24/08/2026
Nonostante la serata del 20 Agosto non ci abbia permesso di osservare le stelle con il telescopio dalla postazione che avevamo individuato sul Monte Scietto, sopra Torriglia, il mio amico astrofilo Mirco Massone ci ha fatto trascorrere una serata ricca di fascino e passione attraverso la proiezione di alcune slides che hanno suscitato, in noi tutti, punti di riflessioni sulla nostra presenza nell'universo cosmico.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla fattiva collaborazione della pizzeria "Al Castello di Lollo", alla quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti.
Voglio lasciarvi questo pensiero espresso dell'astronomo Carl Sagal, dopo aver osservato la famosa fotografia nominata "Pale Blue Dot", scattata dalla sonda spaziale "Voyager 1" il 14 Febbraio 1990, dove si può vedere la Terra dell'incredibile distanza di oltre 6 miliardi di chilometri:
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»
Grazie ovviamente a tutti coloro che hanno partecipato alla serata e anticipo che la Val Brugneto Country House organizzerà un nuovo evento per il 2° Scietto's Shining Stars che si terrà il prossimo anno con la speranza di poter osservare pianeti, stelle, galassie e quant'altro attraverso il telescopio.