato il nome della città da da me da me sui campi nazionali e internazionali. I figuranti indosseranno la riproduzione della divisa storica del 1929, con l’immagine della squadra dell’epoca.
Sfileranno Angelo Panetti, figlio di Luciano Panetti; Claudio Di Giacomo, figlio di Beniamino Di Giacomo; Mirko Riccetti, figlio di Marcello; Massimo Palanca, “O Rey” di Catanzaro; Gianni Palanca; Damiano Morra, recordman di presenze nel Catania con 320 partite tra Serie A, B e C, anche in rappresentanza del fratello Michele; Mario Pandolfi, capitano della giovanile della Juventus vincitrice del Torneo di Viareggio con Causio, Bettega, Viganò e Furino; Luigi Pepa, anche in rappresentanza della mitica Adriatica che il 2 giugno 1964 conquistò il titolo di Campione d’Italia CSI; Marco Monaldi, arbitro professionista e nipote di Vincenzo; Alessandro Sbaffo, arrivato fino alla Serie A sulle orme del nonno Fabio Ballarini.
Con loro Nazareno Piattella, Carlo e Maurizio Ballarini, Massimo Volpini, David Staffolani, Enrico Attili, nipote di Stelvio, Giovanni Matassini, nipote di Alighiero, Mario Giorgetti, per Giacomo e Luigi Piangerelli, e ancora Anito Grilli, Danilo Tacchi, Giovanni Nalmodi e Franco Storani. A guidare simbolicamente il gruppo sarà Emilio Monaldi, altra bandiera del calcio portorecanatese, che ha militato con Inter, Mantova, Como, Avellino, Matera e Lecce.
Ci sarà anche il ciclismo, altra grande passione popolare del Novecento, capace di dividere per ore bar, cantine e dopolavoro tra sostenitori di Costante Girardengo e Gaetano Belloni, di Alfredo Binda e, soprattutto, di Gino Bartali e Fausto Coppi, quando la rivalità sportiva arrivava a intrecciarsi anche con quella politica.
Il momento centrale della giornata di sabato sarà la Santa Messa in onore di San Giovanni Battista, presieduta dal vescovo Nazareno Marconi, alla presenza del sindaco Andrea Michelini, del parroco don Luca Beccacece, delle autorità, delle Ciurme e dei figuranti.
Durante la cerimonia il Paró del quartiere Centro, vincitore nel 2025, riconsegnerà il Drappo del Palio al sindaco Andrea Michelini. Il Drappo sarà benedetto dal vescovo Nazareno Marconi e successivamente affidato dal sindaco a don Luca Beccacece, che lo custodirà in chiesa fino alla gara del giorno successivo.
Seguirà il Giuramento delle Ciurme, aperto dal Paró del Centro e da uno sciabbegottu della squadra vincitrice dello scorso anno, prima che il sindaco pronunci la formula ufficiale:
«In nome e per conto della comunità di Porto Recanati, dichiaro aperto il Palio Marinaro di San Giovanni Battista 2026. Lunga e prospera vita alla Città».
Da quel momento il Palio sarà ufficialmente aperto.
DOMENICA 30 AGOSTO, È IL GIORNO DELLA “CURZA”
Domenica 30 agosto, domani, sarà il momento della “Curza”, quando i quartieri si contenderanno il Drappo attraverso una gara che riproduce gesti, strumenti e fatiche dell’antico lavoro degli sciabbegotti. Una prova nella quale forza e velocità non bastano: servono tecnica, coordinazione e spirito di squadra.
La gara prenderà il via direttamente dalla spiaggia con l’argano e la lancetta. La Ciurma dovrà spostare la barca per circa 15 metri utilizzando un argano di legno e quattro palanche: due componenti gireranno l’argano, mentre gli altri potranno spingere la lancetta e spostare in avanti le palanche. A bordo saranno già presenti due coffe con 30 chilogrammi complessivi di pesce.
Terminato lo spostamento, il Paró e uno sciabbegottu faranno scendere le due coffe, di circa 15 chilogrammi ciascuna, collegandole a un’asta di legno.
Partirà quindi la prima coppia di sciabbegotti, chiamata a percorrere circa 200 metri trasportando asta e coffe. Al termine della frazione avverrà il cambio, all’interno di una zona delimitata: la seconda coppia subentrerà e affronterà altri 200 metri.
Conclusa anche questa frazione, sarà la volta delle purtannare. Le due coffe passeranno alla coppia femminile della Ciurma, che percorrerà l’ultimo tratto utilizzando il tradizionale cariolo.
Il cronometro si fermerà soltanto quando l’intero cariolo ed entrambe le purtannare avranno oltrepassato completamente la linea d’arrivo.
Il Palio, tuttavia, non terminerà al traguardo. Le coffe saranno prese dal Paró e portate in pescheria per la pesatura del pesce rimasto. Nel Palio, infatti, non conta soltanto essere veloci, ma anche quanto pesce la Ciurma riesce a portare fino alla fine.
È questo il senso della “Curza”, che attraverso gli antichi “arnesi del mestiere” riporta in vita il lavoro sul mare degli sciabbegotti: ogni gesto, ogni cambio e ogni componente della Ciurma può fare la differenza. Si corre insieme e si vince insieme, per il proprio quartiere e per una tradizione che continua a raccontare le radici marinare della città.