Drunken beertour

Drunken beertour La memoria storica degli scapestrati tour firmati The Drunken Duck. Lasciate ogni sobrietà voi che

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗶 𝘀𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼: 𝗱𝘂𝗲 𝗧𝗵𝗲 𝗗𝗿𝘂𝗻𝗸𝗲𝗻 𝗗𝘂𝗰𝗸 𝗶𝘀 𝗺𝗲𝗴𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗮𝗻!Questa settimana indosseremo una veste insolita, dav...
12/07/2021

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗶 𝘀𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼: 𝗱𝘂𝗲 𝗧𝗵𝗲 𝗗𝗿𝘂𝗻𝗸𝗲𝗻 𝗗𝘂𝗰𝗸 𝗶𝘀 𝗺𝗲𝗴𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗮𝗻!

Questa settimana indosseremo una veste insolita, davanti i banchi e dietro le griglie del Jamrock Festival , supernova musicale che si terrà dal 15 al 18 luglio presso il Parco Fornaci di Vicenza 🤟 Per l'occasione porteremo il nostro esercito di Drunken Burgers 🍔 per soddisfare i vostri rave gustativi 🥴

Un'occasione da non perdere: chi mangia bene canta più meglio. Vi aspettiamo!

Drunken Beertour e la gita che non c'era, parte secondaMa quanto era soffice il materasso? Per la prima volta in trent'a...
18/10/2020

Drunken Beertour e la gita che non c'era, parte seconda

Ma quanto era soffice il materasso? Per la prima volta in trent'anni di viaggi precari ho dormito in un letto soffice e duro allo stesso tempo. Oggi la schiena non avrà di che soffrire, il fegato probabilmente sì. Caffè, riscaldamento muscolare, secondo caffè e via dove ci eravamo lasciati: bevendo.

Tutti a bordo della Drunken Mobile e subito comincia lo stappo compulsivo delle poche bocce sopravvissute. Perché gli uomini bevono ma i veri uomini bevono a partire dal canto del gallo. Mezzora magicamente diventa un'ora - o sbagliare strada a Genova è normale oppure eravamo noi ancora addormentati - e finalmente raggiungiamo l'antica Fabbrica birra Busalla. Dal 1906. Uno slogan che racchiude tutta la storicità di codesto birrificio.

Ad accoglierci è un uomo che non abbisogna di presentazioni. Con una qualifica da Biersommelier Doemens ha il mio massimo rispetto. Eppure il buon Lorenzo, nella sua umiltà, non s'è presentato mica! Ha lasciato che fossero le birre a parlare per lui. Servite con la tecnica della spillatura in tre tempi, come fermentazione bassa vuole, nella tozza tazza.

Le assaggiamo tutte. A mandarci in brodo di giuggiole sono Müller, Helles non convenzionale dal taglio amaro volutamente più incisivo, anche in versione versione dry-hopping made in USA. Giacché il primo amore non si scorda mai per me la best of the show è la Weizen. Uno stile ormai più unico che raro, talvolta reperibile in bottiglia a patto di rinunciare alla caratteristica fragranza.

Sorseggiarla è un dejavù, perché questo stile mi ha fatto perdere la testa quand'ero giovane e di belle speranze. Ingiustamente snobbato e spesso impropriamente brassato, secondo me questo stile ha un potenziale di abbinamento superbo.

L'accoglienza ha il sapore della focaccia genovese, che scompare nel giro di pochi minuti. Nel frattempo la birra scorre a fiumi. Secondo e terzo giro si susseguono velocemente. Lorenzo il Magnifico ci coccola, poi subentra l'esigenza di partire. Peccato, ché se la cucina è 'bona come le birre sarebbe stato godimento allo stato puro. Poco male, torneremo. E sì, è una minaccia.

