03/03/2026
Le mura medievali di Prato erano lì, sotto tutto quel cemento.
Sepolte da decenni da un blocco grigio, massiccio, ospedaliero: il complesso Misericordia e Dolce, costruito a ridosso delle antiche mura nel pieno del Novecento e poi dismesso, lasciato lì a occupare spazio nel cuore del centro storico.
Nessuno lo vedeva più come un problema. Era diventato paesaggio.
Nel 2020 qualcuno ha deciso che bastava.
Il 25 agosto 2020 inizia la demolizione. Non è una cosa semplice: ci vuole una maxipinza idraulica alta 43 metri per attaccare il monoblocco principale, quello delle degenze, del corpo centrale, del pronto soccorso. In cantiere lavorano 12 ruspe e 30 operai, divisi in squadre separate con compiti precisi. Demolizione meccanica, rimozione amianto, strip-out di serramenti, tubazioni, apparecchi.
I numeri finali sono quelli che fanno capire di cosa stiamo parlando: 170.000 metri cubi di cemento armato rimossi e 3 chilometri lineari di amianto estratti e smaltiti.
Tre chilometri di amianto. In un ospedale nel centro di una città.
Spoiler: non finisce lì.
Durante i lavori, scavando nelle fondamenta, emerge serpentino, un materiale contenente amianto che nessuno si aspettava di trovare. Terra contaminata, sotto il già contaminato. Questo rallenta tutto, impone una bonifica aggiuntiva, riscrive i tempi del progetto successivo.
I lavori di demolizione si concludono a maggio 2021, circa 9 mesi dopo l'inizio. Quello che rimane è un cratere di 3 ettari nel cuore di Prato, con le mura medievali finalmente tornate visibili.
Il progetto si chiama Parco Centrale: tre ettari di verde urbano restituiti alla città, documentati dal Comune di Prato e monitorati dalla USL Centro Toscana.
Le mura non erano sparite. Aspettavano solo che qualcuno togliesse il peso.
In breve:
L'ex ospedale Misericordia e Dolce di Prato, costruito a ridosso delle mura medievali, è stato demolito nel 2020.
La demolizione ha richiesto una maxipinza da 43 m, 12 ruspe, 30 operai, per rimuovere 170.000 m³ di cemento e 3 km di amianto.
Al suo posto sorge il Parco Centrale: 3 ettari di verde restituiti al centro storico, con le antiche mura medievali di nuovo visibili.