19/07/2026
QUANDO (POS)TARE E’ PRIORITARIO ALLO “ STARE”.
( ovvero, quando la meta di un viaggio è il suo simulacro)
Centinaia di turisti ogni ora che - a mo’ di transumanza- entrano nel Museo del Louvre unicamente per fotografare la cosiddetta “ Gioconda” di Leonardo da Vinci .
Esempio di globalizzazione di un’esperienza mancata, di un’esperienza solo consumata velocemente a mo’ di fast food.
Si’, proprio così.
Individui, da ogni parte del mondo, che non fruiscono di tale capolavoro; che non comprendono la genesi e lo sviluppo di tale opera; che non vedono e sentono tale “ manufatto artistico”; che non percepiscono il senso di tale espressione storica ; ma…, ma che si sentono obbligati a riferire - sui propri canali social - che loro sono stati in tale museo parigino.
Peccato che nessuna fotografia potrà mai dare l’esatta sensazione (ed emozione) di tale capolavoro ; peccato che la stessa immagine postata verrà “ scrollata” in pochi secondi; peccato che, gli stessi turisti , non ammireranno gli altri capolavori nello stesso museo del Louvre ( nonché della stessa sala dove è esposta “ la Gioconda”)…
I Musei non vengono trattati e considerati come il “luogo delle muse” , come un luogo sacro, come delle Wunderkammer, ma come un fast food da take away.
Ma- a ben pensare- quante ore vengono riservate, nei vari istituti scolastici, per l’insegnamento della disciplina della Storia dell’Arte?
I capolavori artistici entrano nelle nostre vite poiché raffigurati sulle calamite, sulle t- shirt e in molti oggetti di uso quotidiano.
Mentre questi stessi capolavori dovrebbero farci fermare per riflettere sulla nostra condizione umana.
Ma (pos)tare e’ più facile e veloce dello “ stare”, dell’esserci, del comprendere, del vivere consapevolmente, dell’emozionarsi.