10/10/2020
"Drunken Beertour presenta: una gita da beoni"
Tempo di lettura stimato: 4 minuti
Con l'inconsapevole coinvolgimento di
Osteria Numero 2 di Sgarbi Moreno
White Dog Brewery
Santa Maria Craft Pub
Maratonda -Craft Beer Pub-
e con la partecipazione extraordinaria di Birrificio Lariano
Doveroso preambolo: la felice e relativamente sobria conclusione dell'edizione 2020 dello Zwanze ha fatto sì che Nonna Anatra volesse festeggiare. Pertanto ha emesso editto: l'intera ciurma birraia osservi un giorno di riposo e si dedichi al miglior sollazzo possibile. Ovverosia bere.
Detto, fatto.
Lunedì 28 Settembre la ciurma si dà appuntamento presso il quartiere generale di Spaccisti Birrai. Da qui salperà alla volta del più meglio bere a bordo del Drunken Mobile. Un furgoncino sgangherato e peggio ancora assortito. Al suo interno ci sono bevitori, bevitori e altri bevitori ancora. L'unica cosa che li contraddistingue sono le intenzioni: buone per il sottoscritto, cattive per tutti gli altri.
Bando alle ciance, si parte.
La giornata reca ancora i segni di un weekend uggioso. Poco male, la pioggia non ci fermerà! Ci vorrà un'oretta per raggiungere la prima destinazione, l' Osteria Numero 2 in località Bigarello, provincia di Mantova. Un viaggio rapido e indolore, ciononostante la compagnia, manco fosse stata costretta a un weekend di stenti, ne approfitta per dare fondo alle stive, masticando carne secca affumicata e attingendo a fustini di La Grigna, felina compagnia che fa sempre le sue belle fusa. Grazie di esserci, Birrificio Lariano!
Giungiamo a summenzionata Osteria. Lo scenario è idilliaco: pare una villa immersa in un ampio giardino all'inglese. Bello l'esterno, più meglio l'interno. Il legno è l'elemento dominante, la luce un po' meno. Per fortuna a dare colore e luce all'ambiente, prima ancora della birra, ci pensa l'entusiasmo del personale, che ci accoglie con una raffica di battute tra il divertente e lo sfottò.
La ciurma incassa con onore. In compenso non si lascia sopraffare dall'atmosfera di pace e rigore commensale che ammanta il luogo. Strepiti! Grida! Sedie che graffiano a terra! Come per magia il nostro assortito tavolo da 12 diventa protagonista della sala. Siore e Siori, è qui la festa?
Ambiente che manifesta un sontuoso trascorso birrario, fatto di segrete riunioni del Circolo del Luppolo. E il presente? Ancora più sontuoso, fatto di tortelli di zucca spadellati alle pesche cotte e scorzetta d’arancia e mandorle tostate. Per non parlare della mostarda di mele cotogne... Bontà divina!
Da Mantova a Modena è un attimo (e un'ora di Drunken Mobile).
Il lauto pasteggio è lavato dal consumo di svariate birre, ma se di birra vogliamo parlare voliamo senza ulteriore indugio alla seconda tappa: il birrificio White Dog di Guiglia, provincia di Mantova. La visita è come un tuffo a piè pari nel passato, nei reconditi ricordi del The Drunken Duck. Stephen, per gli amici Steve, è una vecchia conoscenza con una storia da emigrante al contrario: originario di Brighton, in Inghilterra, si trasferisce in Italia con in tasca un lavoro nell'editoria.
Finché la vita gli fa un'offerta bizzarra: trasformare i locali e le attrezzature di un'azienda casearia in birrificio. Lui la birra già la mastica, la produce in casa e certamente la beve, dunque accetta la sfida. Il candido cane, membro ufficiale della famiglia Dawson, viene eletto a sua mascotte.
