31/03/2026
PERCHÈ ABBIAMO SCELTO IL NOME KAIROS.
La felicità è godere del momento presente! Fare quello si deve e stare in quello che si fa, dandogli un senso, riconoscendo così che tutto è vita. La felicità probabilmente la si può raggiungere sforzandosi di trasformare il Kronos in Kairos.
I greci avevano tre modi di chiamare il trascorrere delle ore.
Uno è “kronos”, il tempo del fare, scandito da appuntamenti.
Il secondo è “aion”, l’eterno presente, che si assapora nell’ozio e solo gli dei sanno misurare.
Il terzo è “kairos”, il “momento giusto o opportuno”, il “momento supremo dell’occasione”.
La felicità probabilmente la si può raggiungere sforzandosi di trasformare il Kronos in Kairos, che è anche detto il “tempo di Dio”, quindi il tempo dell’Amore.
Vivere il Kairos sul posto di lavoro può non essere facile, se si svolge un compito faticoso o che non piace o in un clima pesante.
Ma quanto tempo, quanta vita trascorriamo lavorando! Allora perché non trovare delle modalità per rendere l’ambiente meno ostile, perché non impegnarsi a costruire relazioni che ci facciano sentire tutti meno soli, perché non affrontare la fatica con un sorriso, invece che con rabbia o brontolii.
Vivere il Kairos in famiglia potrebbe semplicemente voler dire ricordarsi di guardare al marito o alla moglie, ai figli, ai genitori, se li abbiamo a carico, come a dei doni che riempiono di significato la nostra vita, anche quando arriviamo a casa stanchi, anche quando vorremmo del tempo solo per noi, anche quando vorremmo starcene in pace e quell’ascolto, quell’attenzione, quella cura. che ci viene richiesta, comporta fatica. Beh, quella fatica, se vissuta nel Kairos, si trasforma in amore.
Vivere il Kairos vuol dire che quando incontro una persona, sto con lui o lei, senza pensare a cosa ho lasciato indietro da fare o a cosa mi attende dopo: il tempo dell’accoglienza di chi ho davanti è tempo d’amore.
Vivere il Kairos quando so che qualcuno verrà a farmi visita, vuol dire non impazzire correndo qua e là perché la casa sia perfetta e in ordine e la cena impeccabile, ma dedicare il tempo anche a preparare il cuore all’incontro, insomma sforzarsi di non essere solo come Marta di Betania, ma voler assomigliare anche un po’ a Maria.
Vivere il Kairos vuol dire anche non aspettare che le cose accadano, che il tempo scorra senza lasciare un segno nella nostra vita, ma sapere fare delle scelte, che ci consentano di cogliere le occasioni che ci vengono date per crescere, anche creandole noi se necessario, per vivere delle esperienze arricchenti, che riempiano di senso il nostro presente e di conseguenza il nostro futuro.