Volgiamo verso Alessandria, direzione CANEDIGUERRA. Allo ci apre le porte e fa da cicerone. Il birrificio? Splendido e splendente, manco fosse la casa di Mastro Lindo! Pulizia impeccabile, praticamente maniacale, che riflette una forte attenzione ai dettagli. Taproom sobria e minimale, quasi chirurgica. Il ventaglio delle birre è ampio ma tutte riflettono l'impostazione generale: fare cose semplici e pulite, senza ghirigori, comunque dando loro un'identità. Bravo Allo!

La giornata già sublime culmina in maniera trascendentale, là dove meno me lo sarei aspettato: BrewFist. Gira voce che sia un birrificio andante verso l'industria. Per ca**tà, la produzione - impiego della centrifuga e grandi volumi - lo fanno sembrare un'industria in miniatura, ciononostante la birra continua ad avere carattere artigianale.

Del resto da quando la costanza qualitativa è un difetto? Un laboratorio di analisi microbiologiche rappresenta piuttosto un grande alleato nella lotta al batterio invisibile e la propagazione dei lieviti, alcuni anche della casa, sono una bella firma sul prodotto finito.

Siete ancora scettici? Vi capisco. Assaggiare le birre vi farebbe ricredere. Jale ESB e Terminal Pale Ale in forma smagliante, Spaceman dove l'avevo lasciata: una bomba di luppolo. Una pinta tira l'altra e la cucina viene in soccorso. Ordino un doppio burger e mi trovo sotto il naso un bun con il logo BrewFist marchiato a caldo sul panino. Che stile ragazzi!

Sono ancora le 23:00 ma per noi scatta il coprifuoco. Del resto siamo in provincia di Lodi e casetta è ancora lontana. Fortunatamente il nostro autista vanta un fegato certificato The Drunken Duck e ci conduce a casa sani, salvi e filati.

L'indomani si torna in ufficio ma il risveglio è lieve e col sorriso sulle labbra. E la crema sui baffi. Perché dopo due giorni di bevute seriali fare colazione pucciando biscotti nella Milk Stout ti ricongiunge con la natura.

Gita conclusa. Ok Grande Capo, a quando la prossima?

Matteo
Grazie per la letta e arrivederci alla prossima gita!

Drunken Beertour e la gita che non c'era, parte primaQuando si parte alla volta della birra è sempre un terno al lotto. ...
15/10/2020

Drunken Beertour e la gita che non c'era, parte prima

Quando si parte alla volta della birra è sempre un terno al lotto. Figurarsi se ad accompagnarti c'è una malintenzionata masnada. E' con questi pensieri che mi desto alle 02:56 di mattina, prima ancora della sveglia. Di mattina, esatto, anche se sarebbe meglio dire di notte.

Fuori è buio pesto. Tuttavia il Grande Capo ha preteso che partissimo nella più totale oscurità per godere dell'alba a suon di birra. Ma che romantico!

La malintenzionata compagnia della birra è composta da innumerevoli publican, Grande Capo, responsabile del capitale aziendale e sottoscritto. Si dice che gli opposti si attraggono ma tra noi la fisica e la quinta legge universale non funzionano. Non è la polarità ad attrarci, bensì la birra, unica cosa femminile tra di noi.

La prima tappa è assai distante: dal quartiere generale di Bolzano Vicentino allo sperduto Birra Elvo ci vogliono tre ore abbondanti. Anzi, ci sarebbero volute, giacché abbiamo trovato il casello autostradale saturo di lavoratori in fila verso il luogo di lavoro. Giustificata dunque la levataccia, fatta apposta per recuperare il tempo perduto.

Arriviamo in quel di Graglia, provincia di Biella, alle pendici dell'omonimo Sacro Monte. Una cornice bucolica che di per sé vale la gita. L'aria salubre e lo scenario naturalistico incorniciano la baita, pardon... il birrificio. Un edificio in legno interamente autocostruito che ha tutte le carte in regola per definirsi chalet. Al suo interno vengono prodotte alcune delle migliori birre italiane, capolavori della fermentazione bassa di cui ogni assaggio ci ricorda il perché è così bello bere al boccale, con volumi alcolici contenuti e in quantità illimitate.

