Magnasco

Magnasco Frazione del comune di Rezzoaglio. Altitudine 823 metri.

Il clima magnaschese.Questo post necessità di una breve, ma fondamentale premessa, Per spiegare sinteticamente cosa non ...
21/06/2026

Il clima magnaschese.
Questo post necessità di una breve, ma fondamentale premessa, Per spiegare sinteticamente cosa non vuole essere, ma soprattutto il contrario.
Non vuole essere uno spunto per reazioni e commenti sulle variazioni climatiche accettate o contestate, per il semplice motivo che chi scrive non avrebbe alcuna competenza ( e neppure voglia ve lo assicuro) per moderare il dibattito. Vuole al contrario rappresentare fotograficamente ( purtroppo con uno storico limitato a pochi anni ) le rilevazioni metereologiche piú interessanti che ha fornito la stazione meteo di Giacomo Fontana negli ultimi quattro anni e delle brevi riflessioni generali sul clima magnaschese che mi ha fornito con la sua consueta competenza e disponibilità. Tutto qui.
Se avessi voluto cavarmela con una estrema sintesi popolare avrei potuto limitarmi a riportare l' efficace battuta del compianto Mario dei Labati, che sosteneva che a Magnasco abbiamo dieci mesi d'inverno e due di brutto tempo.
Ma non è proprio così, anche se effettivamente il nostro clima presenta lunghi periodi di freddo e piovosità, come del resto tutto il comprensorio avetano.
E anche se ogni paese ha delle proprie peculiarità climatiche dovute essenzialmente al posizionamento orografico e altimetrico ( sto utilizzando, temo arbitrariamente, dei termini, che spero non mi espongano alle reprimende di Giacomo 😊) è evidente che i tratti salienti di una valutazione globale e generica del clima magnaschese valgono un po' per tutte le altre frazioni.
Partiamo con una breve panoramica sulle quattro stagioni.
Primavera : é generalmente instabile, piovosa e fresca. A causa dell' alternanza tra perturbazioni e giornate stabili con i primi tepori diurni. Verso la fine, la primavera magnaschese inizia a mostrare con maggiore insistenza una significativa instabilità pomeridiana che anticipa l' estate.
Estate : è generalmente calda perché avendo un clima continentale ed essendo ad una quota altimetrica relativamente bassa si scalda facilmente con la radiazione solare. Ovviamente la percezione del caldo non è omogenea, ma legata alle ondate di calore che caratterizzano il clima nazionale. Significativa anche la presenza pomeridiana di improvvisi temporali che la tradizione popolare ha sempre definito " da caldo "non discostandosi troppo dalla realtà.
Autunno : é forse la stagione più interessante da un punto di vita meteorologico. É molto piovoso come gran parte della Liguria esposta ai venti meridionali umidi , ma accentuati dall' effetto stau appenninico.
Questo effetto stau è sostanzialmente dovuto al fatto che i venti del sud sbattendo contro la catena appenninica sono costretti a sollevarsi, ma soprattutto a raffreddarsi e questo comporta una condensazione e quindi piovosità.
L' inverno : è freddo perchè trovandosi sul versante padano è soggetto ad inversioni ed alla conseguente stagnazione dell'aria fredda nei bassi strati ( cuscino freddo) e ciò permette anche le nevicate abbondanti quando si presenta una perturbazione con temperatura in quota negativa.
Vediamo ora qualche record rilevato dalla stazione meteo di Magnasco negli ultimi quattro anni.
La temperatura massimai è stata di 34,5 gradi raggiunta il 23 agosto 2023 alle 15,22.
Mentre quella più bassa è stata registrata il 10 febbraio 2023 alle
6,30 quando il termometro ha segnato meno 7,8 gradi.
Per quanto riguarda la pioggia l' intensità massima è stata di 443 mm/h il 23 luglio 2024. Mentre il mese piú piovoso è risultato ottobre 2023 con 702 mm.
Infine il vento : la raffica più forte è stata registrata il 9 febbraio 2024 alla velocità di 96, 6 km/h.
Grazie a Giacomo per l' indispensabile supporto e grazie anche a voi se siete arrivati sin qui.
Nella foto la Stazione Meteo di Magnasco in versione invernale ed estiva.

