Magnasco

Magnasco Frazione del comune di Rezzoaglio. Altitudine 823 metri.

Normalmente é Monica a condividere i momenti magnaschesi e allora in questa gioiosa giornata siamo noi a partecipare con...
31/05/2026

Normalmente é Monica a condividere i momenti magnaschesi e allora in questa gioiosa giornata siamo noi a partecipare con piacere alla loro felicità, Tanti auguri Monica e Giuseppe !!!

Questa pagina social dedicata interamente a Magnasco ( con qualche divagazione sul paese gemellato di Piandifontana) é e...
31/05/2026

Questa pagina social dedicata interamente a Magnasco ( con qualche divagazione sul paese gemellato di Piandifontana) é entrata nel tredicesimo anno di attività. Precisamente 4590 giorni dal primo contributo pubblicato. Che ottenne poche visualizzazioni (nell' ordine di qualche decina ) e ancora meno like.
E anche se mi ero preso una lunga pausa al compimento del decimo anno, ora siamo arrivati a 1324 post ( ma contando anche quelli temporanei saremo ben oltre i 1500 ) che mediamente significano aver pubblicato due contributi a settimana per tredici anni.
L' impegno è stato ( ed é ) notevole, ma l' interesse verso questo piccolo paese è cresciuto talmente tanto da indurmi a continuare. Mediamente ogni mese la pagina ottiene circa 40 mila visualizzazioni e i cosiddetti follower continuano ad aumentare ( siamo a 1574).
Certo non sempre é facile trovare qualche spunto interessante per farne un post, ma ci provo praticamente ogni giorno.
Credo che a parte Rezzoaglio e Santo Stefano, Magnasco sia la frazione piú conosciuta almeno virtualmente.
Io vorrei che lo fosse anche realmente attraverso una visita aneddotica passeggiando tra le sue strette stradine cariche di storia e di civiltà contadina. Per onestà intellettuale non posso affermare che tutto va bene e che non cambierei nulla dello stato attuale di Magnasco. Anzi a volte mi sento veramente un improbabile emulo di Don Chisciotte. Ma lui combatteva contro i mulini a vento, io con troppe porte chiuse. Poi lui era un personaggio letterario, io un vero magnaschese magari visionario e probabilmente inadeguato, ma profondamente innamorato di questi quattro tetti. Grazie a tutti !!!
Fotografia di Giacomo Fontana

Magnasco in tempo reale : foto di Marcello Berneri" E perché, signora marchesa, vanno male le loro cose?− La grandine e ...
28/05/2026

Magnasco in tempo reale : foto di Marcello Berneri
" E perché, signora marchesa, vanno male le loro cose?
− La grandine e le tasse, cara signorina. La grandine e le tasse."
(Vitaliano Brancati)

Un elemento architettonico interessante che riguarda essenzialmente le chiese é certamente il tiburio.La sua presenza é ...
26/05/2026

Un elemento architettonico interessante che riguarda essenzialmente le chiese é certamente il tiburio.
La sua presenza é quasi sempre collegata ad architetture sacre di epoca, bizantina, romanica e gotica e non ultimo in edifici rinascimentali.
Ritrovarlo nella nostra chiesa di San Bartolomeo é una singolarità che ne accresce sicuramente il valore architettonico ed é una ulteriore conferma del valore del progettista Amedeo Calcaprina.
Ma cos'è tecnicamente un tiburio ? Iniziamo con una curiosità etimologica. Il termine é composito, ma deriva sicuramente dal latino medievale tiburium. Ma per entrare nello specifico di tratta di una struttura ( che puó avere svariate forme) che racchiude al suo interno una cupola proteggendola. Ma la particolarità piú interessante è quella che da un punto di vista statico, il tiburio copre la cupola senza gravarvi.
In questa fotografia di vede il tiburio magnaschese di forma ottagonale con altrettante monofore posizionate al centro di ogni prospetto.
Verosimilmente questa scelta progettuale era proprio dettata dalla necessità di proteggere la volta principale della chiesa senza appesantirla, mentre tutto il carico grava sugli archi poggiati sulle colonne centrali interne.

Oggi la chiesa cattolica celebra Santa Rita da Cascia. Che é talmente conosciuta e venerata da risultare la più invocata...
22/05/2026

Oggi la chiesa cattolica celebra Santa Rita da Cascia. Che é talmente conosciuta e venerata da risultare la più invocata per ottenere guarigioni o grazie proprio sui social.
In realtà si chiamava Margherita Lotti, ma venne sempre identificata con il diminutivo Rita.
A Magnasco perlomeno sino a dove arrivano i miei ricordi, é sempre stato un nome poco diffuso. Mi viene in mente la Rita dei Vittori e la Rita dei Frappi meglio conosciuta come appartenente alle " romane ".
Anche tra i villeggianti storici l' unica che ricordo con questo nome é la madre di Cristina Garnarola che ha frequentato il nostro paese agli inizi degli anni settanta.
Purtroppo nessuna di queste amiche di nome Rita é ancora con noi, ma perlomeno ne conserviamo un affettuoso ricordo.