Pils, Extra Pils, Altbier e Schwarz. Una più meglio dell'altra. Un tripudio di maltosità, una fragranza commovente che si presta benissimo all'accompagnamento con salumi, formaggi e prodotti del PaperOrto che teniamo sempremente pronti per l'occasione. Et voilà, la colazione dei beoni è servita.

E' con spirito leggero e pancino ritemprato che facciamo ritorno alla Drunken Mobile. Con la scorta: tre casse di bottiglie da 75 cl. Il carburante necessario per affrontare un'ora e mezza senza patire la sete.

Lustrate gli occhi, ché la seconda è una tappa memorabile: LoverBeer. Ad attenderci c'è Valter Loverier, maestro di lieviti e batteri. La sua filosofia è: conosci i tuoi lieviti e schiavizzali. Assaggiamo tre novità. La prima è la sua personale interpretazione di Kriek. Le altre due sono tabù. Dovremo aspettare un po' per sbocciarle, per fortuna ci sono i bag-in-box da tre litri per colmare il vuoto: For Fan e BeerBrugna come se non ci fosse un domani.

Ultima tappa: Genova. Ad attenderci c'è tutto e di più.

Il nostro alloggio innanzitutto, un paio di stanze con doppi letti matrimoniali - perché le mogli non abbiano di che lamentarsi e perché le forze dell'ordine non dicano che non siamo congiunti!

C'è poi il fruttarolo che spaccia birre artigianali nel frigo delle verdure, tale Beershop Maddalena. Micidiale!

C'è anche il tuffo nel passato, presso il birrificio Maltus Faber, tempo addietro tra i più apprezzati interpreti del mondo birrario belga. Qui abbiamo ammazzato la fame a colpi di Tripel ed Extra Brune, rigorosamente consumate a stomaco vuoto.

Dulcis in fundo dodici rubinetti più due handpump, per un totale di 14 vie della Scurreria Beer and Bagel. Qui abbiamo lautamente pasteggiato e concluso il nostro girotondo, ordinando per inerzia birre su birre, partendo dalle più leggere e culminando con i colpi di cannone: Straff di Extraomnes, Papa Nero di Ritual Lab e triccheballacche.

Prima di rincasare un giro in giro in quel di Genova, che tralasciando il traffico e la contorta rete stradale prossima al porto merita un'altra visita. Magari con dei coinquilini meno rumorosi: senza i tappi per le orecchie, con la musica suonata da tre dei più grandi direttori d'orchestra onirica, col cavolo che avrei chiuso occhio!

Matteo

Nella prossima puntata: Genova, la sua focaccia e la grande sorpresa

"Drunken Beertour presenta: una gita da beoni"Tempo di lettura stimato: 4 minutiCon l'inconsapevole coinvolgimento diOst...
10/10/2020

"Drunken Beertour presenta: una gita da beoni"
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Con l'inconsapevole coinvolgimento di
Osteria Numero 2 di Sgarbi Moreno
White Dog Brewery
Santa Maria Craft Pub
Maratonda -Craft Beer Pub-
e con la partecipazione extraordinaria di Birrificio Lariano

Doveroso preambolo: la felice e relativamente sobria conclusione dell'edizione 2020 dello Zwanze ha fatto sì che Nonna Anatra volesse festeggiare. Pertanto ha emesso editto: l'intera ciurma birraia osservi un giorno di riposo e si dedichi al miglior sollazzo possibile. Ovverosia bere.

Detto, fatto.

Lunedì 28 Settembre la ciurma si dà appuntamento presso il quartiere generale di Spaccisti Birrai. Da qui salperà alla volta del più meglio bere a bordo del Drunken Mobile. Un furgoncino sgangherato e peggio ancora assortito. Al suo interno ci sono bevitori, bevitori e altri bevitori ancora. L'unica cosa che li contraddistingue sono le intenzioni: buone per il sottoscritto, cattive per tutti gli altri.

