31/08/2026
𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗦𝗜 𝗥𝗜𝗗𝗨𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗣𝗜𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔. 𝗨𝗡𝗔 𝗕𝗔𝗥𝗕𝗔𝗥𝗜𝗘.
Questa foto arriva dal 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗢𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗰𝗼, ma scene del genere si vedono ormai in tutta Roma: lavori per i sottoservizi, scavi a ridosso degli alberi, radici esposte o danneggiate, potature invasive che mutilano pini che hanno impiegato decenni per diventare i giganti che conosciamo.
Guardate questo pino. 𝗨𝗻 𝗴𝗶𝗴𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗶, trattato come se fosse semplicemente un ostacolo in mezzo a un cantiere.
E allora la domanda è semplicissima: 𝗖𝗛𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔 𝗟𝗘 𝗗𝗜𝗧𝗧𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗘𝗦𝗘𝗚𝗨𝗢𝗡𝗢 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜?
Chi verifica come si scava vicino agli alberi? Chi controlla che vengano rispettate le prescrizioni? Chi ferma un’impresa quando rischia di compromettere un apparato radicale?
𝗗𝗼𝘃’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗗𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗧𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗔𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲?
Perché il problema non riguarda soltanto chi materialmente impugna una ruspa o una motosega. 𝗥𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗳𝗮.
Danneggiare le radici di un grande pino significa potenzialmente comprometterne salute e stabilità, creando domani proprio quei problemi di sicurezza che potrebbero poi portare al suo abbattimento.
𝗭𝗘𝗥𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗨𝗡 𝗕𝗘𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘. 𝗭𝗘𝗥𝗢 𝗧𝗢𝗟𝗟𝗘𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗢𝗩𝗥𝗘𝗕𝗕𝗘 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗖𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗛𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗟𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗘𝗟𝗔.
I pini di Roma non sono arredo urbano usa e getta. Sono esseri viventi, patrimonio paesaggistico e parte dell’identità della nostra città.
𝗟𝗘 𝗗𝗜𝗧𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗩𝗢𝗡𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗜. 𝗘 𝗖𝗛𝗜 𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗘 𝗟𝗘 𝗔𝗨𝗧𝗢𝗥𝗜𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔𝗥𝗟𝗘.
Quello che vediamo in questa fotografia non è semplicemente terra smossa intorno a un albero. 𝗘̀ 𝗟’𝗜𝗠𝗠𝗔𝗚𝗜𝗡𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗦𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗨𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗣𝗥𝗘𝗭𝗜𝗢𝗦𝗜 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔.
📸 Foto e segnalazione: 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗿𝗮𝗻𝗴𝗵𝗲𝗹𝗹𝗼