24/05/2025
A seguito delle notizie apparse in questi giorni, il Consiglio Direttivo Assoguide esprime forte preoccupazione sui possibili contenuti della ventilata riforma della legge sulla caccia. Se dovessero essere approvate le modifiche che vengono prospettate, l’impatto sul comparto dell’escursionismo (non solo a piedi) e del turismo outdoor in generale sarebbe devastante.
Già adesso, le guide e tutti coloro che svolgono attività all’aria aperta, in alcuni periodi e zone, trovano difficoltà o sono impossibilitati a frequentare alcune aree a causa dello svolgimento di attività venatorie. L’ampliamento del periodo caccia e dei luoghi in cui cacciare, si dice addirittura nei parchi e riserve naturali, e la ventilata possibilità di restringere le aree protette renderebbe estremamente difficile la coesistenza delle attività ludico sportive all’aria aperta con la caccia stessa. La casistica sugli incidenti di caccia fa qualificare la stessa come attività pericolosa, e appare intuitivo che svolgere attività in una zona in cui è in corso una attività di caccia non sia né piacevole né sicuro. Tali riforme, quindi, si tradurrebbero, in pratica, in molti casi, in un “divieto di escursionismo”.
L’esecutivo in carica ha, giustamente, caldeggiato una norma che sancisce l’autoresponsabilità degli escursionisti. Come conciliarla con una riforma che li esporrebbe al pericolo concreto di essere scambiati per prede o, comunque, di trovarsi esposti al tiro? Chiediamo quindi al Parlamento ed al Governo ed in particolare al Ministro del Turismo, la quale ha dimostrato grande attenzione al tema del turismo guidato, di valutare con attenzione l’impatto che tale riforma potrebbe avere sul comparto del turismo outdoor.
Quello del turismo della natura e dello sport all’aria aperta è un settore in costante e forte crescita che ha un valore economico primario nella filiera turistica; un settore su cui vengono investite ingenti risorse pubbliche e che bilanci i diversi interessi ed assicuri la fruizione sicura delle aree e dei percorsi dove può essere svolta attività outdoor. Pensiamo ad esempio ai lungimiranti investimenti sui Cammini e sui sentieri di lunga percorrenza come il Sentiero Italia. Chi mai si metterebbe in viaggio su questi percorsi se rischia di essere impallinato? Pensiamo anche, ad esempio, alla neonata legge sulla montagna che valorizza e disciplina i percorsi e le attività escursionistiche e le rispettive competenze delle amministrazioni locali. Come giustificare investimenti su percorsi che sarebbero costantemente “non sicuri”? Ma non solo, perché l’Italia è un paese meraviglioso e tantissimi siti della cultura ed attrattive turistiche storico, culturali, artistiche si trovano in loghi minori e fuori dai centri abitati - basti pensare ai tanti siti archeologici, castelli, chiese situati in aperta campagna... Quale miglior modo per goderne di una bella passeggiata? E allora non solo gli escursionisti e gli sportivi, ma anche il turismo culturale e le visite guidate delle guide turistiche rischiano di essere sacrificate e compromesse dalle prospettate riforme!
Assoguide ritiene che i tempi siano maturi per una normativa di settore che bilanci i diversi interessi ed assicuri la fruizione sicura delle aree e dei percorsi devo può essere svolta attività outdoor. Richiediamo quindi al Ministero del Turismo ed al Governo l’apertura di un confronto con le associazioni di categoria per valutare gli impatti delle riforme sul comparto turistico e sportivo. Nello specifico Assoguide chiede che si legiferi nel rispetto del quadro normativo eurounitario e della Costituzione che, nel novellato art. 9 “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni” e che venga mantenuto, senza eccezioni, il divieto di caccia nelle aree protette che sono il luogo naturalmente deputato allo svolgimento delle attività di interesse naturalistico ed escursionistico: l' “Ufficio delle Guide”.
Assoguide propone altresì di equiparare, anche rispetto alla caccia, la rete sentieristica ed i siti di interesse culturale alle strade ad uso pubblico ed ai centri abitati, imponendo una adeguata distanza di sicurezza e delegando le amministrazioni locali a predisporre percorsi “sicuri” per la frequentazione delle attrattive turistiche.