Bando alle ciance, si parte.

La giornata reca ancora i segni di un weekend uggioso. Poco male, la pioggia non ci fermerà! Ci vorrà un'oretta per raggiungere la prima destinazione, l' Osteria Numero 2 in località Bigarello, provincia di Mantova. Un viaggio rapido e indolore, ciononostante la compagnia, manco fosse stata costretta a un weekend di stenti, ne approfitta per dare fondo alle stive, masticando carne secca affumicata e attingendo a fustini di La Grigna, felina compagnia che fa sempre le sue belle fusa. Grazie di esserci, Birrificio Lariano!

Giungiamo a summenzionata Osteria. Lo scenario è idilliaco: pare una villa immersa in un ampio giardino all'inglese. Bello l'esterno, più meglio l'interno. Il legno è l'elemento dominante, la luce un po' meno. Per fortuna a dare colore e luce all'ambiente, prima ancora della birra, ci pensa l'entusiasmo del personale, che ci accoglie con una raffica di battute tra il divertente e lo sfottò.

La ciurma incassa con onore. In compenso non si lascia sopraffare dall'atmosfera di pace e rigore commensale che ammanta il luogo. Strepiti! Grida! Sedie che graffiano a terra! Come per magia il nostro assortito tavolo da 12 diventa protagonista della sala. Siore e Siori, è qui la festa?

Ambiente che manifesta un sontuoso trascorso birrario, fatto di segrete riunioni del Circolo del Luppolo. E il presente? Ancora più sontuoso, fatto di tortelli di zucca spadellati alle pesche cotte e scorzetta d’arancia e mandorle tostate. Per non parlare della mostarda di mele cotogne... Bontà divina!

Da Mantova a Modena è un attimo (e un'ora di Drunken Mobile).

Il lauto pasteggio è lavato dal consumo di svariate birre, ma se di birra vogliamo parlare voliamo senza ulteriore indugio alla seconda tappa: il birrificio White Dog di Guiglia, provincia di Mantova. La visita è come un tuffo a piè pari nel passato, nei reconditi ricordi del The Drunken Duck. Stephen, per gli amici Steve, è una vecchia conoscenza con una storia da emigrante al contrario: originario di Brighton, in Inghilterra, si trasferisce in Italia con in tasca un lavoro nell'editoria.

Finché la vita gli fa un'offerta bizzarra: trasformare i locali e le attrezzature di un'azienda casearia in birrificio. Lui la birra già la mastica, la produce in casa e certamente la beve, dunque accetta la sfida. Il candido cane, membro ufficiale della famiglia Dawson, viene eletto a sua mascotte.

Erano altri tempi. Tempi in cui la birra artigianale muoveva i primi timidi passi in un mondo dove la moda era circoscritta alla Milano Fashion Week. Oggi il mercato è cambiato, il birrificio no. Steve è rimasto lì, ostinato e orgoglioso come un inglese, eremita sulla sua collina verde, asceta in uno scenario bucolico che da solo vale il viaggio. Un luogo che si presta clamorosamente bene al nostro prossimo beer camp. Si accettano già prenotazioni.

Inamovibili anche le sue birre, o quasi. La gamma base è rimasta ancorata alla tradizione brassicola inglese, con una Golden Ale semplice ed efficace (Yellow Fever), dalle luppolature senza ghirigori; una American Pale Ale (Boot Hill) che tanto ricorda le prime importazioni d'oltreoceano; infine una Porter (Porter Vagoner). Una Porter, perché mai dovremmo aggiungere altro? Di codeste birre la compagnia torna carica di fusti. Che non si dica che il The Drunken Duck torna indietro da un birrificio a mani vuote!

Oggi assieme a Steve ci sono i figli e non solo. La bella gioventù ha portato con sé un vento di cambiamento e un po' di goliardia. Abbiamo sbocciato di tutto, calmierando la fame a morsi di pizzette al formaggio e ai ciccioli. Tuttavia la mia memoria gustativa ricorderà sempre con sommo piacere i jalapenos in salamoia della casa, diventati la mia nuova droga. Ah, quanto mi sei mancata, zozza di una Inghilterra!

