20/03/2020
Se fosse un solito 20 marzo me ne andrei, lavoro permettendo, un po’ prima di mezzogiorno a Santa Maria degli Angeli, su, nella piazza dai due nomi, l’Esedra o della Repubblica.
Una bella passeggiata, passando per San Pietro, Castello, ponte Sant’Angelo, un po’ di centro a scelta, piazza Navona o Campo de’Fiori, la salita del Quirinale e il lungo rettifilo dell’Alta Semita, via XX settembre.
Ecco, oggi è l’equinozio di primavera, detto punto γ (gamma). La durata del giorno è uguale alla durata della notte, come ci dice l’etimologia. Dal punto di vista astronomico, gli equinozi, sono i due momenti dell’anno in cui il Sole, nel suo cammino apparente intorno alla Terra (l’eclittica) incontra l’equatore celeste. I raggi del Sole, che colpiscono la Terra allora sono allora perpendicolari all’Equatore, il Sole sorge esattamente ad Est e tramonta esattamente ad Ovest.
A Santa Maria degli Angeli c’è una meridiana, realizzata appositamente, nel 1702 per studiare questi fenomeni astronomici.
La basilica è enorme, impressionante, austera, realizzata com’è negli ambienti delle imponenti Terme di Diocleziano agli inizi del IV secolo. Molti furono i progetti per trasformare gli ambienti termali, secondo le leggende costruiti con l’impiego degli schiavi cristiani, in una Chiesa. Fu il papa Pio IV, nel 1561 ad dedicarli Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum incaricando Michelangelo del grande progetto di trasformazione.
Un secolo e mezzo più tardi un altro papa, Clemente XI, papa Albani, incarica un eclettico erudito veronese, Francesco Bianchini , di realizzare una meridiana sfruttando lo spazio offerto della Chiesa. Lo scopo è quello di verificare la correttezza dei calcoli e delle modifiche al Calendario apportate dal papa Gregorio XIII nel 1582, con il famoso salto di dieci giorni, dal 5 al 15 ottobre dello stesso anno. Secondo quanto stabilito da quella riforma, il 1700 non era stato anno bisestile: sarebbero stati bisestili, oltre al normale anno ogni quattro, solo gli anni centenari multipli di quattro. Quindi bisestili 1600 e 2000, non bisestili 1700, 1800, 1900)
La meridiana è impressionante. Una lunga linea di bronzo di circa 45 metri parte dall’angolo Sud della basilica, attraversa tutto il transetto e termina in prossimità dell’altare. La linea è protetta da due fasce di un marmo greco, detto imezio, cavato dal monte Imetto, nei pressi di Atene, e noto anche come cipollino o “fetido di Grecia”, per il suo odore. Nella parete Sud, nascosto nello stemma di papa Clemente XI (tre monti e una stella a sei punte) è il foro gnomonico, il foro attraverso il quale il raggio solare penetra in basilica nel momento del suo culmine giornaliero, il mezzodì locale, e va a toccare la linea meridiana in un punto diverso ogni giorno dell’anno. Il foro è collocato ad un altezza di 20 metri e 34 centimetri. Il muro è imponente, forte, robusto, aveva resistito per secoli a terremoti e distruzioni e c’era quindi da ritenere che non fosse soggetto ad assestamenti che avrebbero inficiato i calcoli.
La linea è decorata con riquadri di marmi policromi, alcuni di restauro – che rappresentano i segni zodiacali, quelli dell’Estate e della Primavera da una parte, quelli dell’Inverno e dell’Autunno dall’altra. Nei rappresentazioni sono inserite stelline di bronzo della costellazione, di diversa grandezza, a seconda della magnitudine. La linea meridiana inizia dal segno zodiacale del Cancro, che segna il solstizio d’estate, collocato a poco più di sei metri dal cosiddetto punto perpendicolare, un punto sul pavimento, perpendicolare al foro gnomonico, da cui ha inizio tutta la costruzione geometrica della meridiana. In estate, al mezzogiorno locale, il Sole raggiunge al massima altezza sull’orizzonte e quindi il raggio colpisce la Terra con un angolo inferiore. Man mano che si avanza nella stagione il Sole comincia ad abbassarsi e quindi l’angolo di incidenza diventa progressivamente più ampio.
Se potessi entrare oggi, in Santa Maria degli Angeli, un po’ prima di mezzogiorno, andrei ad esplorare i magnifici riquadri di marmi commessi che raffigurano del costellazioni, nei quali sono inserite stelline di bronzo diversa grandezza, in base alla relativa magnitudine, mi avvicinerei alla linea meridiana aspettando di osservare il passaggio del sole e poi mi perderei, alla ricerca delle tante stelline di bronzo che si trovano un po’ ovunque nel pavimento della basilica, sulla posizione e funzione delle quali ci sono varie ipotesi.