19/04/2026
Negli ultimi giorni, su un blog che segue le notizie della città di Padova, è comparso l'annuncio dell’avvio dei cosiddetti “free tour” nei fine settimana.
Il post ha suscitato numerose reazioni da parte delle guide turistiche abilitate, al punto da essere successivamente rimosso. Da questo confronto è però emerso un messaggio che riteniamo importante chiarire: quello secondo cui le guide sarebbero una categoria chiusa, poco aperta all’innovazione.
Non è questo il punto.
La professione di guida turistica è oggi regolamentata da una legge nazionale (2023), che prevede iscrizione a un elenco ufficiale presso il Ministero, formazione e aggiornamento continuo. È quindi a tutti gli effetti una professione riconosciuta.
E come ogni professione, ha un valore.
Per questo riteniamo che il compenso debba essere stabilito dal professionista, non lasciato alla discrezione del cliente. I cosiddetti “free tour”, infatti, non sono realmente gratuiti: si basano su mance o donazioni, spesso suggerite con importi minimi, creando un sistema poco trasparente.
Al di là degli aspetti fiscali, che non ci competono, ciò che vogliamo sottolineare è un principio: il lavoro professionale non dovrebbe essere svilito o reso incerto.
Inoltre, questi tour spesso prevedono gruppi molto numerosi, itinerari limitati agli esterni e senza l’utilizzo di sistemi audio adeguati, incidendo sulla qualità dell’esperienza.
Oggi esistono già molte alternative accessibili: visite guidate a raccolta a prezzi contenuti, tour strutturati con ingressi inclusi, oppure iniziative promosse dalle amministrazioni pubbliche, dove la guida è regolarmente retribuita e il servizio è davvero gratuito per il visitatore.
Il nostro invito è duplice:
👉 alle guide, di non svendere la propria professionalità
👉 ai visitatori, di informarsi e scegliere con consapevolezza
Perché la qualità e il valore della cultura passano anche dal rispetto del lavoro di chi la racconta.