Randazzo: tra storia e cultura

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15/03/2019

Interessante approfondimento che riguarda anche la nostra Randazzo e il quartiere di San Martino, fondato proprio dai lombardi

Lombardi di Sicilia.

Forse in molti non sanno che in Sicilia, esiste una minoranza etnica e linguistica lombarda.
Un gruppo di persone insomma, che non parla la lingua siciliana, che vive in Sicilia, ma che ha una storia antichissima che proviene da altre regioni d’Italia.

I Lombardi di Sicilia sono una minoranza originaria dell'Italia nord-occidentale, che vive ancora oggi in alcuni comuni della Sicilia centrale e della Sicilia orientale. Ci si riferisce alle loro comunità come ‘Lombardia siciliana’ o ‘Sicilia lombarda’.
Il termine lombardo non si riferisce alla regione Lombardia ma è da considerarsi come termine usato nel medio evo per indicare gli abitanti di un territorio molto più vasto dell'attuale regione Lombardia, che comprendeva, tutta l'Italia Settentrionale, esclusa forse la Romagna.

L’origine della presenza di abitanti originari dell’Italia settentrionale in Sicilia risale all’XI° secolo. Prima che fosse conquistata dai Normanni
Nel quadro etnico, linguistico e religioso della Sicilia musulmana, i latini rappresentavano ormai una minoranza: dal punto di vista linguistico a farla da padroni erano il greco e l’arabo, mentre dal punto di vista religioso la Chiesa romana era praticamente scomparsa sull’isola già da prima della conquista islamica, a seguito della decisione dell’imperatore bizantino Costantino V (741-775) di spostare le diocesi calabro-sicule dalla giurisdizione ecclesiastica del Papa di Roma a quella del Patriarca di Costantinopoli..

Quando i normanni cominciarono ad espandersi in Italia meridionale a partire dalla prima metà dell’XI° secolo , in cambio dell'aiuto del papa , promisero che se avessero conquistato la Calabria bizantina e la Sicilia islamica, si sarebbero impegnati a ristabilire il rito latino e l'egemonia di Roma sulle diocesi del sud Italia.
In questo contesto si inserisce l’insediamento di genti provenienti dal Nord Italia voluto dal papato e dai normanni.
L’arrivo di questi nuclei implementavano i primi nuclei “lombardi” precedenti, risalenti al 1040 circa e giunti in Sicilia come mercenari , rafforzando la chiesa di Roma e il governo normanno con genti di specchiata fedeltà.

I comuni dove è maggiormente riscontrabile ancora oggi una forte eredità lombarda sono Nicosia, Sperlinga, Piazza Armerina e Aidone in provincia di Enna, San Fratello, Acquedolci, San Piero Patti, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Fondachelli-Fantina, in provincia di Messina.
Tuttavia i sei principali e più conservati centri della minoranza linguistica Gallo Italico restano Piazza Armerina, Nicosia, Aidone, Sperlinga, San Fratello e Novara di Sicilia, che pertanto rientrano per la loro parlata alloglotta gallo italico .
La parlata Gallo Italico viene ancora usata nei rapporti interpersonali a Sperlinga, Nicosia, San Fratello e Novara di Sicilia.

Furono colonizzate dai lombardi, anche solo parzialmente: Messina (alcuni quartieri), Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria, Francavilla, Raccuja, Basicò, Floresta, San Marco d'Alunzio, Militello Rosmarino, Castel di Lucio, Motta d'Affermo e Santa Lucia del Mela, in provincia di Messina; Randazzo e Maletto sul versante occidentale dell'Etna; Caltagirone, Mirabella Imbaccari, Paternò, San Michele di Ganzaria, Militello in Val di Catania, nella provincia di Catania; Ferla, Buccheri, Cassaro, in provincia di Siracusa; Butera, e Mazzarino, in provincia di Caltanissetta; Enna (solo alcuni quartieri), Leonforte, Cerami, Agira, Pietraperzia, in provincia di Enna; Corleone e Vicari, in provincia di Palermo.

La migrazione di genti del nord Italia in queste isole linguistiche siciliane sarebbe poi continuata fino a tutto il XIII secolo. Si ritiene che i lombardi immigrati in Sicilia nel corso di un paio di secoli furono complessivamente 200.000 circa , non pochi per i tempi di allora , circa un settimo della popolazione siciliana.
Questo dimostra che solo la cultura e la storia può fare giustizia di tutti i pregiudizi etnici e di sangue.
Che il Sud è più settentrionale di quanto sembri e di quanto gli stessi meridionali normalmente credano. I dialetti della Sicilia “lombarda” testimoniano ancora oggi questi legami antichissimi e oggi quasi dimenticati.

Fonti : wikipedia.com ; www.qcodemag.it ; patrimonilinguistici.it

03/09/2018

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24/08/2017

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda San Bartolomeo, facciamo appello a chi di dovere, affinché vengano effettuati i lavori di ristrutturazione e consolidamento della chiesa omonima nel nostro paese. Chissà se un giorno la rivedremo aperta....

- Cenni storici sulla Chiesa di San Bartolomeo -
Di questa chiesa in stile barocco è ignota la data di costruzione. Sappiamo solo che esisteva precedentemente una chiesetta dedicata allo stesso Santo, in seguito diroccata per costruirvi quella attuale. Fu ricostruita ed ampliata nell’anno 1616 su progetto dell’architetto Francesco Rubino, come descrive una lapide sulla porta di levante.
Nel 1844 la Chiesa venne ulteriormente rinnovata ed abbellita nel suo interno con stucchi e dorature, tanto da farla ritenere una delle più belle chiese della Città. La Chiesa era inoltre adorna di quadri, paramenti e suppellettili di pregevole valore artistico, parte dei quali ancora conservati nella Chiesa di S. Martino.
E' l'unico edificio rimasto di tutto il complesso monastico delle Suore di clausura, distrutto dai bombardamenti alleati e da un incendio nel 1943. Nonostante i bombardamenti la chiesa rimase in piedi, anche se notevolmente danneggiata e ridotta in condizioni pietose.
Dal 1985, e per alcuni anni, fu sede dell’Associazione di storia patria "Vecchia Randazzo", diretta da Don S. Virzì e dell’Associazione di artisti "Arte S. Bartolomeo". Oggi la chiesa è chiusa al culto.

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23/08/2017

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17/03/2017

1981 - 17/18/19 marzo - 2017
Video dell'eruzione dell'Etna che minacciò Randazzo

Indirizzo

Randazzo
95036

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