15/10/2026
Un elemento importante, sia da un punto di vista artistico che funzionale di una chiesa, è sicuramente l'organo.
Non sono un musicista e neppure un appassionato esperto di musica, ma le note di un organo ( anche di una banda per la verità) mi coinvolgono sempre emotivamente.
E certamente le canne sono un arricchimento artistico importante di un luogo di culto e non un semplice complemento d'arredo, come per esempio le sedie in tubolare e laminato.
Avrei voluto fare la storia degli organi magnaschesi dall'antico oratorio ad oggi, ma per il momento non sono riuscito a trovare elementi documentali di un certo interesse. Continuerò a cercare ovviamente.
Sicuramente già nel citato oratorio seicentesco, qualche strumento per accompagnare le funzioni religiose ci sarà stato, anche se probabilmente non era un vero e proprio organo, ma più verosimilmente doveva trattarsi di un armonium a pedali, che azionavano i mantici e l'aria passando attraverso le once, generava il suono, modulato ovviamente dalla tastiera. Praticamente lo stesso funzionamento di una fisarmonica.
L'amico Carlo ne ricorda uno con queste caratteristiche, presente nella nostra chiesa e siccome questo strumento è stato inventato in Francia verso la metà del XIX secolo, poteva essere presente nel vecchio oratorio, almeno qualche decennio prima che venisse completata la nuova chiesa nel 1928. Attualmente non saprei indicare che fine abbia fatto, ma potrebbe ancora essere presente in sacrestia o in canonica. Una spiegazione comunque ci sarà sicuramente.
Ma occupiamoci del nostro organo a canne che accompagna musicalmente tanti momenti sia personali che comunitari della nostra parrocchia da quasi settant'anni.
Infatti l'articolata descrizione del progetto, conservata nell'archivio parrocchiale, porta la data del 26 ottobre 1955. Ma ( come ci ricorda un articolo del Secolo XIX ) l'inaugurazione avvenne una domenica 12 maggio senza specificare l'anno, ma che non può che essere il 1957.
Come dicevo nella descrizione del progetto, ci sono elencate tutte le caratteristiche tecniche che non specifico dettagliatamente, ma basterà ricordare che si tratta di un organo a trasmissione elettrica ( a basso voltaggio) con due tastiere da 61 tasti ciascuna, una pedaliera da 32 pedali e undici registri sonori e quattordici meccanici.
La ditta costruttrice era la famosa e prestigiosa Parodi & Marin di Genova. Che ha fornito l'organo a chiese importanti come la genovese Basilica di San Lorenzo e quella dei SS. Gervasio e Protasio di Rapallo. E molte altre ovviamente.
La ditta fondata nel 1907, ha proseguito l'attività con questa ragione sociale sino ai primissimi anni Sessanta. E dopo altre trasformazioni oggi continua l'attività a Lumarzo con la denominazione Fratelli Marin.
Dopo esattamente trentacinque anni dalla sua effettiva collocazione nella nostra chiesa, l'organo venne completamente revisionato, su impulso del parroco Don Traversone, dalla ditta Pedrazzi di Broni ( PV).
Ma vediamo di ricordare i passaggi salienti di quella bella giornata in cui venne inaugurato.
Come ho già scritto di trattava della domenica 12 maggio del 1957 e coincideva con la festa votiva della Madonna della Neve. Anche se probabilmente venne posticipata per l'occasione, perché normalmente si celebra nel mese di aprile. Presumibilmente la presenza del Vescovo giustificava anche un piccola posposizione della ricorrenza.
La giornata fu preceduta da un corso di predicazione tenuto da un frate dei Padri Minori di Chiavari. E dopo che la quasi totalità della popolazione parrocchiale aveva ricevuto la mattina presto, la Santa Eucarestia, alle undici si tenne la Messa solenne e nel pomeriggio i Vespri.
Che vennero celebrati dall'arciprete di Rezzoaglio e Vicario Foraneo don Luigi Pagliughi.
Nel pomeriggio finalmente giunse a Magnasco proveniente da Campi ( paese natale della mitica compaesana Mariuccia) dove era in visita pastorale il Vescovo di Bobbio Pietro Zuccarino che benedisse l'organo e i fedeli e ovviamente fece una appassionata omelia in cui forse preso dall'enfasi nominò madrina dell'organo addirittura la Madonna che si festeggiava quel giorno.
Subito dopo si tenne un meraviglioso concerto d' organo, attraverso le sapienti mani del maestro Dante Sciutti di Rapallo coadiuvato dai cantori della scuola rapallese. Con un programma che proponeva tra le altre, musiche di Bach, Schubert e Paganini.
E forse per concludere degnamente il ricordo di quella memorabile giornata, non trovo di meglio che riproporre la chiusura dell' articolo del Secolo XIX : " Già prima si diceva che Magnasco possiede una chiesa degna di una città, tanto più si potrà dire ora che è stata arricchita dal re degli strumenti musicali, dalla voce molteplice e sacra dell'organo".
Forse è il resoconto di una giornata che ci appare per molti aspetti lontana, forse addirittura anacronistica. Ma non possiamo dimenticare che il passato oltre ad influenzare il nostro presente, ci aiuta a definire e conservare, la nostra identità.
( Fotografia di Carlo Fontana )