Magnasco attraverso le suggestive e panoramiche immagini di Google Street View, é sempre sorprendente....😊
21/06/2026

Magnasco attraverso le suggestive e panoramiche immagini di Google Street View, é sempre sorprendente....😊

Questa bella casa magnaschese é stata costruita ex novo negli anni Sessanta in località Furnazzo.Il primo proprietario e...
19/06/2026

Questa bella casa magnaschese é stata costruita ex novo negli anni Sessanta in località Furnazzo.
Il primo proprietario era il dott. Lunetti, anche se molti magnaschesi lo hanno sempre identificato con la storpiatura onomastica di Linetti, presumibilmente retaggio della omonima brillantina.
É una casa che puó pretendere di essere equiparata alla tipologia architettonica delle ville unifamiliari, anche se il giardino non è molto grande.
Comunque sino alla fine degli anni Novanta, quando entrò nella disponibilità del parroco Don Emilio Coari e della famiglia Biggio, é sempre stata la villeggiatura estiva della famiglia Lunetti residente a Monza.
E anche se negli ultimi anni le frequentazioni si erano un po' diradate, la casa è sempre stata caratterizzata da un clima di vivacità, anche per la presenza dei tre giovani figli Paolo, Maurizio e Massimo, seppur con un rapporto con la nostra comunità abbastanza superficiale e sporadico.
Il padre Costante ( ma per tutti Dino) durante gli anni magnaschesi aveva iniziato una attività di apicoltura, a metà strada tra il business e il diletto.
Gli alveari erano collocati su un soleggiato cucuzzolo nelle immediate vicinanze del rio Fussello e non molto distante dalla casa.
E spesso collaboravano anche i figli, muovendosi con uno strano furgoncino a tre ruote ricavato modificando un motorino dell'epoca. Almeno questo é quello che ricordo, nonostante siano passati più di dieci lustri.
Ma nel curriculum biografico del signor Lunetti, non so neppure se questa attività verrebbe citata, perché certamente poco significativa nei confronti di altre esperienze certamente più rilevanti.
Una di queste è stata la sua partecipazione alla Resistenza e in particolare modo sui monti tra le valli Aveto e Trebbia.
Il suo nome di battaglia era Caronte, riferimento dantesco a cui possono essere attribuiti diversi significati. Ma soprattutto era cugino del partigiano che manzonianamente potremmo definire piú famoso che conosciuto: Aldo Gastaldi per tutti Bisagno.
Non solo, ma appartenendo ad una famiglia particolarmente legata al culto mariano, credo che abbia raggiunto l' apice del suo credo religioso, diventando il suocero di Marija Pavlovic ( che ha sposato il figlio Paolo ) forse la più conosciuta dei sei veggenti di Medjugorje.
Queste brevi note biografiche sulla famiglia Lunetti che è stata magnaschese di adozione per un trentennio, non sarebbero state possibili senza la fattiva collaborazione di un amico di Magnasco, Riccardo Pagliettini, che ringrazio per la disponibilità e la straordinaria memoria di Maurizio Berneri.

Buongiorno a tutti da Magnasco.
19/06/2026

Buongiorno a tutti da Magnasco.

Magnasco in tempo reale : ore 6,30. Cielo sereno. temp.13,1 gradi( Temperatura rilevata dalla Stazione Meteo di Giacomo ...
18/06/2026

Magnasco in tempo reale : ore 6,30. Cielo sereno. temp.13,1 gradi
( Temperatura rilevata dalla Stazione Meteo di Giacomo Fontana )

Ci sono ferite che non sanguinano, ma non per questo sono meno gravi e dolorose.Anche quelle che affliggono Magnasco da ...
15/06/2026