Come ormai è consuetudine da diversi anni, la Società Economica di Chiavari ha ripreso ad assegnare una borsa di studio ...
21/05/2026

Come ormai è consuetudine da diversi anni, la Società Economica di Chiavari ha ripreso ad assegnare una borsa di studio ad uno studente meritevole della scuola media inferiore, intitolata a "Luigi Brizzolari ".
Era una volontà espressa dal benefattore magnaschese nel suo testamento e a memoria direi l'unica ancora in essere. Ovviamente sono cambiate molte cose e bisogna tenerne conto.
Perché in realtà la borsa di studio doveva essere assegnata ad uno studente magnaschese e oggi sarebbe impensabile.
Fortunatamente lo stesso Brizzolari con lungimiranza e pragmatismo aveva lasciato ampia discrezionalità all' Ente chiavarese per dare attuazione a questo suo desiderio.
Personalmente credo che i beneficiari magnaschesi siano stati pochissimi dal 1918 ad oggi. Negli ultimi anni sicuramente l' unico di cui ho memoria è William Rocca .
Comunque é assolutamente apprezzabile che il nome del vecchio benefattore venga ancora ricordato in una iniziativa a lui particolarmente cara, come il sostegno allo studio e al progresso.
Per completezza di informazione ricordo che la borsa di studio intitolata alla memoria del Cavaliere consegnata nei giorni scorsi è stata assegnata alla studentessa avetana Chiara Martini dell' Istituto Comprensivo Valli e Carasco. A cui vanno le nostre congratulazioni ovviamente.
Nella foto il gruppo degli studenti premiati attraverso lo strumento delle borse di studio intitolate ai benefattori dell' Ente chiavarese con le autorità.

Magnasco e il ciclismo.L'odierno arrivo della tappa del Giro d'Italia a Chiavari mi ha offerto lo spunto per  fare un po...
20/05/2026

Magnasco e il ciclismo.
L'odierno arrivo della tappa del Giro d'Italia a Chiavari mi ha offerto lo spunto per fare un post che metta in relazione Magnasco e le corse ciclistiche.
Ovviamente in almeno una occasione il Giro d'Italia ha transitato nell' alta val d' Aveto e quindi a Magnasco.
Ma il ricordo più interessante del nostro paese legato al ciclismo risale a circa metà degli anni Settanta.
La società Aurora di Chiavari ( se non ricordo male ) organizzò infatti una gara ciclistica per giovani dilettanti , che partiva proprio da Magnasco scendeva a Rezzoaglio e quindi svoltava sulla Statale 586 sino al bivio per Pievetta. Poi da Santo Stefano si prendeva la SS 654 fino a Gramizza, per poi risalire sino al valico di Villanoce e ritornare a Magnasco.
Era un percorso ad anello per una lunghezza di poco superiore ai venti chilometri, ma con una discreta pendenza nel tratto della Pievetta. Infatti era stata proprio questa salita a fare la selezione del gruppo che infatti giunse abbastanza allungato al traguardo.
Ricordo perfettamente quel giorno, perché anche se i partecipanti non erano tantissimi ( forse una trentina di ciclisti) le operazioni di punzonatura e di preparazione dei veicoli per l' assistenza contribuì a rendere rumoroso e festoso quel pomeriggio magnaschese di circa metà luglio, davanti alla terrazza del bar Pineta.
Poi ovviamente l' arrivo e la premiazione completarono una giornata di divertimento e sport che non credo Magnasco abbia più rivissuto. E che probabilmente pochissimi ricordano.
Nella foto tratta da un video di Tiziano Condomo, un ciclista dilettante transita a Magnasco.

I mulini magnaschesi.In questo contributo parlerò dei due mulini di cui ho memoria e di cui uno ho fatto in tempo a vede...
15/05/2026

I mulini magnaschesi.
In questo contributo parlerò dei due mulini di cui ho memoria e di cui uno ho fatto in tempo a vederlo ancora funzionante.
Erano entrambi con struttura a ruota orizzontale ed erano azionati dall'acqua del rio Fussello. Quello della famiglia dei Grisciun era posizionato piú vicino alla strada Statale mentre quello della famiglia dei Pinolli si trovava un centinaio di metri più in basso. Di quest' ultimo ho sempre e solo visto i ruderi, mentre quello della mia famiglia ho potuto visitarlo e vederlo in azione diverse volte, soprattutto quando negli ultimi anni a gestirlo era la parente e comproprietaria Attilia.
Che vediamo sulla porta del mulino in compagnia di Anna Brizzolara e di Maria Teresa Maggi presumibilmente negli anni settanta.
Mentre nelle altre due foto si vedono i ruderi di qualche anno fa, ora la situazione é ulteriormente peggiorata.
Ricordo ancora che la derivazione dell' acqua dal torrentello veniva convogliata in una condotta in legno ( caná ) che stretta e molto ripida, consentiva di produrre la necessaria forza motrice per azionare la macina.
Mio nonno e mio padre ci hanno dormito per anni, durante la stagione della macinazione di grano e soprattutto castagne. C' era un piccola branda adattata allo scopo, posizionata su un piccolo soppalco.
Ma questo post mi consente anche di spendere due parole sull' attività del mugnaio nella storia antica.
Al tempo del feudalesimo i mulini rappresentavano una delle entrate più certe e ingenti del feudatario e il motivo é facilmente comprensibile. In una epoca dove riscuotere imposte in denaro era spesso impossibile per le condizioni di assoluta povertà dei sudditi, trattenere una parte del macinato era invece molto più semplice. Ovviamente questa consuetudine rendeva invisa la figura del mugnaio e molti contadini cercavano di macinare in proprio con piccole macine casalinghe che vennero presto messe fuori legge attraverso le grida feudali.
Che erano minacciose , ma altrettanto inefficaci per la difficoltà di applicazione e quindi aumentavano continuamente la pena sperando che servisse almeno come deterrente.
Ovviamente i mulini di cui ho fatto cenno sono successivi a questo periodo, anche se probabilmente alla dipartita dell'ultimo commissario dei Doria erano già in funzione.
Un'altra curiosità é rappresentata dal fatto che le macine migliori provenivano dalla Francia. Si trattava della cosiddetta pietra molare che era una roccia sedimentaria silicea da cui venivano ricavate le macine dai blocchi più idonei.

Magnasco : ma il sole é uguale dappertutto ? Oppure lo vediamo  attraverso la bellezza dei luoghi che lo imprigionano in...
11/05/2026

Magnasco : ma il sole é uguale dappertutto ? Oppure lo vediamo attraverso la bellezza dei luoghi che lo imprigionano in immagini di straordinaria suggestione?

Questo incrocio viario é stato molto importante per il nostro paese sin dai primissimi insediamenti stanziali sino alla ...
10/05/2026

Questo incrocio viario é stato molto importante per il nostro paese sin dai primissimi insediamenti stanziali sino alla prima metà del XX secolo, poi ha progressivamente perso le sue prerogative. Sostanzialmente per due motivi, il primo inoppugnabile é legato alla costruzione della strada camionale che di fatto gli ha tolto la sua ragion d'essere. Il secondo è riconducibile allo tsunami demografico che si é abbattuto sul nostro paese e che ha drasticamente ridotto anche il passaggio ad uso agricolo su questi tratturi.
In realtà le strade vicinali che si snodano da questo crocevia in quel tempo avevano solo alcune caratteristiche del tratturo, perché disponevano di una sede stradale molto ridotta.
Erano delle vere mulattiere e solo in tempi relativamente recenti sono state allargate per consentire il passaggio dapprima delle " lese " , slitte trainate dal cavallo e successivamente dei mezzi agricoli meccanizzati.
Ma questo incrocio che probabilmente chissà quante volte abbiamo percorso distrattamente era davvero uno snodo viario importante per Magnasco.
Dal tracciato contrassegnato dalla freccia rossa era assicurato il collegamento con Rezzoaglio ( ora identificato come Basso, mentre allora era il vero paese di Rusagni ) e infatti attraversato il pianoro del Quarté scendeva rapidamente attraverso la Moreschinna verso la zona prativa di Rezzoaglio Basso , anche se si doveva attraversare il torrente omonimo attraverso le cosiddette " piane ", che altro non erano che passerelle in legno.
Mentre seguendo la freccia gialla si prendeva il sentiero che conduceva al laghetto del Fullo e successivamente ai paesi di Cerisola, Villa Rocca e Villanoce.
Ovviamente la freccia blu indica la direzione dove dopo poche decine di metri d' incontravano le prime case di Magnasco.

Indirizzo

Val D'Aveto
Rezzoaglio
16048

Telefono

0185

Sito Web

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