Przewodnik po Rzymie Barbara Ludwikiewicz

Przewodnik po Rzymie Barbara Ludwikiewicz www.przewodnikporzymie.com Pragnę zaprosić Państwa do zwiedzania ze mną Rzymu. Barbara Ludwikiewicz - Grassi

http://www.ludwikiewicz.pl

Chciałabym pokazać Rzym taki - jak sama najbardziej pokochałam: pełen zabytków, cudownych historii, wspaniałych ludzi i niewyjaśnionych tajemnic a także nowoczesne centrum światowej mody, techniki i nauki. Każdego dnia odkrywam to Wielkie Miasto na nowo, staram się je przybliżyć w Aktualnościach. Chciałabym Państwa zachęcić do wspólnego zwiedzania Rzymu - za pomocą mej strony internetowej lub tradycyjnie - tu w Wielkim Mieście.

Dziś serce ❤️ bije mocniej
03/05/2026

Dziś serce ❤️ bije mocniej

Wycieczka młodzieży z agencją pstravel Ogólnie było nieźle piękna pogoda, super program więc mam nadzieję że oprócz tych...
26/04/2026

Wycieczka młodzieży z agencją pstravel Ogólnie było nieźle piękna pogoda, super program więc mam nadzieję że oprócz tych atrakcji z pobytu w Rzymie Młodzi wywieźli trochę wiedzy o historii Wiecznego Miasta.

22/04/2026

21 aprile: 2779° Natale di Roma😍

Zaimponowali mi swoją siłą i  determinacją  zwiedzania Rzymu i Watykanu.Grupa z Białegostoku z Biuro Pielgrzymkowe PAX w...
19/04/2026

Zaimponowali mi swoją siłą i determinacją zwiedzania Rzymu i Watykanu.Grupa z Białegostoku z Biuro Pielgrzymkowe PAX wraz z pilotką Elzbieta Dabrowska zaskoczyla mnie swoją kondycją i poczuciem chumoru pomimo wielu przebytych pieszo kilometrów, Co może przeszkodzić dobremu piechurowi w super energetycznej grupie.Pozdrawiam i życzę wspaniałej podróży

18/04/2026

A prima vista, Piazza Navona appare come una splendida piazza barocca, modellata da architetti rinascimentali e decorata con fontane celebri come la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini. Eppure, la sua insolita forma allungata ha un’origine molto più antica.

Nell’86 d.C., l’imperatore romano Domiziano ordinò la costruzione di uno stadio monumentale nel cuore di Roma. Ispirato alle competizioni atletiche greche, lo Stadio di Domiziano era progettato per gare di corsa e giochi atletici, non per le corse dei carri. La struttura si estendeva per circa 276 metri di lunghezza e 106 di larghezza, con gradinate in travertino alte oltre 30 metri e una capacità di quasi 30.000 spettatori.

Per secoli, lo stadio ospitò competizioni che riecheggiavano le tradizioni dell’antica Grecia. Ma con il declino dell’Impero Romano, la struttura cadde progressivamente in disuso. Le piene del vicino Tevere trasportarono fango e detriti nell’arena, seppellendola lentamente sotto strati di terra.

Poi accadde qualcosa di straordinario.

Invece di demolire i resti, gli abitanti medievali iniziarono a costruire direttamente sopra le antiche mura dello stadio. Case e torri sorsero lungo le arcate delle gradinate. Poiché questi edifici seguivano le fondamenta esistenti, conservarono esattamente la forma dello stadio.

Con il tempo, l’arena sepolta si trasformò in una piazza pubblica.

Il bordo curvo settentrionale di Piazza Navona non è affatto un progetto rinascimentale: è l’estremità semicircolare originale dello stadio di Domiziano, conservata quasi perfettamente dopo duemila anni.

Oggi, i visitatori possono ancora scendere a circa 4,5 metri sotto il livello stradale, nei pressi di Via di Tor Sanguigna, per vedere le arcate e i corridoi sopravvissuti della struttura antica.

Piazza Navona, quindi, è molto più di una piazza.
È l’ombra di uno stadio romano, che continua a plasmare la città secoli dopo la fine dei giochi.

14/04/2026

18 blocchi da 40 tonnellate, ciascuno già forato prima di essere posato.

Questo è il problema di ingegneria che gli architetti di Traiano dovevano risolvere nel 113 d.C. — e per cui non esisteva ancora nessun manuale.

La Colonna Traiana, quella che hai visto mille volte nelle foto di Roma, non è un cilindro solido. Dentro c'è una scala a chiocciola di 185 gradini che sale per quasi 30 metri. Ma il punto non è questo.

Il punto è come ci è finita lì dentro.

Ogni blocco di marmo di Carrara — 40 tonnellate l'uno, diametro quasi 4 metri — veniva scavato prima ancora di essere sollevato. La scala doveva già esistere nel singolo pezzo, prima che quel pezzo toccasse la colonna. Poi i 18 blocchi venivano impilati uno sull'altro, uniti solo da perni metallici, senza malta.

Associa il problema: un corridoio continuo che attraversa 18 monoliti separati. Se un solo blocco è ruotato di mezzo grado, la scala non combacia. Se un gradino è alto due centimetri di troppo, il corridoio si chiude.

