15/07/2020
Cari amici e followers, oggi siamo estremamente felici di condividere con voi il primo di una serie di post che si concentreranno su un tema molto caro a Remoove, ossia
"come parlare di disabilità"
con conoscenza e coscienza e, ci va di aggiungere, con tanto amore!
Buona lettura!!!
Quando parliamo con qualcuno per organizzare una vacanza, un giro in bici o semplicemente per consigliare quale sia l'hotel più funzionale alle esigenze altrui, qual è il modo più adatto di rivolgerci a chi ci sta ascoltando? Esistono delle differenze?
La risposta è sì. Ma probabilmente non è quella che state aspettando…
Parlare di una persona con disabilità motoria definendola genericamente "la/il disabile" o scadere nel politicamente corretto definendo "non vedente" una persona cieca, vi assicuriamo che la differenza la fa eccome!
"Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!" diceva Nanni Moretti già a fine anni ottanta... e noi di Remoove non possiamo che essere d'accordo!
Esistono fior fior di studi, documenti, classificazioni che negli ultimi quarant’anni si sono occupati dell’argomento. Appare evidente però, che se ancora oggi ci troviamo di fronte ad una tale confusione, parlarne ancora sia non solo necessario, ma doveroso.
Per iniziare quindi, potremmo partire dalla cosa in apparenza più scontata…
Fonte e ispirazione: "Parlare di disabilità, quali sono le parole corrette da usare" di Iacopo Melio , pubblicato su Fanpage.it
Link: https://www.fanpage.it/attualita/parlare-di-disabilita-quali-sono-le-parole-corrette-da-usare/
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