Erano altri tempi. Tempi in cui la birra artigianale muoveva i primi timidi passi in un mondo dove la moda era circoscritta alla Milano Fashion Week. Oggi il mercato è cambiato, il birrificio no. Steve è rimasto lì, ostinato e orgoglioso come un inglese, eremita sulla sua collina verde, asceta in uno scenario bucolico che da solo vale il viaggio. Un luogo che si presta clamorosamente bene al nostro prossimo beer camp. Si accettano già prenotazioni.
Inamovibili anche le sue birre, o quasi. La gamma base è rimasta ancorata alla tradizione brassicola inglese, con una Golden Ale semplice ed efficace (Yellow Fever), dalle luppolature senza ghirigori; una American Pale Ale (Boot Hill) che tanto ricorda le prime importazioni d'oltreoceano; infine una Porter (Porter Vagoner). Una Porter, perché mai dovremmo aggiungere altro? Di codeste birre la compagnia torna carica di fusti. Che non si dica che il The Drunken Duck torna indietro da un birrificio a mani vuote!
Oggi assieme a Steve ci sono i figli e non solo. La bella gioventù ha portato con sé un vento di cambiamento e un po' di goliardia. Abbiamo sbocciato di tutto, calmierando la fame a morsi di pizzette al formaggio e ai ciccioli. Tuttavia la mia memoria gustativa ricorderà sempre con sommo piacere i jalapenos in salamoia della casa, diventati la mia nuova droga. Ah, quanto mi sei mancata, zozza di una Inghilterra!
Ciurma, è tempo di rientrare ma non è ancora tempo di smettere di bere!
Tutti a bordo, si torna in Veneto. Maciniamo 150 km in un paio di ore, affrancati da un nuovo fustino di Pilsner. Non sia mai che si soffra la sete. Eppure quella cassa di acqua caricata a inizio viaggio rimane intoccata nel bagagliaio. 'Sti bevitori moderni sono proprio con la Pils sotto al naso! Nel frattempo una compilation di musica punk allieta il viaggio. NOFX, Blink 182 e Summer 41 scatenano il pogo selvaggio che è rimasto imprigionato nell'io adolescenziale.
Raggiungiamo Verona, diretti al Santa Maria come un branco di assetati. E' uno dei locali della Verona da bere, luogo di recente apertura ma dalle spalle solide, protette dall'alto. Ovvero dal Trentino Alto Adige e dal birrificio Maso Alto, che di questo pub rappresenta la spina dorsale e le spine da banco.
La ciurma entra arrogante ma il suo ingresso passa in sordina. Cionondimeno dalla regia decidono di confinarci da basso, sotto le volte di un'architettura in muratura, attorno a un lungo e largo tavolo di solido legno. Improvvisamente ci sentiamo Cavalieri della Tavola Squadrata.
Ordiniamo da mangiare ma da sole arrivano le birre, come per magia. La superficie liscia del tavolo effetto curling fa sì che le pinte viaggino da un capo all'altro dello stesso. Per fortuna la compagnia ha a cuore il loro contenuto, evitando che si perda la minima goccia
Si assaggia laqualunque ma il titolo di Miss Bellezza va alla regale Buio Pesto, una Coffee Porter. L'espresso alcolico galvanizza la ciurma, che eccitato si trascina verso l'ultima tappa, per fortuna poco distante: Maratonda.
La compagnia arriva in cerca dei fantomatici ovetti, come bambini a caccia di sorprese Kinder. Ahimè non li trova e già si vocifera che sarebbe meglio concludere qui la serata. Ma il bere vince sempre sul dormire, pertanto ciascuno ordina la sua birra. Al di fuori dei virili atteggiamenti la ciurma è però vistosamente provata e il consumo si è ridotto ad atto meccanico.
Orsù Suori, tutti a casa. Tutti ma non il sottoscritto, che anziché tornare a casa, macinando km alla mercé della Statale, si accascia tra i banchi del pub. E si sa, al pub si beve. Ma questa è un'altra storia e probabilmente non ve la racconterò mai.
Matteo
PS. finale sensibilizzante: guidate poco ché dovete bere molto!