08/06/2026
Siamo stati felici di ospitare gli archeologi e di sostenere gli scavi in nome della stima che nutriamo per il progetto della prof.ssa Jäggi. Sarebbe bello che altre aziende si unissero in linea con lo sviluppo storico culturale che sta prendendo il territorio. Noi lo facciamo perché ci crediamo.
GLI SCAVI DI PIANO TONDO - I NOSTRI RACCONTI NON SI FERMERANNO- LO SQUALLORE DI CERTE PERSONE SAREBBE AUSPICABILE DI SI
Da circa 10 anni scriviamo su questa pagina di cose che riguardano la Berardenga, lo facciamo senza ritorno, semmai sostenendo spese per realizzare servizi. Lo facciamo per amore verso la storia e questa terra, è la passione che ci sostiene. Tante persone l’hanno capito e gli amici della pagina crescono continuamente e considerando l’ambito ristretto di cui parliamo, questo è per me motivo di grande soddisfazione anche perché le visualizzazioni sono, sempre più spesso, su livelli alti di diverse migliaia. Tutto questo mi dà un motivo in più nel respingere l’incipiente vecchiaia e mi sprona a studiare e raccontare. Scriverò in fondo del perché di questo piccolo sfogo, e chi fra i tanti visualizzatori volesse darmi una mano (magari seguendo la pagina oltre a visualizzare) darà un segnale a chi invece vorrebbe spegnere questa voce. In fondo come ci ricordava Anna Nocentini ieri in Villa Saracini Chigi: IL PASSATO NUON MUORE MAI! e noi facciamo il possibile per tenerlo in vita.
Veniamo alle mie impressioni sugli scavi del Piano Tondo, quella del 2026 è la seconda campagna affrontata dall’equipe francese diretta dai prof e archeologi, Sandra Jaeggi, Lucas Aniceto, Edwige Lovergne, in collaborazione con l’Università di SIENA (Stefano Campana) e il Comune di Castelnuovo.
Mi sembra di vedere che nello scavo sia stata seguita la traccia delle prospezioni di Stefano Campana (le famose anomalie che fornivano gli esami strumentali di superficie) che le indicazioni di Talocchini 1977, più volte illustrate da Walter Benocci, che all’epoca faceva parte della squadra di scavo.
Tutto questo ha prodotto dei risultati eccellenti ( NON RIVELO SEGRETI di STATO, è quello che duecento persone ca. hanno visto e FOTOGRAFATO durante l’Open day del 31 Maggio).
Il disegno che allego è piuttosto eloquente, ma certe cose vanno argomentate.
1) Le risorse disponibili non erano sufficienti a proseguire lo scavo in direzioni che sarebbero state ancora più significative
2) Il modo di lavorare della squadra archeologica 2026, in particolare una rimozione delle concrezioni in punta di cazzuola e la successiva spazzatura attenta del macigno spianato dagli etruschi, ha consentito di vedere anche particolari sfuggiti in precedenza.
3) Ci sono buche di palo in continuità con l’allineamento scoperto nel 1977 che sono risultate visibili
4) L’apertura di una trincea nuova (B) a circa 30/35 mt dallo scavo più grande (A) ha fatto emergere 3 grandi buche ( diametro in superficie ca.110 cm) poste a triangolo, che potrebbero rappresentare qualcosa di molto importante, ma naturalmente da valutare quando tutti i dati delle varie campagne, anche quelle future, saranno aggregati.
5) La scoperta più importante è il canale che si diparte dalla parte iniziale sud delle buche di palo e defluisce verso valle. Scavato solo in parte (per le ragioni già dette) evidenzia una struttura muraria di contenimento del canale in ambo i lati. E’ questo, a dire degli archeologi il primo reperto architettonico definibile “ in positivo” (insomma non buche, frammenti , parti di tetto ecc..). Questa scoperta è, anche secondo me, assai importante
6) Un canale di acque reflue, o fognatura, di quelle dimensioni e fattezza, contribuisce a rafforzare l’idea che in tanti abbiamo che Piano Tondo non fosse un luogo qualunque, ma come ricordato dai più, una “regia” o forse un “tempio” etrusco, sorto 26 secoli fa.
