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Garden Route - tappa 3 e 4Tappa 3 — Durban → Santa LuciaMeno impegnativa, 240 km, due ore e mezza. La chiamano Elephant ...
31/08/2026

Garden Route - tappa 3 e 4

Tappa 3 — Durban → Santa Lucia

Meno impegnativa, 240 km, due ore e mezza. La chiamano Elephant Highway, e passa per Stanger, Empangeni e Richards Bay, in mezzo alle piantagioni di canna da zucchero della North Coast, prima di deviare verso Mtubatuba e Santa Lucia. Arrivando presto c'è tempo per un giro in barca nell'estuario: gli ippopotami — se ne contano più di 800 — sono visibili tutto l'anno, e non serve entrare in nessun parco per vederli.

Il giorno dopo si va a Hluhluwe-iMfolozi, tra i primi parchi istituiti in Africa, nel 1895, e il luogo dove negli anni Sessanta il rinoceronte bianco fu riportato da poche decine di esemplari alla popolazione attuale — un programma diventato modello per altre riserve del continente. Il parco è diviso in due, Hluhluwe a nord più collinare, iMfolozi a sud più aperto: in una giornata sola conviene sceglierne uno solo invece di rincorrerli entrambi. Si entra da Nyalazi Gate, una cinquantina di km da Santa Lucia, e si rientra in paese per la sera.

Tappa 4 — Santa Lucia → Mbabane

Se dopo la Garden Route il viaggio prosegue in direzione Kruger, questo è lo svolgimento che è di puro trasferimento, altrimenti si conclude con il rientro in auto a Durban per rientrare a Johannesburg:

350 km, quattro ore e mezza. Si torna sulla N2 fino al confine con l'Eswatini a Golela, poi si sale attraverso il lowveld swazi, tra piantagioni di canna e agrumeti, fino all'altopiano dove sorge Mbabane. La capitale amministrativa serve soprattutto da base per la Ezulwini Valley, dove si concentrano i luoghi cerimoniali della monarchia swazi — vale la pena arrivare con un po' di luce per farci un salto prima di cena. Da qui la strada continua verso il Kruger.

Garden Route - 2° tappaMossel Bay → Addo, via Plettenberg BayGiornata più lunga, sui 400 km. Si passa da George, poi Wil...
24/08/2026

Garden Route - 2° tappa

Mossel Bay → Addo, via Plettenberg Bay

Giornata più lunga, sui 400 km. Si passa da George, poi Wilderness, dove la strada corre tra una serie di laghi costieri collegati da canali — chi ha tempo può fermarsi per un giro in canoa, la zona è buona anche per gli uccelli acquatici. A Knysna la laguna si chiude tra due promontori, le Heads; sulla sponda opposta c'è la Featherbed Nature Reserve, raggiungibile solo in traghetto. Dopo Plettenberg Bay la strada entra nel Tsitsikamma, e qui conviene fermarsi al ponte di Storms River, una passerella sospesa sopra la foce del fiume dentro l'omonimo parco nazionale — il bungee del vicino ponte di Bloukrans, il più alto al mondo, si vede dalla strada anche senza volerlo provare. Da lì si esce dalla costa e si punta verso l'interno, fino ad Addo, dove si dorme.

Il giorno dopo è dedicato al parco. Addo ha più di 600 elefanti, una delle concentrazioni più alte al mondo, ed è uno dei pochi posti in Sudafrica dove ai Big Five si aggiungono squalo bianco e balena franca, protetti nella riserva marina al largo di Algoa Bay. La parte nord del parco, verso lo Zuurberg, ha un paesaggio più montuoso e meno frequentato, se si ha un'ora in più da spendere. Nel pomeriggio si scende a Gqeberha, 72 km, un'ora scarsa: da lì si vola a Durban, la sera stessa o la mattina dopo a seconda degli orari.

Garden Route: da Cape Town a Santa Lucia, un itinerario in tappeLa Garden Route è la fascia costiera tra Western e Easte...
18/08/2026

Garden Route: da Cape Town a Santa Lucia, un itinerario in tappe

La Garden Route è la fascia costiera tra Western e Eastern Cape, circa 200 km di costa tra oceano indiano e montagne, ma il nome è più un'etichetta turistica che una definizione geografica precisa: comprende foreste indigene, lagune, il Tsitsikamma e le città termali del Klein Karoo. Non un parco, una sequenza di ecosistemi diversi in poche ore di guida. In questa serie la percorriamo da Cape Town fino a Santa Lucia, in KwaZulu-Natal, tappa per tappa.

