15/05/2026
I mulini magnaschesi.
In questo contributo parlerò dei due mulini di cui ho memoria e di cui uno ho fatto in tempo a vederlo ancora funzionante.
Erano entrambi con struttura a ruota orizzontale ed erano azionati dall'acqua del rio Fussello. Quello della famiglia dei Grisciun era posizionato piú vicino alla strada Statale mentre quello della famiglia dei Pinolli si trovava un centinaio di metri più in basso. Di quest' ultimo ho sempre e solo visto i ruderi, mentre quello della mia famiglia ho potuto visitarlo e vederlo in azione diverse volte, soprattutto quando negli ultimi anni a gestirlo era la parente e comproprietaria Attilia.
Che vediamo sulla porta del mulino in compagnia di Anna Brizzolara e di Maria Teresa Maggi presumibilmente negli anni settanta.
Mentre nelle altre due foto si vedono i ruderi di qualche anno fa, ora la situazione é ulteriormente peggiorata.
Ricordo ancora che la derivazione dell' acqua dal torrentello veniva convogliata in una condotta in legno ( caná ) che stretta e molto ripida, consentiva di produrre la necessaria forza motrice per azionare la macina.
Mio nonno e mio padre ci hanno dormito per anni, durante la stagione della macinazione di grano e soprattutto castagne. C' era un piccola branda adattata allo scopo, posizionata su un piccolo soppalco.
Ma questo post mi consente anche di spendere due parole sull' attività del mugnaio nella storia antica.
Al tempo del feudalesimo i mulini rappresentavano una delle entrate più certe e ingenti del feudatario e il motivo é facilmente comprensibile. In una epoca dove riscuotere imposte in denaro era spesso impossibile per le condizioni di assoluta povertà dei sudditi, trattenere una parte del macinato era invece molto più semplice. Ovviamente questa consuetudine rendeva invisa la figura del mugnaio e molti contadini cercavano di macinare in proprio con piccole macine casalinghe che vennero presto messe fuori legge attraverso le grida feudali.
Che erano minacciose , ma altrettanto inefficaci per la difficoltà di applicazione e quindi aumentavano continuamente la pena sperando che servisse almeno come deterrente.
Ovviamente i mulini di cui ho fatto cenno sono successivi a questo periodo, anche se probabilmente alla dipartita dell'ultimo commissario dei Doria erano già in funzione.
Un'altra curiosità é rappresentata dal fatto che le macine migliori provenivano dalla Francia. Si trattava della cosiddetta pietra molare che era una roccia sedimentaria silicea da cui venivano ricavate le macine dai blocchi più idonei.