Viaggi Fuori Scala

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Viaggi Fuori Scala Viaggi Fuori Scala – il mondo visto attraverso l’architettura
progetto by PATO – Pardi M. & Tosi V.

Viaggi Fuori Scala | FIRENZE DURANTE – UNA VOCE MITICA CHE ARRIVA DRITTA ALL'ANIMA! ❤️Ci sono concerti che ascolti… e al...
13/10/2026

Viaggi Fuori Scala | FIRENZE

DURANTE – UNA VOCE MITICA CHE ARRIVA DRITTA ALL'ANIMA! ❤️
Ci sono concerti che ascolti… e altri che ti restano dentro.
All’ Antisalotto Culturale - Firenze di Firenze abbiamo vissuto una serata davvero speciale, accompagnati dalla voce straordinaria di Adolfo Durante, un artista capace di trasformare ogni canzone in un viaggio di emozioni.
Una voce potente, calda, graffiante, ma anche incredibilmente delicata. Una di quelle voci che ti sorprendono, ti avvolgono e ti fanno ve**re i brividi.
Ma chi è Adolfo Durante?
Originario di Salerno, è un cantante e interprete dalla straordinaria sensibilità artistica, con un percorso musicale che attraversa jazz, rock e canzone d'autore.
Nel 2015 ha vinto il Premio Amnesty International Italia – Emergenti con il brano Libertà.
Il grande pubblico lo ha conosciuto anche grazie alla vittoria, nel 2025, del programma televisivo Like a Star, condotto da Amadeus sul Nove, dove ha emozionato tutti con le sue interpretazioni delle canzoni di Mina.
Ma ascoltarlo dal vivo è tutta un'altra cosa!
Nella dimensione raccolta e coinvolgente dell'Anti Salotto, tra musica, luci e un pubblico attento, Adolfo ha regalato un concerto di grande intensità, dimostrando che la vera grandezza di un artista non si misura dalle dimensioni del palcoscenico, ma dalle emozioni che riesce a trasmettere.
Un grande applauso ad Adolfo Durante, ai musicisti che lo hanno accompagnato e all'Anti Salotto per questa bellissima serata fiorentina!
Per Viaggi Fuori Scala, viaggiare significa anche questo: scoprire piccoli luoghi pieni di anima, incontrare grandi talenti e vivere esperienze autentiche, quelle che non trovi nelle solite guide turistiche.
Una voce da brividi, una serata indimenticabile e tanta, tanta bella musica!
Anti Salotto – Firenze con Stefano Muti e Valentina Tosi

Viaggi Fuori Scala | Poppi, con il naso all’insùA Poppi lo sguardo sale quasi da solo. Segue la pietra, incontra le bifo...
02/10/2026

Viaggi Fuori Scala | Poppi, con il naso all’insù
A Poppi lo sguardo sale quasi da solo. Segue la pietra, incontra le bifore, supera i merli e arriva alla torre, dentro un cielo che sembra disegnato apposta per queste fotografie.
Il Castello dei Conti Guidi offre una bella occasione per osservare come un’architettura possa dare forma all’identità di un luogo. Camminandogli intorno cambiano le prospettive: le mura diventano quinte, il verde ne accompagna il basamento, la torre resta il riferimento verso cui tornare con gli occhi.
Davanti al castello ci accoglie Dante. Il suo busto ricorda il legame con questa terra: la partecipazione alla battaglia di Campaldino nel 1289 e l’ospitalità che, secondo la ricostruzione tradizionale, ricevette dai Guidi durante l’esilio, intorno al 1310.
Ci fermiamo a guardare i dettagli: le aperture nella massa muraria, le diverse tessiture della pietra, le proporzioni tra il palazzo e la torre. Poi allarghiamo lo sguardo al paesaggio.
È anche questo il piacere di viaggiare da architetti: passare dalla scala di una finestra a quella di un’intera valle, e scoprire quanto abbiano da raccontarsi.

22/09/2026
20/09/2026

ROMA, GLI AMICI E IL TEMPO CHE RESTA
Questo viaggio a Roma non è stato soltanto Kandinsky, Bauhaus, arte e architettura. È nato soprattutto per festeggiare i sessant’anni del mio amico Gianluca ed è diventato una bellissima occasione per ritrovare gli amici degli anni universitari.
Ci siamo ritrovati a parlare e a ridere come allora, ricordando gli studi, gli esami, i sogni e tutte le immancabili caxxate che facevamo da studenti.
Nel frattempo ognuno ha percorso la propria strada, ma è bastato stare nuovamente insieme perché il tempo e le distanze sembrassero scomparire.
Gli anni passano, inevitabilmente, ma i ricordi, l’amicizia e il tempo vissuto insieme non svaniscono mai. Restano nelle risate, nei racconti e nell’affetto immutato.
Buon sessantesimo, Gianluca, e grazie a tutti per aver reso questo viaggio davvero speciale!