Ci sono ferite che non sanguinano, ma non per questo sono meno gravi e dolorose.
Anche quelle che affliggono Magnasco da tempo immemore e mai sanate fanno male.
Tutto ha inizio presumibilmente con un connubio che paradossalmente ha risolto e creato problemi nello stesso tempo : Magnasco e l'acqua.
Proprio l' abbondanza del prezioso elemento indispensabile alla vita é stato verosimilmente ( insieme ad altri ovviamente) uno dei motivi principali che hanno creato le condizioni per la nascita del primo insediamento abitativo sopra il Quarté.
Ma a Magnasco l' acqua non scorre solo nei tre torrenti che la cingono in un abbraccio magico e suggestivo, ma purtroppo anche nel sottosuolo.
Quante siano le falde sotterranee e dove siano collocate non lo sa nessuno.
Ma di una almeno abbiamo prove tangibili, perché non di rado affiora in superficie, seppure per brevi periodi.
Questa acqua invisibile si palesa purtroppo in un movimento franoso che da sempre interessa un'entità ben definita del centro storico, lasciando cicatrici indelebili nelle strade, ma soprattutto nei fabbricati. Molte case infatti oltre a crepe, presentano una inclinazione talvolta molto marcata, verso la Statale per dare un punto di riferimento.
Ed é un movimento assolutamente naturale. E lo possiamo spiegare con un esempio semplice, ma esplicativo. Pensate per un attimo di essere in piedi sopra un tappeto. Se qualcuno prende un lembo dello stesso e inizia a ti**re, voi fisiologicamente tenderete a cadere dalla parte opposta.
La stessa cosa accade alle case magnaschesi. L' acqua sotterranea scava e trascina verso valle l' ipotetico tappeto e le case inevitabilmente si piegano sul lato opposto.
Ho accennato all'unica falda che in particolari condizioni metereologiche affiora in superficie al di sotto dell' edicola mariana dedicata alla B.V. di Caravaggio e nella cantina della casa settecentesca di fronte.
Diverse volte ho assistito a questo fenomeno, con un copioso rigagnolo che esce dalla porta della cantina della casa citata e dopo aver percorso il cortile posizionato alla sua sinistra, attraversa la piazzetta pubblica per gettarsi infine nel tombino della fontana di Mezzo da Villa.
Dove passi in condizioni normali é difficile dirlo. Sicuramente superata l' area della falegnameria possiamo ipotizzare che scorra più in profondità, perché in occasione del rifacimento delle strade pubbliche e dei sottoservizi non se ne trovò traccia.
Verosimilmente dopo aver attraversato il centro storico fuoriesce in qualche occasione , alimentando lo stagno stagionale del Borgo posizionato sul lato sinistro del Quarté.
In passato per la verità, qualche tentativo di arginare questo movimento franoso é stato fatto pur senza ottenere grossi risultati, da parte degli Enti preposti.
In alcuni casi forse sono piú i danni che hanno creato che i benefici che hanno apportato, ma non sono un tecnico e perciò mi taccio.
Ora nessuno si occupa del problema e parte del paese continua con il suo lento scivolare verso Rezzoaglio Basso.
Certamente la nostra generazione non vedrà Magnasco sparire per questo motivo. E siccome l' umanità attuale non si preoccupa affatto di quelli che verranno dopo, tutto sommato possiamo anche accantonare il problema.
Ma affetto da incurabile magnaschesitá come sono, il solo pensare a questa ( seppur remota) eventualità, mi fa star male.

Personaggi : Mireille Comstock e Stefano Marra.Questa coppia é magnaschese da un tempo relativamente recente, ma si é in...
13/06/2026

Personaggi : Mireille Comstock e Stefano Marra.
Questa coppia é magnaschese da un tempo relativamente recente, ma si é integrata benissimo nella nostra socialità.
E non poteva essere diversamente perché loro erano magnaschesi prima di conoscere il paese e questo ha certamente favorito il loro inserimento.
Dico questo perché sono estremamente socievoli e disponibili, ma anche riservati e questa é la vera essenza della magnaschesitá.
In questa apparente discrasia c'è tutta la nostra filosofia e loro ne sono degnissimi rappresentanti.
Hanno acquisito una casetta nella contrada dei Lilletti che é perfetta per il loro modo d'intendere il buen retiro avetano, perché é appartata e nel contempo in pieno centro storico.
Non solo , ma Mireille essendo di origini americane ha portato un tocco d' internazionalità nel nostro paese ed è suggestivo notare che dopo una lontana e significativa emigrazione da Magnasco verso gli States, ci sia una magnaschese che recentemente ha fatto il percorso inverso e che é riconoscibile attraverso l' inconfondibile accento yankee.
Stefano invece é un camminatore instancabile e difficilmente lo si vede oziare sulla loro panoramica terrazza.
Una coppia di amici che fortunatamente hanno scelto Magnasco o forse chissà che non sia Magnasco ad aver scelto loro, ma in ogni caso sono ormai dei nostri.

Questa storia magnaschese è emblematica di un  piccolo mondo antico,  ormai scomparso.Non a caso ho mutuato il titolo de...
12/06/2026

Questa storia magnaschese è emblematica di un piccolo mondo antico, ormai scomparso.
Non a caso ho mutuato il titolo del romanzo di Fogazzaro, anche se il contenuto delle due storie è molto diverso. Ma nelle antiche recensioni del suo capolavoro troviamo un giudizio che le accomuna : " Egli ha voluto glorificare le cose umili e non comprese dal mondo : quelle di un piccolo paese..."
Ecco questa storia magnaschese é esattamente rispondente a queste parole.
In realtà l'ho gia abbondantemente raccontata e non aggiungerò alcuna novità, ma certamente il nuovo corredo fotografico la renderà piú comprensibile indipendentemente dal reiterarsi del commento didascalico. O perlomeno questa é la speranza.
Tutta la vicenda si svolge nella contrada magnaschese dei Lilletti, presumibilmente nei primissimi anni del XX secolo.
Allorquando la famiglia dei Vittori ( soprannome sicuramente legato alla numerosa presenza del nome Vittorio nel casato ) si trovò nella necessità di costruire una nuova casa per il nuovo nucleo familiare sorto dall' unione del magnaschese " Cumpá" e della consorte Giulia di Villacella.
Evidentemente la famiglia possedeva quel piccolo terreno adiacente alla casa dei parenti ( ora identificabile nella fotografia con la casa bianca) e ottennero dagli stessi non solo il permesso di costruire appoggiandosi alla loro facciata, ma addirittura di ostruire una finestra che era posizionata nel prospetto medesimo.
Si é sempre raccontato che una sera durante la consueta veglia serale sulle panche di Mezzo da Villa, un magnaschese un po' maliziosamente per la verità, disse al proprietario della casa con la finestra : " Adesso al mattino quando ti farai la barba non vedrai più Piandifontana". Ottenendo questa risposta: " L'ho vista per tanti anni, anche se non vedrò più non fa niente".
Pensate se una storia del genere potrebbe verificarsi oggi. Impensabile.
Nella nuova piccolissima casa hanno vissuto per molti anni i due genitori con cinque figli ( tre femmine e due maschi). Un piccolo servizio igienico costruito in mattoni era posizionato all' esterno. Successivamente la famiglia di Cumpá costruì la nuova e bella casa in Zimma da Villa adiacente alla Statale e questa venne praticamente abbandonata.
Per non farla troppo lunga, arriverò direttamente a pochi anni fa, quando un evidente decadimento strutturale ne rese indispensabile la demolizione. Quel giorno, chi scrive era presente perché voleva verificare l' esistenza della famosa finestra. Ebbene c'era e nel vano Cumpá aveva ricavato un piccolo armadio a giorno con un paio di mensole.Ovviamente dall' altra parte era stata chiusa con un muro.
Dopo la demolizione, l' intonacatura della parete ha cancellato ogni segno di questa storia,
In pratica oggi al posto della vecchia casa dei Vittori si trova questa piacevole terrazza nella disponibilità dei nuovi proprietari della casa dipinta di bianco, di cui allego una foto.
Nelle altre due la vecchia casa dei Vittori e la vista che si godeva da quella finestra, sulla strada vicinale per Piandifontana e in lontananza le case dello stesso paese, ora assediate dalla vegetazione.
Una storia ormai affidata solo al ricordo. Di tangibile non rimane nulla. Ma finché qualcuno la racconterà quella finestra diventerà un caleidoscopio dove volti e storie rivivranno attraverso la nostra immaginazione e sensibilità.

Magnasco in tempo reale : ore 8 - temp. 11,8 gradi - cielo velato - assenza di vento.( dati stazione meteo di Giacomo Fo...
11/06/2026

Magnasco in tempo reale : ore 8 - temp. 11,8 gradi - cielo velato - assenza di vento.
( dati stazione meteo di Giacomo Fontana )

Questa tua realizzazione ti rappresenta meglio di una fotografia, caro zio Aldo.Il soggetto lo avevi preso da una statue...
09/06/2026

Questa tua realizzazione ti rappresenta meglio di una fotografia, caro zio Aldo.
Il soggetto lo avevi preso da una statuetta premio ( probabilmente per meriti aziendali) che chissà come e perché era entrata nella tua disponibilità. Probabilmente quando l'hai portata a casa avevi già in mente di usarla come modello.
Dicevo che ti descrive perfettamente. É vero in questa scultura c'è la tua indubitabile vena artistica, ma anche la tua approssimazione.
Ricordo che l'hai realizzata nella stalla, aggiungendo un po' di cemento ogni domenica.
E al suo interno avevi collocato un tubicino per farne una vera fontana, con l' acqua che scende dalla corona.
Ovviamente era diventata pesantissima e per trasportarla dove è adesso , percorrendo una cinquantina di metri, fu necessario portarla " a stanghetto". I volontari se non ricordo male ( oltre a te naturalmente) erano Pino e Augusto dei Pinolli e Ugo dei Reggin.
Poi eri andato a prendere le pietre per la base nella strada delle Pigunze e le avevi caricate sulla povera Fiat 127 le cui ruote posteriori erano diventate praticamente invisibili.
Ovviamente non stavano tutte nel bagagliaio e qualcuna l'avevi anche messa sul sedile posteriore, ma di questi dettagli non ti sei mai preoccupato.
Io mi limito a ridipingerla ogni anno e a metterla in funzione ogni volta che passa la processione come era tuo desiderio.
E certamente non solo apporta un tocco di originalità al mio giardino, ma probabilmente é davvero il ricordo piú riuscito ed emblematico della tua geniale manualità, ancorché viziata dalle caratteristiche intrinseche dei Grisciun. Di cui anch'io sono un fiero rappresentante. Ciao zio

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Val D'Aveto
Rezzoaglio
16048

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0185

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