24/04/2015
vecchia foto della libreria ..
Il capostipite dei Nardecchia antiquari, Attilio, nacque a nel 1867. Ancora adolescente venne a dove si laureò brillantemente in medicina.
Trascurando la professione di medico, cominciò ad esercitare l'attività di libraio nel 1895 in società con , ma già due anni dopo aprì una sua libreria in .
Fin dall'inizio pubblicò cataloghi orientandosi ben presto verso un ramo dell'antiquariato assai trascurato in Italia, quello del libro scientifico e delle raccolte di riviste e atti accademici, a cui affiancò la specializzazione del libro ecclesiastico.
In quel periodo infatti, in forza della legge di soppressione delle corporazioni religiose, affluivano alle biblioteche pubbliche i fondi dei conventi soppressi. In particolare la Biblioteca Nazionale di Roma fu sommersa da tale massa di volumi che si vide costretta ad alienare i cosiddetti "duplicati", alimentando così un fiorente commercio di libri ecclesiastici e dando occasione a molti librai, primo fra tutti il Nardecchia, di sviluppare una nuova competenza.
Sempre ottime furono le sue relazioni con l'ambiente delle biblioteche e in generale con il mondo scientifico e accademico italiano.
La sua libreria era punto d'incontro di studiosi e bibliofili illustri, fra i quali Benedetto Croce, Luigi Einaudi, lo storico dell'arte Adolfo Venturi, il matematico Vito Volterra, l'incunabolista don Tommaso Accurti; anche il Papa Pio XI lo stimò e l'ebbe caro.
A un certo momento il Nardecchia diede vita a un'attività editoriale assai impegnativa.Videro così la luce le opere di Ettore Pais "Dalle guerre puniche a Cesare Augusto","Storia della colonizzazione di Roma antica", "Storia della Sardegna e della Corsica durante il dominio romano"; la ristampa degli "Scriptores Ordinis Minorum" di Luke Wadding; la riedizione del "Supplementum" al Wadding, di Sbaraglia con le aggiunte dell'Accurti; "Gli scienziati italiani dall'inizio del Medio Evo ai nostri giorni. Repertorio bibliografico diretto da Aldo Mieli"; l' "Archivio della Scienza", uno dei più importanti periodici scientifici italiani.
Tale bella attività editoriale fu interrotta bruscamente insieme con l'attività libraria nel 1923, quando l'Università, avendo comprato tutto l'edificio, gli impose lo sfratto da Palazzo Carpegna in Corso Rinascimento, dove si era sistemato. Non trovando altri locali, decise allora di vendere la libreria a Walter Regenberg ed Ernesto Immelen, due librai tedeschi che continuarono la pubblicazione dei cataloghi mantenendo la sua ragione sociale, poi trasformatasi nel 1930 in "Libreria già Nardecchia". Divenne così privato bibliofilo, ma seguitò a comprare libri fino a riempirne un intero piano del suo villino sull'Aventino, tanto che dopo il 1930 potè ricominciare a pubblicare cataloghi, gli ultimi, con l'intestazione "Cav. Dott. Attilio Nardecchia libraio - editore, Via delle Terme Deciane 7".
Quando nel 1961 Attilio Nardecchia morì, esisteva già da qualche anno il negozio di stampe in Piazza Navona che il figlio Plinio aveva aperto nel 1955.
Dotato di naturale disposizione artistica, dopo essersi affiancato per un certo tempo al padre nell'antiquariato librario, Plinio prese ad occuparsi esclusivamente di stampe, raggiungendo presto un alto livello di competenza. Il suo negozio, come già quello del padre, divenne notissimo luogo di ritrovo di studiosi e dotti clienti. Non era raro incontrarvi Giovanni Malagodi, Vittorio Gassman, Livio Borghese o i collaboratori di Sandro Pertini incaricati di acquistare per il Presidente qualche preziosa incisione da donare a capi di stato stranieri.
Indira Gandhi, ogni volta che capitava a Roma, non tralasciava di acquistare da lui qualche mappa antica per la sua raccolta di carte geografiche dell'India. Maria Catelli, direttrice del Gabinetto delle Stampe (oggi Istituto Nazionale per la Grafica), lo volle nominare Ispettore onorario.
Plinio amava appassionatamente Roma e in particolare Piazza Navona, tanto che negli anni aveva formato una collezione privata di stampe riproducenti la sua diletta piazza; per questo profondo legame con la città il Gruppo dei Romanisti desiderò annoverarlo fra i suoi membri.
Si spense nel 1999 quando già da vari anni aveva associato nell'attività i figli Annalisa e Attilio.
Siamo dunque alla storia di oggi. E' nota a tutti la solida competenza di Attilio Nardecchia, specie nel campo della cartografia in cui si è specializzato durante i suoi assidui viaggi. Egli non si stanca mai di ricercare mappe e stampe rare, avvalendosi anche, da non molto, della collaborazione del giovane figlio Andrea.