7) Dallo scavo A si intravedono tracce di altre canalizzazioni di larghezza e lunghezza notevole,
insieme ad altre più corte, ma tutte interrotte dai limiti di scavo e non scavate perché era finito il tempo.
8) In conclusione, il 2026 ha rappresentato un passo importante per il recupero della conoscenza storica del tipo di frequentazione etrusca sul Piano Tondo, ma non posso dire che siamo alla cosidetta “ pi***la fumante” che offre tutte le risposte, per quello bisognerà ancora aprire, rimuovere, spazzare, scavare, dare un senso ancora più compiuto alle 34 buche di Palo (porticato?) e a tutto quello che ancora si trova sotto quel sottile strato vegetale che ci divide dalla roccia spianata dagli etruschi.
9) Penso, visto che il processo decisionale non è nelle mie mani, che sia arrivato il momento di agire in modo da accelerare le future scoperte, portando alla luce tutti gli elementi che permettano la definitiva attribuzione di valore al Poggio Tondo. Questo sarà possibile solo unendo le forze e reperendo risorse economiche tali che consentano campagne di scavo più lunghe nel tempo.
L’amministrazione di Castelnuovo ha già fatto una parte consistente per le indagini di superficie, nessuno può chiedere troppo, ma questo territorio è ben grande, ci sono anche
aziende importanti, qualche migliaio d’euro cadauna, con la possibilità di recuperare tramite Art Bonus una parte rilevante del capitale investito, è forse un tentativo da fare.
La Berardenga che investe su se’ stessa
Scoprire il vero significato del Piano Tondo nei secoli VII e VI a.C. e di conseguenza il possibile ruolo svolto da quella Comunità, da Campi a Cetamura, fino a Villa a Sesta, ritornare a Bosco Le Pici, potrebbe rappresentare un volano di interesse nazionale e internazionale per quel Comprensorio e tutto il Comune, quindi anche noi dovremo fare la nostra parte, già svolta nel passato recente, da implementare per il prossimo futuro, con campagne di scavo ancora più ampie e significative.
Tornando allo sfogo iniziale, è motivato dal fatto che una persona ha investito le autorità competenti circa il post precedente di questa pagina, quello con foto da Drone ad alta quota e ho ricevuto un amichevole cartellino giallo.
Ora assodato che le autorità competenti devono e possono fare il loro lavoro e meglio ancora quando sono così comprensive da ammonire anziché espellere e assodato che per me, quella foto
non mancava di rispetto a nessuno, né carpiva informazioni sensibili di altrui proprietà intellettuale e assodato pure il fatto che il mio è un lavoro di informazione a titolo gratuito e volontaristico, assodato che le leggi vanno rispettate e penso di averlo fatto, devo anche dire che non potrò accettare una censura preventiva delle cose che pubblico. Se incapperò in errori, sempre possibili quando si cerca di informare, vorrà dire che pagherò pegno, ma il problema non è questo, mi sono domandato chi può aver esercitato una “delazione” con pressione, verso le autorità competenti?
Dal mio post delle ore 3,08 al richiamo sono passate 7 ore, la maggior parte notturne, quindi deve essere un mio follower il perverso profilo che con pregiudizio e inesattezze ha pressato le autorità competenti un Sabato mattina. Probabilmente anche una figura ascoltata, sulla quale si nutre una certa fiducia, perché ciascuno di noi non credo avrebbe smosso con questa solerzia. Quindi ho o per meglio dire avevo, uno squallido follower che nell’anonimato ha cercato di danneggiare chi da 10 anni e a scopo esclusivamente volontario, fa il possibile per rendersi utile, bene giusto per intramezzare i fatti storici con un breve e triste romanzo sulle frustrazioni di una persona. Non so il nome, lo sospetto, ma non basta, sennò ve lo dicevo.