Ciurma, è tempo di rientrare ma non è ancora tempo di smettere di bere!

Tutti a bordo, si torna in Veneto. Maciniamo 150 km in un paio di ore, affrancati da un nuovo fustino di Pilsner. Non sia mai che si soffra la sete. Eppure quella cassa di acqua caricata a inizio viaggio rimane intoccata nel bagagliaio. 'Sti bevitori moderni sono proprio con la Pils sotto al naso! Nel frattempo una compilation di musica punk allieta il viaggio. NOFX, Blink 182 e Summer 41 scatenano il pogo selvaggio che è rimasto imprigionato nell'io adolescenziale.

Raggiungiamo Verona, diretti al Santa Maria come un branco di assetati. E' uno dei locali della Verona da bere, luogo di recente apertura ma dalle spalle solide, protette dall'alto. Ovvero dal Trentino Alto Adige e dal birrificio Maso Alto, che di questo pub rappresenta la spina dorsale e le spine da banco.

La ciurma entra arrogante ma il suo ingresso passa in sordina. Cionondimeno dalla regia decidono di confinarci da basso, sotto le volte di un'architettura in muratura, attorno a un lungo e largo tavolo di solido legno. Improvvisamente ci sentiamo Cavalieri della Tavola Squadrata.

Ordiniamo da mangiare ma da sole arrivano le birre, come per magia. La superficie liscia del tavolo effetto curling fa sì che le pinte viaggino da un capo all'altro dello stesso. Per fortuna la compagnia ha a cuore il loro contenuto, evitando che si perda la minima goccia

Si assaggia laqualunque ma il titolo di Miss Bellezza va alla regale Buio Pesto, una Coffee Porter. L'espresso alcolico galvanizza la ciurma, che eccitato si trascina verso l'ultima tappa, per fortuna poco distante: Maratonda.

La compagnia arriva in cerca dei fantomatici ovetti, come bambini a caccia di sorprese Kinder. Ahimè non li trova e già si vocifera che sarebbe meglio concludere qui la serata. Ma il bere vince sempre sul dormire, pertanto ciascuno ordina la sua birra. Al di fuori dei virili atteggiamenti la ciurma è però vistosamente provata e il consumo si è ridotto ad atto meccanico.

Orsù Suori, tutti a casa. Tutti ma non il sottoscritto, che anziché tornare a casa, macinando km alla mercé della Statale, si accascia tra i banchi del pub. E si sa, al pub si beve. Ma questa è un'altra storia e probabilmente non ve la racconterò mai.

Matteo

PS. finale sensibilizzante: guidate poco ché dovete bere molto!

17/06/2019

Siamo stati processati per direttissima! Ci hanno sbattuti al fresco e condannati a passare la nostra vita in cella e accusati per SPACCISMO BIRRAIO!
Con le aggravanti di sete colposa, abuso di luppolo, botte fiscale, fermentazione fraudolenta, favoreggiamento alla lattina!

Da oggi sarà The Drunken Duck - Spaccisti Birrai !

The Drunken Duck - La BIRROteca
The Drunken Duck - Refettorio Birraio
The Drunken Duck Distribuzione
Vanni Borin

14/01/2019

Festival

Extraomnes -Castellanza- Varese
13/12/2018

Extraomnes -Castellanza- Varese

"Ma che siete venuti a fà" - Roma -
03/12/2018

"Ma che siete venuti a fà" - Roma -

BEERSHOP "MADDALENA" ; Vicoli di Genova
21/11/2018

BEERSHOP "MADDALENA" ; Vicoli di Genova

Birrificio MALTUS FABER di Genova
07/11/2018

Birrificio MALTUS FABER di Genova

Indirizzo

Quinto Vicentino
36050

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Drunken beertour pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare