Fondazione Pastificio Cerere

Fondazione Pastificio Cerere Dal 2005 promuove l'arte contemporanea attraverso mostre, progetti educativi, residenze per giovani artisti e curatori, workshop e studio visit.

La Fondazione Pastificio Cerere nasce a Roma nel 2005 per volontà del suo presidente, Flavio Misciattelli, con l’intento di preservare il grande patrimonio culturale del Pastificio Cerere e con l’obiettivo di promuovere e diffondere l’arte contemporanea. La Fondazione sorge all’interno del Pastificio Cerere, un’ex fabbrica di pasta diventata celebre negli anni Ottanta come sede del “Gruppo di San

Lorenzo”, di cui hanno fatto parte Nunzio, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli. Ancora oggi, gli spazi dell’ex stabilimento industriale ospitano studi d’artista, gallerie d’arte, scuole di fotografia e studi di grafica. La Fondazione realizza e promuove progetti formativi e programmi di residenze dedicati a giovani artisti e curatori, insieme a un ricco programma di mostre, conferenze, workshop e studio visit. Grazie anche alla nomina a direttore artistico di Marcello Smarrelli sono state istituite borse per residenze per giovani interessati a trascorrere un periodo di lavoro negli atelier messi a disposizione; sono state promosse attività per studenti universitari ed è stata sollecitata la partecipazione delle scuole; oltre ad una programmazione di mostre ed eventi che intendono riaffermare sempre più l'interesse nei confronti della formazione e della sperimentazione, offrendosi come un luogo aperto alla città e agli artisti, agli architetti, alle associazioni, agli studenti, alle istituzioni italiane e straniere che vi operano.

Con Cabeza dura: un Tano en América, Giovanni de Cataldo prosegue la ricerca sviluppata con AGUANTE, esplorando le conne...
25/07/2026

Con Cabeza dura: un Tano en América, Giovanni de Cataldo prosegue la ricerca sviluppata con AGUANTE, esplorando le connessioni tra migrazione, memoria e cultura. Ospitata negli spazi di Secret Futebol Club a Brooklyn e presentata da Salotto, la mostra intreccia due universi profondamente radicati nella cultura latinoamericana: la devozione popolare e il tifo calcistico, entrambi intesi come pratiche collettive di appartenenza, memoria e identità. Il percorso espositivo presenta una selezione di arazzi e una nuova installazione site-specific realizzata con frammenti di marmo recuperati e trasformati in piccole architetture ad evocare altari e luoghi di devozione. Attraverso immagini, simboli e materiali, il calcio emerge come un rito contemporaneo capace di raccontare memoria, comunità e appartenenza .
Il progetto promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere, in partenariato con Muntref - Museos de la Universidad Nacional Tres de Febrero è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del nell’ambito del programma 2025.

⚽️ With *Cabeza dura: un Tano en América*, Giovanni de Cataldo continues the research he began with *AGUANTE*, exploring the connections between migration, memory and culture. Hosted at Secret Futebol Club in Brooklyn and presented by Salotto, the exhibition weaves together two worlds deeply rooted in Latin American culture: popular devotion and football fandom, both understood as collective practices of belonging, memory and identity. The exhibition features a selection of tapestries and a new site-specific installation created using salvaged marble fragments transformed into small architectural forms evoking altars and places of devotion. Through images, symbols and materials, football emerges as a contemporary ritual capable of conveying memory, community and a sense of belonging.
The project, promoted by the Fondazione Pastificio Cerere in partnership with has been made possible thanks to the support of the Directorate-General for Contemporary Creativity of the as part of the 2025 programme.

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Al centro della pratica di Erica Gismondi vi è la trasformazione del flusso cronometrico in materia plastica: attraverso...
13/07/2026

Al centro della pratica di Erica Gismondi vi è la trasformazione del flusso cronometrico in materia plastica: attraverso il disegno botanico seriale e imponenti strutture all'uncinetto, opera un sequestro della quotidianità per restituirla in forma di manufatto. La ripetizione metodica diventa così strumento di indagine concettuale, in cui il tempo non è un orizzonte narrativo ma un'unità di misura solida. Ogni maglia e ogni segno registrano la durata dell'azione, incorporando la stasi e la fatica come elementi strutturali. L'opera si fa tempo presente, un'iterazione vibrante che sfida la frenesia produttiva per ritrovare, nell'armonia del gesto reiterato, una nuova e necessaria lucidità spaziale.

Erica Gismondi è tra le artiste e artisti selezionati per la VII edizione di . Progetto per giovani artisti, il programma di residenze ideato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Pastificio Cerere, vede quest’anno le nuove collaborazioni con l’ Accademia di Belle Arti di Roma , NABA Nuova Accademia di Belle Arti e rinnova la sinergia con RUFA - Rome University of Fine Arts con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma .

