04/01/2016
appena scesi dall'aereo, dopo aver passato i vari controlli e varchi, ed aver compilato una sorta di domanda di ingresso, in aeroporto, abbiamo cambiato i primi euro direttamente dentro l'aeroporto.
Ricordatevi di farlo prima di uscire, altrimenti non vi faranno rientrare.
Con un taxi abbiamo concordato di essere portati alla casa particular in zona Capitolium.
Ci ha lasciato proprio di fronte al portone, in via San Martin, di lì siamo saliti in ascensore al 10° piano e preso possesso delle camere che ci hanno riservato. In realtà si trattava di un intero appartamento.
Mi sono affacciato dal balcone e la stanchezza sembrava essere sparita interamente.
Ero finalmente a Cuba, all'Avana, e stavo osservando incuriosito, per la prima volta dal vero, il panorama prossimo all'alba.
Il Capitolium era ingabbiato in una serie di impalcature per la manutenzione.
Da quell'altezza si riusciva a vedere molto distante, ma dal lato opposto dell'oceano.
Si vedevano i tetti, le strade comunque percorse continuamete da mezzi e persone, palazzi a distanza, e tutto ciò mi incuriosiva e suscitava in me tante domande senza risposta.
Ed intanto l'alba si avvicinava e la luce ci svelava sempre più dettagli inconsueti.
E' stato bellissimo far apparire l'Avana dalle tenebre, come un sogno che via via si materializza.
Il mio cuore batteva forte, le lacrime inumidivano gli occhi stanchi.
In tutto questo un vociare di sottofondo continuo, i rumori dei mezzi, quelli di animali sembravano voler annullare la calma e serenità della notte.
Col tempo mi abituerò a tutto questo, ma fino all'ultimo giorno non smetterò di stupirmi e di emozionarmi a quelle immagini e quei suoni.
La mia avventura di tre settimane a Cuba era iniziata, e qui ve la racconterò a mo di diario