Gli ingegneri romani dovevano calcolare l'allineamento perfetto di ogni blocco — peso, orientamento, posizione del foro — prima che qualsiasi gru romana (cioè un sistema di argani, pulegge e forza umana) li sollevasse a 30 metri d'altezza.

Spoiler: ci sono riusciti. E la prova è ancora lì, intatta, da 1.912 anni.

Il fregio che si avvolge 23 volte attorno al fusto — 200 metri di scultura continua, lunga come due campi di calcio — era probabilmente già sbozzato sui singoli blocchi prima dell'assemblaggio, poi rifinito in opera. Un film di pietra costruito a pezzi, come un puzzle da 720 tonnellate.

La colonna fu inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. Il basamento sotto i tuoi piedi conteneva la camera funeraria dell'imperatore. L'intera struttura era, allo stesso tempo, un grattacielo, un libro illustrato e un mausoleo.

Hanno fatto tutto questo senza computer, senza laser, senza cemento armato. Solo marmo, perni di metallo e un calcolo che non poteva sbagliare nemmeno una volta.

In breve:
18 blocchi da 40 tonnellate ciascuno, con la scala già scavata dentro prima di essere assemblati.
185 gradini su 29 metri: un corridoio continuo ottenuto allineando 18 monoliti separati senza margine di errore.
200 metri di fregio scolpito, 23 giri attorno al fusto, inaugurata il 12 maggio 113 d.C.

Zapraszam na fantastyczna wystawe malowidel Jacka VETTRIANOOd 12.02.2026 do 05.07.2026 - Palazzo Velli
12/04/2026

Zapraszam na fantastyczna wystawe malowidel Jacka VETTRIANO

Od 12.02.2026 do 05.07.2026 - Palazzo Velli

08/04/2026

Il Colosseo aveva un equipaggio militare permanente di 1.000 marinai.

Non per combattere. Non per sorvegliare gli spalti. Solo per stendere una tenda.

Si chiamava velarium: la copertura retrattile che proteggeva 50.000 spettatori dal sole romano. Una superficie enorme, fissata a 240 pali di legno incastrati nelle mensole del quarto livello della facciata. Peso totale stimato: 24 tonnellate.

Qui inizia la parte che pochi conoscono.

Per azionare quel sistema servivano marinai militari professionisti — non schiavi, non lavoratori a giornata — distaccati stabilmente dalla Classis Misenensis, la flotta imperiale di stanza a Miseno, nel golfo di Napoli. Erano soldati di carriera, esperti di cavi, argani e manovre navali, riassegnati in pianta stabile alla capitale con un unico compito.

Far funzionare una tenda.

Il meccanismo era modellato sull'arboratura delle navi da guerra: corde parallele su cui scivolavano anelli con pannelli di tela, azionati da argani e ancorati a cippi di pietra piantati nel terreno attorno all'edificio. Un anello centrale aperto garantiva aerazione e riduceva il carico sul sistema. Per stendere o ritirare l'intera struttura servivano coordinazione e tecnica navale: non bastava la forza, serviva il metodo.

Spoiler: quei cippi di ancoraggio sono ancora visibili sui lati nord ed est del Colosseo.

Il Colosseo che conosci — l'edificio in pietra, le arcate, l'arena — era in realtà anche un sistema navale attivo. Un porto che non toccava l'acqua, con un equipaggio che non navigava, manovrava un velario da 24 tonnellate sopra una folla di 50.000 persone.

Nessun impianto sportivo moderno ha mai richiesto una marina militare per aprire il tetto.

In breve:
Il velarium del Colosseo era una copertura retrattile da 24 tonnellate
Servivano 1.000 marinai militari professionisti della flotta di Miseno per manovrarlo
Il meccanismo era identico all'arboratura navale: cavi, anelli e argani usati come su una nave da guerra

08/04/2026
08/04/2026

Nel 55 a.C., Giulio Cesare compì un'impresa ritenuta impossibile varcando il fiume Reno per addentrarsi nei territori della Germania con legioni storiche come la VII, l'VIII, la IX e la leggendaria Legio X Equestris. Questa formidabile macchina bellica era formata da veterani induriti da anni di Guerre Galliche, soldati professionisti resistenti alla fatica e al panico, equipaggiati con armatura in maglia di ferro (lorica hamata), un grande scudo (scutum), i pesanti giavellotti (pilum) e la letale spada corta (gladius). Prima ancora che con le armi, queste truppe impressionarono i nemici con un'incredibile impresa ingegneristica, costruendo un enorme ponte di legno in soli dieci giorni per dimostrare che nessun ostacolo naturale poteva fermare Roma. La spedizione fu un'operazione punitiva e di guerra psicologica: guidati da una lealtà assoluta verso il loro comandante, i legionari penetrarono nel territorio per proteggere gli alleati Ubi e terrorizzare tribù bellicose come i Sigambri e i Suebi. Dopo soli 18 giorni di permanenza, in cui bruciarono villaggi e raccolti per lanciare un chiaro monito sulla potenza di Roma, le legioni riattraversarono il fiume e distrussero il ponte alle loro spalle, segnando un momento indimenticabile nella storia militare.
Immagine generata e ispirata dalla IA e pertanto soggetta a possibili imprecisioni.
Vuoi saperne di più? Vai su https://romaeredidiunimpero.altervista.org

Indirizzo

Viale Mazzini 88
Rome
00195

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00

Telefono

+393387753802

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