29/07/2026
Una giornata intensa e ricca di incontri, confronto e nuove visioni sul futuro delle nostre città.
Ieri, 28 luglio, nella suggestiva cornice del Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina, abbiamo partecipato al convegno nazionale INBAR “Città Osmotiche – Progettare il futuro tra uomo, natura e tecnologia”, dedicato ai temi della sostenibilità, dell’innovazione, della resilienza e della qualità della vita.
Gli Arch. Valentina Tosi e Massimiliano Pardi hanno avuto il piacere di presentare proposte per territori capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, illustrando anche il progetto “Città Spugna”: un modello di riconversione ecologica nel quale gestione sostenibile dell’acqua, superfici drenanti, verde, ingegneria naturalistica e bioarchitettura diventano parte di un’unica strategia ambientale, mentre l'arch. Piero Luigi Carcerano ha presentato i suoi progetti meravigliosi, sparsi nel modo, molto interessante quello in fase di realizzazione a Cervinia, non vediamo l'ora nell'andarlo a visitare.
È stata un’importante occasione per condividere esperienze, progetti e soluzioni concrete, nella convinzione che l’architettura debba tornare a costruire un rapporto equilibrato tra ambiente naturale, spazi abitati e nuove tecnologie.
L’iniziativa, promossa dall’ Istituto Nazionale di Bioarchitettura – INBAR ETS, è stata organizzata dal Dipartimento Ambiente e Sostenibilità e dal Dipartimento Politiche del Mare dell’ Ordine degli Architetti di Messina, insieme alla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina.
Per l’occasione, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ha inoltre allestito una bellissima mostra dedicata ai progetti realizzati dai propri soci: un percorso ricco di idee, esperienze e soluzioni che raccontano concretamente il contributo della bioarchitettura alla costruzione di territori più sostenibili e resilienti.
La mostra resterà visitabile a Messina fino al 31 agosto, per poi trasferirsi a Roma, dove sarà presente il 4, 5 e 6 settembre presso la Nuvola di Fuksas.
Un ringraziamento particolare all’Arch. Anna Carulli e all’Arch. Graziella Arena, al coordinamento e al comitato tecnico-scientifico, all’Ordine degli Architetti PPC di Messina, Ordine degli Architetti PPC di Reggio Calabria, alla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, all’Istituto Nazionale di Bioarchitettura – INBAR ETS, al Museo Regionale “Maria Accascina”, al Comune di Messina e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.
Grazie, infine, ai relatori, ai professionisti e al pubblico presente per l’attenzione, la partecipazione e il proficuo confronto.
Torniamo da Messina con nuovi stimoli e con una convinzione ancora più forte: progettare città resilienti e “osmotiche” significa progettare comunità più consapevoli, accoglienti e preparate alle sfide climatiche del futuro.