L’ULTIMO KANDINSKY: L’ESILIO A PARIGILa mostra si conclude con le opere degli ultimi anni, realizzate durante l’esilio p...
20/09/2026

L’ULTIMO KANDINSKY: L’ESILIO A PARIGI
La mostra si conclude con le opere degli ultimi anni, realizzate durante l’esilio parigino. Nel 1933, dopo la chiusura del Bauhaus sotto la pressione del regime nazista, Kandinsky lascia la Germania e si stabilisce a Neuilly-sur-Seine.
La sua pittura cambia ancora: la geometria si addolcisce e si popola di forme organiche, cellulari, quasi marine. In Composizione IX (1936) grandi fasce colorate accolgono figure misteriose; in Ammasso regolato (1938) punti, curve e piccoli organismi creano un universo compatto e pulsante.
Mentre l’Europa precipita nella guerra e la sua arte viene condannata dai nazisti come “degenerata”, Kandinsky continua a dipingere, cercando attraverso forme e colori un ordine interiore e uno spazio di libertà.
Nel 1944 Kandinsky ci lascia. La mostra finisce davanti alle sue ultime immagini, ma il viaggio non si conclude: le sue forme continuano a muoversi e i suoi colori continuano a risuonare.

KANDINSKY E IL BAUHAUS: LA PITTURA DIVENTA PROGETTOIn Accento in rosa (1926), Sulle punte (1928), Freddo (1929) e Legger...
20/09/2026

KANDINSKY E IL BAUHAUS: LA PITTURA DIVENTA PROGETTO
In Accento in rosa (1926), Sulle punte (1928), Freddo (1929) e Leggero (1930), il legame con il Bauhaus diventa evidente.
Cerchi, triangoli, linee, griglie e campiture cromatiche si dispongono sulla tela come elementi di un progetto. Ogni forma possiede un peso, una direzione e una tensione: il grande cerchio rosa diventa un centro visivo, le composizioni sembrano poggiare in equilibrio sulle punte, mentre linee e colori costruiscono atmosfere ora fredde, ora leggere.
Ma non fu un’influenza a senso unico. Kandinsky portò al Bauhaus la propria ricerca spirituale sul colore e sulle forme; la scuola, a sua volta, rese il suo linguaggio più geometrico, essenziale e progettuale.
Anche la pittura sembra così trasformarsi in architettura: non rappresenta più uno spazio, ma lo costruisce.

DA DESSAU A ROMA, DAL BIANCO E NERO AL COLORELa ricostruzione fotografica mostra una stanza della casa di Kandinsky a De...
20/09/2026

DA DESSAU A ROMA, DAL BIANCO E NERO AL COLORE
La ricostruzione fotografica mostra una stanza della casa di Kandinsky a Dessau, che avevamo avuto modo di visitare durante il nostro viaggio al Bauhaus.
Nella fotografia in bianco e nero, sulla parete, si riconosce un quadro: Su bianco II, dipinto da Kandinsky nel 1923.
Ebbene sì, proprio quell’opera era esposta nella mostra di Roma, proveniente dal Centre Pompidou di Parigi. Nella vecchia fotografia appariva silenziosa e priva di colore; dal vivo, invece, abbiamo potuto ammirarla nelle sue vere proporzioni, con l’esplosione dei gialli, dei rossi, dei viola e dei neri.
È stato emozionante: a Dessau avevamo incontrato la stanza che l’aveva ospitata; a Roma ci siamo trovati davanti al dipinto originale. Un filo diretto tra la casa, l’artista e la sua opera.

DA DESSAU A ROMA: KANDINSKY AL BAUHAUSE siamo arrivati al periodo del Bauhaus. Il nostro viaggio a Dessau si ritrova qui...
20/09/2026

DA DESSAU A ROMA: KANDINSKY AL BAUHAUS
E siamo arrivati al periodo del Bauhaus. Il nostro viaggio a Dessau si ritrova qui, nella mostra di Roma, attraverso immagini straordinarie.
La tessera di Wassily Kandinsky come professore del Bauhaus; poi Kandinsky sorridente accanto a Paul Klee, collega, amico e vicino di casa, nei giardini delle Case dei Maestri di Dessau.
Infine, la bellissima fotografia degli insegnanti sul tetto della scuola: Josef Albers, Hinnerk Scheper, Georg Muche, László Moholy-Nagy, Herbert Bayer, Joost Schmidt, Walter Gropius, Marcel Breuer, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Lyonel Feininger, Gunta Stölzl e Oskar Schlemmer.
Non soltanto una scuola, ma un laboratorio collettivo dove pittura, architettura, artigianato, grafica e design cercavano un nuovo linguaggio per la vita moderna.
A Dessau avevamo visitato i luoghi. A Roma, attraverso queste fotografie, abbiamo incontrato le persone che li hanno resi vivi.

