27/05/2026
🐯 In un paese di templi dorati, un artista ha scelto il blu. E lo ha chiamato “La casa della tigre danzante.”
Quello che stai guardando non è oro. Non è bianco. È zaffiro puro, e in Thailandia, dove ogni tempio brilla di dorature, questa scelta è una dichiarazione.
Il Wat Rong Suea Ten di Chiang Rai deve il suo nome a una leggenda locale: una tigre mistica che un tempo vagava sulle rive del fiume Kok, saltando con tale grazia da sembrare che danzasse. Gli abitanti del villaggio la consideravano uno spirito guardiano, i cui movimenti simboleggiavano potere indomito e libertà.
Il blu, però, non è casuale. Nel simbolismo buddhista, il blu rappresenta la saggezza, la calma e la natura infinita della mente mentre i dettagli in oro riflettono l’illuminazione spirituale. Non un colore decorativo: un manifesto.
Nella foto, tre discepoli in preghiera con le mani giunte, i Thewada, gli attendenti celesti, e alle loro spalle le spire di un Naga, il serpente guardiano che nella mitologia thai protegge il confine tra il regno divino e quello mortale. Chi prega, e chi veglia su chi prega.
L’artista Phuttha Kabkaew, discepolo del creatore del celebre Tempio Bianco, ha concepito il Blu come il suo fratello spirituale: uno bianco come il cielo al mattino, l’altro blu come la mente in meditazione profonda. Due capolavori. Un solo maestro. Una città, Chiang Rai, che li custodisce entrambi.
La tigre danza ancora. Lo senti nell’aria. 🌀
📍 Wat Rong Suea Ten — Chiang Rai, Thailandia del Nord