Tappa 1 — Cape Town → Mossel Bay

Quattro ore e mezza di N2, poco meno di 400 km. La strada attraversa l'Overberg, terra di grano e canola, e a metà percorso c'è Swellendam, terza città più antica del paese: il Drostdy Museum occupa un gruppo di edifici settecenteschi che erano il centro amministrativo olandese della zona, vale una sosta di un'ora anche solo per il cortile e la farmacia ricostruita. Poco fuori città c'è il Bontebok National Park, il più piccolo del Sudafrica, nato per salvare un'antilope che a fine Ottocento contava poche decine di esemplari sopravvissuti. Arrivati a Mossel Bay si è entrati nella Garden Route: qui sbarcò Bartolomeu Dias nel 1488, e il piccolo museo in centro conserva una replica della sua caravella, costruita in Portogallo e navigata fino in Sudafrica per l'occasione.

Kruger: la savana ha due porte d'ingressoIl Kruger non è un parco, è quasi una nazione a sé: quasi 20.000 km², più o men...
12/08/2026

Kruger: la savana ha due porte d'ingresso
Il Kruger non è un parco, è quasi una nazione a sé: quasi 20.000 km², più o meno l'estensione del Piemonte, dal Limpopo a nord fino al Crocodile River a sud. Ci stanno dentro nove ecosistemi diversi — savana aperta, boscaglia f***a, foreste ripariali lungo i grandi fiumi — e questa varietà è il vero motivo per cui la fauna qui è così densa e così facile da incontrare.
I numeri, quando li guardi tutti insieme, danno le vertigini: oltre 500 specie di uccelli, quasi 150 di mammiferi, più di 100 di rettili, e circa 340 specie di alberi diversi.
Non è solo il Big Five — leone, leopardo, elefante, rinoceronte, bufalo — anche se qui li trovi tutti e cinque, spesso nella stessa giornata di game drive. È un ecosistema completo che funziona come tale da oltre un secolo, da quando nel 1898 fu istituito come riserva.
E poi c'è la storia umana, che in Kruger non è un dettaglio: siti come Thulamela raccontano insediamenti che risalgono a secoli prima dell'arrivo degli europei, pitture rupestri boscimane sparse nel territorio. Il Kruger, insomma, non va solo visitato: va attraversato lentamente, perché la sua ricchezza si misura più in strati che in checklist.
C'è un momento, nel Kruger, in cui capisci perché ci si torna. Puoi essere fermo a un incrocio di sterrato, motore spento, e vedere passare una fila di elefanti a pochi metri, senza fretta, come se il parco appartenesse a loro e tu fossi solo di passaggio. Succede ai campeggiatori con l'auto impolverata quanto agli ospiti dei lodge più esclusivi: il Kruger, in questo, è democratico. Quello che cambia è come ci arrivi e come ci resti.
I campi statali: il Kruger che si vive da dentro
I campi statali, come Berg-En-Dal, Skukuza, Lower Sabie, Satara, e gli altri sparsi lungo il parco — sono il modo più autentico di stare dentro la riserva: guidi tu, ti fermi dove vuoi, cucini la tua cena mentre fuori si sente il richiamo di una iena. È un'esperienza self-catering, informale, dove il lusso è il tempo che decidi tu di fermarti a un punto d'acqua ad aspettare che succeda qualcosa. Per chi ama la libertà del self-drive e non ha fretta, restano probabilmente il modo più vero di conoscere il Kruger.
Le riserve private: la savana con la regia di un professionista
Kapama, Sabi Sand, Timbavati, e la loro versione più scenografica — Kruger Shalati, il vecchio treno fermo su un ponte sul fiume Sabie — offrono un'esperienza completamente diversa: ranger e tracker che conoscono il territorio sasso per sasso, veicoli aperti su piste esclusive, pasti e game drive già organizzati, nessun pensiero logistico. Qui il Big Five non è una possibilità, è quasi un appuntamento. Il prezzo, va detto onestamente, riflette questa differenza: mediamente una notte in riserva privata costa circa dieci volte quella in un campo statale. Ma quello che paghi non è solo il letto: è l'accesso, la guida esperta, e spesso un’intimità con la natura che nel parco pubblico, con le sue regole e i suoi orari, è più difficile da ottenere.
Due modi, un solo parco
Non è una questione di quale opzione sia migliore: è capire cosa cerchi davvero da questo viaggio. Un’infrastruttura turistica che dopo oltre un secolo di storia sa accogliere sia chi cerca l’avventura essenziale sia chi vuole il comfort totale, e il Kruger, in un modo o nell’altro, sa offrirlo.

Indirizzo

Via Rinaldesca 14
Prato
59100

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

0574 24638

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