DUE VOLTI NELL’ASTRAZIONEDa Quadro su fondo chiaro (1916) a Nel grigio (1919), fino al celebre Giallo-Rosso-Blu (1925), ...
20/09/2026

DUE VOLTI NELL’ASTRAZIONE
Da Quadro su fondo chiaro (1916) a Nel grigio (1919), fino al celebre Giallo-Rosso-Blu (1925), Kandinsky trasforma progressivamente forme libere e quasi fantastiche in un linguaggio sempre più geometrico.
E proprio in Giallo-Rosso-Blu, scelto come manifesto della mostra, io vedo due facce che si fronteggiano: a sinistra un volto luminoso, costruito con il giallo e forme regolari; a destra un volto più scuro e inquieto, avvolto dal blu e attraversato da una grande linea nera.
Forse rappresentano due parti dell’essere umano: ragione ed emozione, luce e ombra, ordine e istinto. Oppure sono soltanto forme e colori che la nostra mente trasforma in qualcosa di familiare.
Ma cosa voleva rappresentare Kandinsky? Non un soggetto preciso né una scena riconoscibile. Il suo intento era dare forma visibile alla vita interiore, alle emozioni e alle forze spirituali attraverso colori, linee e forme. Nel quadro, il giallo può suggerire energia e slancio, il blu profondità e raccoglimento, mentre il rosso introduce una presenza intensa e vitale. Le forme geometriche e organiche sembrano così entrare in tensione tra loro, come diverse energie in equilibrio e contrasto.
Kandinsky credeva che i colori potessero agire direttamente sull’anima e che la pittura potesse comunicare senza imitare la realtà. La mia lettura dei due volti, quindi, non coincide necessariamente con un significato stabilito dall’artista, ma nasce proprio dalla libertà percettiva che la sua pittura vuole lasciare allo spettatore.
È questa la magia di Kandinsky: non racconta una storia precisa, ma ci lascia liberi di trovarla.
E voi, in questo quadro, vedete due volti?

GABRIELE MÜNTER, MOLTO PIÙ DELLA COMPAGNA DI KANDINSKYGabriele Münter fu prima allieva di Kandinsky, poi sua compagna se...
20/09/2026

GABRIELE MÜNTER, MOLTO PIÙ DELLA COMPAGNA DI KANDINSKY
Gabriele Münter fu prima allieva di Kandinsky, poi sua compagna sentimentale, di viaggio e soprattutto di ricerca artistica. Ma definirla soltanto la sua “musa” sarebbe ingiusto: fu una pittrice autonoma e una delle protagoniste del Cavaliere Azzurro.
I due si conobbero nel 1902 a Monaco e viaggiarono insieme attraverso l’Europa e il Nord Africa, dipingendo spesso gli stessi paesaggi. Nel 1909 Münter acquistò una casa a Murnau, ai piedi delle Alpi bavaresi, che divenne un luogo d’incontro per gli artisti dell’avanguardia.
In Viale di fronte alla montagna, del 1909 circa, la natura viene trasformata in forme essenziali e colori intensi: la montagna viola, gli alberi verdi e rossi, il viale ridotto a poche linee. In Lotta col drago, del 1913, il tema del cavaliere diventa una scena quasi fiabesca, vicina all’arte popolare tanto amata dagli artisti del gruppo.
Münter e Kandinsky contribuirono insieme alla nascita della Nuova Associazione degli Artisti di Monaco e, nel 1911, del Cavaliere Azzurro. Il loro fu un confronto reciproco: Kandinsky si dirigeva verso l’astrazione, mentre Münter conservava un legame più diretto con il paesaggio e le figure.
Durante il nazismo Münter nascose nella casa di Murnau numerose opere sue, di Kandinsky e degli altri artisti del gruppo, salvandole dalla distruzione. Grazie anche a lei, oggi possiamo conoscere una parte fondamentale di quella straordinaria stagione artistica.
Non soltanto compagna di Kandinsky, dunque, ma artista, cofondatrice e custode della memoria del Cavaliere Azzurro.

Indirizzo

Rome
00186

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