Erica Gismondi è attualmente in residenza nell'atelier del Pastificio Cerere per la VII edizione di  . Progetto per giov...
11/07/2026

Erica Gismondi è attualmente in residenza nell'atelier del Pastificio Cerere per la VII edizione di . Progetto per giovani artisti, il programma di residenze ideato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Pastificio Cerere, vede quest’anno le nuove collaborazioni con l’Accademia di Belle Arti di Roma, NABA Nuova Accademia di Belle Arti e rinnova la sinergia con RUFA - Rome University of Fine Arts con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma .

L'artista nasce a Lanciano nel 2001, intraprende il proprio percorso di formazione artistica tra l' Accademia di Belle Arti di Roma e la University of Arts and Design di Cluj-Napoca, sviluppando una ricerca che spazia dal disegno all'installazione tessile. Il suo lavoro è stato presentato in diverse sedi, tra cui la Fondazione Pastificio Cerere e l' Istituto Polacco di Roma, ed è documentato nel volume 222 artisti emergenti su cui investire 2026 di exibart.

photo credits Carlo Romano

Iniziamo a presentarvi gli artisti e le artiste vincitrici della VII edizione di  . Progetto per giovani artisti, il pro...
10/07/2026

Iniziamo a presentarvi gli artisti e le artiste vincitrici della VII edizione di . Progetto per giovani artisti, il programma di residenze ideato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Pastificio Cerere, vede quest’anno le nuove collaborazioni con l' Accademia di Belle Arti di Roma, NABA Nuova Accademia di Belle Arti e rinnova la sinergia con RUFA - Rome University of Fine Arts con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma

Attualmente in residenza nell’atelier del Pastificio Cerere, Hinrik Leonard nasce a Reykjavík nel 2002. Trasferitosi a Roma all’età di 8 anni, intraprende il proprio percorso di formazione artistica presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti, dove attualmente frequenta il terzo e ultimo anno.

Photo credits Carlo Romano

Iniziamo a presentarvi gli artisti e le artiste vincitrici della VII edizione di  . Progetto per giovani artisti, il pro...
06/07/2026

Iniziamo a presentarvi gli artisti e le artiste vincitrici della VII edizione di . Progetto per giovani artisti, il programma di residenze ideato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Pastificio Cerere, vede quest'anno le nuove collaborazioni con l'Accademia di Belle Arti di Roma, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e rinnova la sinergia con RUFA - Rome University of Fine Arts con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell'ambito del programma

Attualmente in residenza nell'atelier del Pastificio Cerere, Hinrik Leonard Ingólfsson nasce a Reykjavík nel 2002. Trasferitosi a Roma all'età di 8 anni, intraprende il proprio percorso di formazione artistica presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti, dove attualmente frequenta il terzo e ultimo anno.

Photo credits Carlo Romano

Siamo felici di condividere gli scatti de “El Clasico de las Colectividades”, mostra temporanea realizzata nell’ambito d...
26/06/2026

Siamo felici di condividere gli scatti de “El Clasico de las Colectividades”, mostra temporanea realizzata nell’ambito di AGUANTE, progetto dell’artista Giovanni de Cataldo presentata da Blueproject Foundation negli spazi di Espai II a Barcellona. L’artista propone, attraverso una selezione di arazzi e un estratto del documentario una riflessione sul processo di costruzione identitaria, assumendo come metafora il confronto tra le comunità diasporiche rappresentate dai club Sportivo Italiano e Deportivo Español.

Attraverso questo progetto Giovanni de Cataldo esplora le connessioni tra il tifo calcistico sudamericano e le migrazioni italiane partendo dalla parola “aguante”: il termine viene adottato dalle tifoserie argentine dove diventa espressione di identità collettiva, resistenza e simbolo di appartenenza.

AGUANTE è promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere in partenariato con il MUNTREF, vincitore della 14ª edizione dell’Italian Council, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

We are delighted to share these photographs from “El Clasico de las Colectividades”, a temporary exhibition organised as part of AGUANTE, a project by the artist Giovanni de Cataldo presented by the Blueproject Foundation at Espai II in Barcelona. Presenting a selection of tapestries and an excerpt from a video documentary, the artist offers a reflection on the process of identity formation, using the rivalry between the diaspora communities represented by the Sportivo Italiano and Deportivo Español clubs as a metaphor.
AGUANTE is organised by the Fondazione Pastificio Cerere in partnership with MUNTREF – Museos de la Universidad Nacional de Tres de Febrero in Buenos Aires, winner of the 14th edition of the Italian Council, the programme run by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Ministry of Culture to promote Italian contemporary art worldwide.

