02/08/2025
Attraversare il Tago
Ogni giorno, i battelli che collegano Almada a Lisbona solcano il Tago come sospesi tra due mondi: quello della città visibile e quello delle sue ombre interiori. Questo tragitto, breve ma denso di significato, ha ispirato scrittori come Fernando Pessoa e Antonio Tabucchi, che ne hanno colto il valore simbolico e poetico.
Pessoa, con la sua visione frammentata della realtà, vedeva nel fiume e nei battelli un luogo di passaggio, uno spazio “fra” in cui l’anima può smarrirsi o ritrovarsi. Nei suoi scritti, la Lisbona vista dall’acqua si dissolve in una nebbia di sogni e malinconia, come se ogni viaggio fosse anche una fuga da sé.
Tabucchi, profondamente influenzato da Pessoa, nel romanzo Requiem descrive il tragitto in battello come un tempo sospeso, un viaggio nell’interiorità. Il protagonista attraversa il Tago per incontrare fantasmi e memorie, in una Lisbona immobile e afosa di fine luglio. Il battello non è solo un mezzo di trasporto, ma diventa metafora dell’attesa, del ritorno e del confine incerto tra la vita e il sogno.
Oggi, salire su quel battello è ancora un’esperienza che unisce il quotidiano al simbolico. Dalla prua si scorge la sagoma della città, con le sue colline e i suoi miradouros, mentre alle spalle resta Almada, con la statua del Cristo Rei che veglia sul fiume. In mezzo, il tempo si dilata — e il Tago, silenzioso, continua a ispirare chi sa ancora osservare.