Soma Mexico
Palazzo Collicola Spoleto

photo credits Roberto Ruiz

Oggi per “Meet the curator” incontriamo Gianlorenzo Chiaraluce, curatore della mostra ULTRA FLAT di Alberto Maggini, in ...
25/06/2026

Oggi per “Meet the curator” incontriamo Gianlorenzo Chiaraluce, curatore della mostra ULTRA FLAT di Alberto Maggini, in mostra fino al 10 luglio

- Ci racconti il tuo primo incontro con Alberto Maggini?

Con Alberto ci siamo incontrati a cena, a casa di un comune amico. Davanti a un quadro, che riproduceva un paesaggio naturale, ero rimasto colpito dalla sua capacità di riconoscere accuratamente ogni specie raffigurata. Univa il gusto per l'arte a un senso tassonomico da illuminista.

- Com'è nato il progetto della mostra e cosa ti piacerebbe che lo spettatore portasse con sè?

Il progetto nasce come prosecuzione di Adore, il lavoro di mimesi decostruttiva di una rivista di moda che Alberto aveva sviluppato con il supporto dell'Italian Council. Confrontandoci con lo spazio abbiamo applicato la stessa logica di indagine e ribaltamento, fino a cimentarci con l'idea di ricostruire un centro estetico come laboratorio biopolitico. Quello che mi auguro lo spettatore porti con sé lo potrei tradurre con un piccolo mantra tascabile, tratto dal monologo di Agrado del film Tutto su mia madre di Pedro Almodóvar, che ha spesso guidato il nostro lavoro: «una è tanto più autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di sé stessa».

🥑 Alberto and I met over dinner at the home of a mutual friend. Standing in front of a painting depicting a natural landscape, I was struck by his ability to accurately identify every species depicted. The project began as a continuation of *Adore*, the work of deconstructive mimesis of a fashion magazine that Alberto had developed. Faced with the space, we applied the same logic of investigation and subversion: reconstructing a beauty salon as a biopolitical laboratory. What I hope the viewer takes away could be summed up in a little pocket mantra, taken from Agrado’s monologue in Pedro Almodóvar’s film *All About My Mother*, which has often guided our work: ‘A person is all the more authentic the more she resembles the idea she has dreamt of herself.’

Photo credits Michael Avedon

Oggi per "Meet the curator" abbiamo intervistato Alessandra Mammì, curatrice della mostra Fondazione Pastificio Cerere |...
09/06/2026

Oggi per "Meet the curator" abbiamo intervistato Alessandra Mammì, curatrice della mostra Fondazione Pastificio Cerere | Lofoten Poems – Visions from the Deep North Yngve Henriksen in mostra fino al 10 luglio.

- Ci racconti il tuo primo incontro con Yngve Henriksen?
Il primo incontro con Yngve Henriksen è stato con un suo quadro nella casa del comune amico Brendan Griggs a Cambridge. Il secondo invece è stato in un vero paesaggio notturno a Svolvær nelle isole Lofoten dove insieme a Brendan, ero arrivata proprio perché secondo Yngve per capire il suo lavoro era necessario affrontare fisicamente il paesaggio, respirare l’aria e vivere i colori di quel mondo con cui lui dialoga ogni giorno dentro e fuori i suoi dipinti.

- Com'è nato il progetto della mostra e cosa ti piacerebbe che lo spettatore portasse con sè?
Il progetto della mostra è contenuto in parte nel titolo “Lofoten poems”: immagine di una pittura che procede come la poesia per mettere in contatto un mondo esteriore con il mondo interiore. Le immagini di Yngve sono come una soglia tra l’immensità della visione dell’Artico e la profondità della sensazione che quel paesaggio produce in noi.

⛰️ Meet the curator Alessandra Mammì today
- Could you tell us about your first time meeting Yngve Henriksen?
My first meeting with Yngve was through one of his paintings at the home of our mutual friend Brendan Griggs in Cambridge. The second, however, took place in a real night-time landscape in Svolvær in the Lofoten Islands, where I had travelled because, according to Yngve, to understand his work it was necessary to physically experience the landscape, breathe the air and live the colours of that world with which he engages every day, both within and outside his paintings.
- How did the exhibition project come about, and what would you like the viewer to take away from it?
The exhibition project is partly encapsulated in the title “Lofoten poems”: an image of painting that proceeds like poetry to connect the external world with the inner world. Yngve’s images are like a threshold between the immensity of the Arctic landscape and the depth of feeling that landscape evokes within us.

Indirizzo

Via Degli Ausoni, 7
Rome
00185

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato 15:00 - 19:00

Telefono

+390645422960

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